Mi presento!

Sono una blogger e una scrittrice edita✍🏻
Adoro il cibo🍔🍕🍣🍪
L’esoterismo e le tradizioni popolari🪄
Le serie tv📺, sono appassionata di cinema🍿📽 e il mio regista preferito è Quentin Tarantino
Infine amo organizzare eventi e le decorazioni in generale
Il 16/12/2017 ho finalmente potuto sposarmi con la mia dolce metà 👩‍❤️‍👩, prima le cosiddette unioni civili 🏳️‍🌈 non erano legali in Italia!
Dopo quasi 15 anni di fidanzamento abbiamo coronato il nostro sogno. 👰🏼👰🏽
Nel 2009 mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla e tutt’ora sono in cura come tanti altri guerrieri che come me hanno imparato a riorganizzare la loro vita in base alle esigenze date dalla malattia. 💪🏻
Purtroppo nel 2009 prima e ad Agosto 2018 poi ho perso prima il mio papà e poi la mia mamma a causa di un tumore fulminante per entrambi.
Eventi davvero tragici che hanno completamente sconvolto la mia vita.
Per mia grande fortuna ho una donna speciale al mio fianco, che nonostante la malattia e certe disgrazie è sempre rimasta vicino a me sostenendomi.
Il mio motto è quello di coltivare le passioni, credere nei sogni e soprattutto non cedere mai; oltre ogni difficoltà e disabilità!
Questo blog conterrà
  • Articoli in stile giornalistico di vario genere dall’attualità, alla vita mondana, all’educazione, ma soprattutto di carattere esoterico, mistico e magico…
  • Opinioni o aggiornamenti sulla mia quotidianità
  • Poesie edite e non che donerò al blog accompagnate magari da foto significative
  • Racconti o parti di racconti sia editi e/o che non farò pubblicare, ma lascerò qui per diletto dei lettori
Non mi resta che augurarvi una buona lettura e buon divertimento!
Kiss!

Luna Piena dei Fiori

Oggi, 16 Maggio oltre ad essere una data speciale, it’s my birthday!!! Invecchio un poco e divento più saggia, anzi molto probabilmente più cinica!

È il Plenilunio di Maggio ed è anche eclissi lunare!

Ho letto in giro che molti vivono l’eclissi lunare in modo negativo percependo la Luna come assente, come periodo sfavorevole in quanto dato che “oscurata” dal Sole si sentono lasciati senza la protezione della Luna e sentendosi più vulnerabili.

Io sono tra quelle Streghe che percepisce la Magia della Luna anche di giorno, anche quando non si vede, perché la sua presenza è costante e la sua Magia forte e ha una grandissima influenza, soprattutto su di me…

Vivo le eclissi come momento ideale per purificare e caricare non solo le mie pietre, ma tutti gli strumenti magici, potendo approfittare dell’influsso magico non solo della Luna, ma anche del Sole.

In generale vivo i cicli lunari accogliendone ogni influsso e lasciando fluire in me la loro energia, che sia una super Luna, un’eclissi o in un segno dello zodiaco che può apparire ostico; perché come abbiamo visto anche negli altri post dedicati ai Pleniluni dell’anno ogni momento avviene in un determinato modo e ci aiuta ad allinearci e ad interiorizzare meglio il periodo che si sta vivendo, nulla è per caso, soprattutto la Magia.

Nel quinto mese dell’anno abbondano le fioriture ed ecco perché questo Plenilunio è anche definito come Luna piena dei Fiori o Flowers Moon.

Il suo particolare colorito rosso avviene proprio per la sovrapposizione con il Sole

Maggio è anche il mese del Sabba Beltane e il suo Plenilunio rappresenta la prosperità che fiorisce, che inizia a dare i primi frutti: fiori finalmente sbocciati e campi disseminati dei loro meravigliosi colori!

Come il Dio e la Dea proprio a Beltane si uniscono per garantire la rinascita della Natura, la Luna Piena di Maggio veglia su di noi e ci risveglia dal torpore invernale, adesso possiamo davvero destarci e concretizzare quei progetti che abbiamo pensato, che abbiamo pianificato, è arrivato il momento di agire!

E per aiutarci a realizzare i nostri progetti, per destarci effettivamente, animarci e vivere a pieno il nostro NOI e il nostro SE, cosa è meglio di una Luna Piena in eclissi? L’energia dei due astri si abbraccia per noi come hanno fatto il Dio e la Dea a Beltane.

Passata l’eclissi la Luna entrerà nel segno dello scorpione, la sua pungente influenza ci guiderà a liberarci dal passato, buttare via le
cose inutili e all’introspezione.

Chi meglio del segno più dotato di furbizia e sagacia per liberarsi del vecchio e “gettarsi” nel nuovo, magari anche ignoto.

Non penso ci sia molto da aggiungere il Cosmo ci sta proprio dicendo “Coraggio, partite!”

Piccolo monito: il velenoso, ma sensuale segno d’acqua che influirà su di noi dopo l’eclissi è il segno che più di tutti ama il rischio: in effetti, non teme gli avvenimenti drammatici e, per alcuni versi, li va a cercare.

Ricordiamoci per cui di agire con coerenza e costanza proviamo a lasciare alle spalle ciò che ci frena per abbracciare un nuovo che può permetterci di stare meglio, che sia una cosa piccola o un grande progetto, ma sempre con cognizione di causa.

Io insieme ai miei nuovi aggiornamenti, sono arrivata a 29.4 (33 anni) vi auguro con saggezza e temperanza una buona Luna Piena che vi porti sogni e speranze.

Penso inoltre che la frase di oggi del Calendario Geniale sia particolarmente azzeccata

Cappelli delle Streghe

Camminare lungo una strada affollata con indosso un cappello conico nero, non lascerebbe dubbi ai passanti sull’intenzione di chi lo indossa.

Ovviamente, chi lo indossa “interpreterebbe” il ruolo di una strega.

Per quanto ovvio come il cappello a punta sia oggi un segno di stregoneria, le sue origini come rappresentazioni della stregoneria sono altrettanto difficili da rintracciare.

I cappelli conici hanno una lunga storia nelle mode del mondo, ma fu “grazie” al cristianesimo nel periodo medievale che il termine stregoneria assumeva un significato così nefasto, da dover attribuirgli simboli quali cappello, scopa, bacchetta…

I cappelli a punta venivano indossati nella storia antica durante cerimonie e rituali, gli studiosi hanno determinato sulla base di opere d’arte e vari documenti scritti che il cappello a punta era indicativo di rito dall’età del bronzo al periodo medievale nello stesso modo in cui un elmo o scudo cornuto era associato ad altre attività.

Come detto, fu nel Medioevo che cominciarono ad essere associati alle streghe; in particolare grazie alle immagini di streghe usate negli opuscoli anti-stregoneria. La prova più critica deriva probabilmente dall’opinione della chiesa: si credeva che il clero e i praticanti devoti della fede disprezzarono il cappello a punta perché ricordava loro le corna del Diavolo. Questa teoria è ulteriormente supportata dal fatto che le streghe erano spesso ritenute seguaci del Diavolo dal Medioevo all’epoca vittoriana, in quanto l’idea della “buona strega” non acquistò realmente slancio fino al XX secolo.

Ed è così che, specialmente nel periodo di Halloween, vediamo vetrine tappezzate di cappelli e altri simboli che persino ai giorni nostri risulterebbe strano indossarne fuori dal periodo “consono” (quello dei travestimenti).

Incredibile quando un significato dato ad un simbolo influenzi le opinioni di ognuno di noi nonostante il passare del tempo!

Vediamo i cappelli tipici:

Luna Delle Gemme

Il Plenilunio di Aprile anche detto Luna delle Gemme o della Lepre è da sempre correlato al simbolo della Rinascita.

Le si associa, infatti, un significato simbolico legato alla manifestazione della fertilità, della gioia, della pienezza, dell’abbondanza e delle emozioni che scaldano il cuore. Per questo motivo durante questa Luna abbiamo lo spirito per stare in compagnia e per dedicarci ai nostri amici e parenti e vogliamo ritagliarci del tempo per stare a contatto con la Natura.

Spesso questa è anche la Luna della Pasqua cristiana che come sappiamo si celebra la prima Domenica dopo il Plenilunio dopo l’Equinozio di Primavera. È meraviglioso vedere quanto una festa totalmente slegata dal simbolismo originale pagano e legata alla rinascita di Gesù, abbia lo stesso mantenuto saldi i propri simboli originali: le uova di cioccolata (che rappresentano la rinascita), il consumo di carne specialmente coniglio (animale totem dell’Equinozio), o agnello (simbolo di rinascita e purezza) e infine la data calcolata con il calendario lunare, proprio seguendo un ciclo calendariale ormai considerato insolito.

È bene specificare che possa capitare che la Pasqua cristiana cada con il Plenilunio di Marzo, vicinissimo all’Equinozio di Primavera e quindi con la Luna del Seme.

Legata a questa Luna c’è una festività più in voga nel neo-paganesimo (la Festa della Rinascita) che si festeggia proprio lo stesso giorno della Pasqua cristiana! Per cui la prima Domenica dopo l’Equinozio di Primavera e dopo la Luna Piena. Anche io e mia moglie celebriamo questa festa, non sentendoci legate alla mera celebrazione pasquale, ma approfittando delle ferie, del momento di stacco e delle giornate che da dopo l’Equinozio di primaverile si fanno più luminose e con clima più mite; un po’ una seconda celebrazione di Ostara, meno spirituale e più conviviale.

Se avete piacere qui il link dell’articolo scritto l’anno scorso dedicato proprio alla Festa della Rinascita : ⬇️

Buona Rinascita a tutti!

Ma torniamo a parlare di questo Plenilunio! Il suo influsso, come detto, ci rende sì particolarmente consapevoli del nostro bisogno di relazioni, ma anche di tutto il lavoro necessario per mantenerle in piedi: compromessi, negoziazioni, dialogo, gentilezza; con il rischio che tutto si trasformi in una frenesia inarrestabile, con risvolti, invece, negativi.

Ahimè la Luna di Aprile è anche una Luna dai frequenti cambiamenti di umore, possono convivere, nell’arco di pochi giorni, calma e impeti emotivi molto forti; la Natura sboccia in modo prorompente e noi con lei cerchiamo il nostro posto.

La chiave è l’equilibrio! È da prima dell’Equinozio che “batto” su questo tasto, ma finché non riusciremo a trovare un equilibrio in noi saremo sempre “vittime” di emozioni contrastanti, anche molto violente, come lo è il cambiamento del clima e della Natura.

Foto scattata davanti casa

La congiunzione astrologica come stava avvenendo già nella scorsa Luna (quelle del Seme) è fortunata!

Questa Luna Piena sarà nel segno della Bilancia! L’equilibrio per antonomasia.

Sotto al segno della Bilancia ci sentiremo più calmi e diplomatici, riusciremo a dare il giusto peso a tutte quelle emozioni che ci piombano addosso, L’anima aspirerà alla felicità e al desiderio di vivere in armonia con noi stessi, godendo di ogni momento.

Sensibilità e percezione della bellezza saranno ricercati, ottimo momento, anche, per visitare teatri, musei, o mostre. 

Insieme alle “esigenze estetiche”, aumenterà la voglia di comunicazione. Sotto il segno della Bilancia le persone diventano più accomodanti e compiacenti e le controversie si risolvono facilmente con l’aiuto di “piccoli” trucchi diplomatici. 

Il vantaggio principale della Luna Piena in Bilancia è questa atmosfera di amore universale. 

Date, quindi, spazio a pieno al risveglio nelle vostre vite e fate germogliare sotto questa Luna tutte le idee che avete coltivato durante l’Inverno.

Come una gemma ora sarete finalmente pronti a brillare, ad aprirvi agli altri, ad osare e ad amare.

E qualsiasi sia il vostro credo potrete stare con i vostri amici e parenti in compagnia mangiando a casa o all’aperto, facendo piccoli viaggi e (assolutamente da non sottovalutare) coccolandovi con dei dolcetti di cioccolato!

Io e la mia dolce metà abbiamo iniziato a darci ai nostri “famosi” party casalinghi con le persone a noi care!

Colomba salata fatta da Hele

E voi? Come celebrerete questa Luna e come passerete i giorni di festa?

Luna del Seme

Ciao a tutti e buona Luna Piena!

Il Plenilunio di Marzo è chiamato Luna del Seme in quanto questo è il periodo dell’anno in cui si vedono i primi germogli, i primi segni della Primavera nascente.

La Luna del Seme è la Luna dei Cambiamenti e dei Nuovi Inizi. Tutto ciò che è nuovo e nasce sotto di lei, avrà potenza e sarà accompagnato dalla forza che ha il seme quando inizia il suo percorso nella Vita.

Per i nativi americani è detta Worm
Moon ovvero Luna del Verme per via dell’emersione delle larve dalle cortecce degli alberi e altri nascondigli per ripararsi dall’Inverno.

In ogni caso come la si voglia chiamare la simbologia rappresenta questo passaggio:
la fine dell’Inverno e l’arrivo della Primavera.

Oltre ad essere l’inizio della Primavera, il risveglio della Natura dall’assopimento invernale questo Esbat cade proprio in prossimità del Sabba Ostara e dell’Equinozio. Momento di massimo equilibrio tra Luce e Tenebra, le ore di buio e le ore di luce hanno la stessa durata.

Questo periodo è caratterizzato, per cui, da flussi magici molto diversi tra loro e la sensazione su di noi è quella di essere frastornati. La nostra Luce e le nostre Ombre cercano di avere il totale controllo e siamo in conflitto con noi stessi. Adesso il desiderio di “fare” di svegliarsi dal torpore invernale è tangibile, le giornate pian pian si allungano e le temperature si fanno più miti, ma le nostre Ombre invernali cercano di ancorarci e ci sentiamo stanchi ancora prima di iniziare.

La parola chiave è equilibrio! Esattamente come le ore di Luce e quelle di Tenebra avranno la stessa durata bisogna effettuare questo passaggio con consapevolezza e senza fretta.

La nostra amica Vergine cade provvidenziale in questo particolare momento! Questa Luna Piena è proprio nel suo segno e ci aiuterà a trovare equilibrio tra i nostri pensieri, le nostre emozioni contrastanti e metterà d’accordo quel desiderio di fare con la letargia.

Un consiglio per riallinearsi a questo momento di trasformazione?

Bagno di Equinozio!

Approfittando di questa Luna cogliete dei fiori a vostro piacimento, potete farlo proprio tra questa notte e domattina affinché siano carichi delle sue influenze.

Poi il giorno dell’Equinozio (Domenica 20) preparatevi un bagno caldo e nell’acqua mettete i fiori colti, accendete poi una candela nera e una bianca insieme, rappresenteranno proprio l’equilibrio di questo periodo; immergetevi e rilassatevi, lasciate che la magia della Natura che sta sbocciando riequilibri le vostre energie. Se non possedete una vasca potete usare una bacinella, riempirla sempre con acqua e i fiori colti e poi immergere i piedi, sapete che nei piedi sono presenti tutte le terminazioni che compongono il vostro corpo?

Questa Luna Piena è da sempre sinonimo di rinascita, rinascita che può avvenire solo dopo aver riequilibrato noi stessi, il passaggio non è imminente: i fiori sbucano lentamente da sotto la neve, il ghiaccio si scioglie lasciando spazio ai verdi prati. Usiamo questo sentimento di rinascita e portiamolo nel nostro cuore come simbolo di speranza.

Viviamo in un momento davvero molto duro… La fine o no? Della pandemia, la guerra… Non è solo la natura che cambia a farci sentire frastornati, ma lei inesorabilmente continua a fiorire, a respirare e a mostrarci qualcosa di meraviglioso con poco. Osserviamo la rinascita che questa Luna porta con se, i giorni si allungheranno, l’Equilibrio sarà spezzato e il Sole tornerà a splendere. Interiorizziamola e che sia la nostra Luce, anche se ci sembra di essere avvolti da Tenebre.

Luna piena di Ghiaccio

Il secondo Plenilunio di quest anno potremmo ammirarlo Mercoledì 16 Febbraio. Luna piena di Febbraio chiamata la Luna di Ghiaccio… da dove deriva tale nome?

Questo solitamente è un mese molto freddo visto che siamo al culmine della fredda stagione e si tende ad essere scarichi, un po’ tristi e a voler stare a casa attorniati dal calore della famiglia e del focolare.

In noi è rimasto anche un ricordo genetico collettivo di questo periodo, come di un momento spaventoso dell’anno, quando le scorte di cibo erano scarse e i predatori si aggiravano nei dintorni.

Chiamata persino Luna delle Ossa dalle tribù dei Cherokee, perché a questo punto le scorte di cibo invernali della tribù erano diminuite al punto tale che le persone dovevano rosicchiare ossa e cucinare zuppa di midollo osseo per sopravvivere.
Chiamata Luna della Neve, (sempre dai nativi americani), perché appariva e appare tuttora, in cielo quando le nevi più pesanti cadono e ammantano i paesaggi invernali.

Chiaro che questo Plenilunio per le varie culture ha significati, come abbiamo visto, legati all’Inverno, al freddo e all’approvvigionamento di cibo.
In noi come viene vissuta questa meravigliosa Luna ghiacciata?

Come ho detto all’inizio del post solitamente ci si sente piuttosto tristi, fa freddo, ma le giornate pian piano si stanno allungando, abbiamo voglia di fare, ma non ancora abbastanza forze per rendere; oltre a quelli che sono i problemi economici legati al periodo post feste e rincari vari che si verificano spesso proprio a Febbraio; non abbiamo le scorte di cibo al limite da dover rosicchiare ossa in questo secolo, ma il sentimento e le preoccupazioni sono commisurate.

Astrologicamente la nostra amica ghiacciata sarà nel segno del Leone, segno dell’io, dell’ego, delle energie che non si stancano mai. La Luna piena in Leone quindi enfatizza il bisogno di far emergere il nostro io, i nostri bisogni, il nostro desiderio di essere ammirati, lodati, ubbiditi e riconosciuti.

Porterà un’aria di cambiamento e aiuterà a liberarsi delle insicurezze, momento giusto per riordinare i nostri pensieri e le emozioni contrastanti, metteremo d’accordo quel desiderio di fare con la letargia.

Suggerirà i passi per realizzarle i nostri sogni, o quantomeno il percorso da intraprendere. Segno legato al cuore come organo antitetico al cervello e alla ragione. In quanti complice questo sentimento di tristezza e malinconia hanno viaggiato con le loro menti al: “E se…?”, in quanti sono tornati anche indietro rievocando momenti e/o persone del passato che forse sarebbe stato meglio lasciarle nei meandri oscuri della memoria?

Questa Luna aiuterà a ritrovare noi stessi e ad incanalare queste energie nella giusta direzione; ah! Non meno importante! Oltre ai progetti che giravano nelle vostre testoline, avete ricevuto anche delle proposte? Lavorative, di progetti, di nuove strade e percorsi, tutto sembra tutto solo un grande minestrone che bolle nel calderone? Tranquilli le nostre ansie, i pensieri scostanti si scalderanno con l’energia di fuoco che il Leone dona, ancora pochi giorni…

Mettiamo in primo piano “noi”, ritagliamo del tempo per ciò che fa stare bene e ciò che che più ci piace anche se saremo presi dall’organizzazione di mille progetti in vista e preparazione della bella stagione.

Il processo di purificazione iniziato già la scorsa Luna e culminato ad Imbolc, lascia ora spazio alle energie della Primavera con l’Equinozio imminente e il desiderio di ripartire e di rompere le abitudini!

Lasciamo alle spalle questo senso di intorpidimento, di tristezza e con la forza del Leone saremo pronti ad organizzare quelli che saranno i nostri progetti, insomma una Luna molto potente, ma anche da prendere seguendo le giuste energie per evitare di perdersi in un bicchiere d’acqua e restare nelle tenebre dei nostri pensieri.

Rituale per Imbolc

Ciao a tutti e Blessed Imbolc a tutti voi per domani!

Ad Imbolc la parola d’ordine è Purificazione!

Puliamo la nostra casa da tutto ciò che non ci serve più, svuotiamo armadi ecc, sistemiamoli, buttiamo via e spazziamo gli spiriti negativi lontano.

Questa purificazione non è solo della casa e degli oggetti, ma anche nostra! Purificazione del corpo dagli alimenti, una dieta purificante sarebbe l’ideale, insieme ad un ulteriore pulizia di persone e comportamenti nocivi che vengono adottati, (se serve).

Ad Imbolc il ghiaccio inizia a sciogliersi, fa freddo, ma le giornate iniziano ad allungarsi. Nella profondità nascosta della terra, i semi dormienti si preparano a germogliare. Il Sole bambino sta acquisendo forza e la luce e il calore stanno iniziando a tornare.

La parola Imbolc in lingua irlandese vuol dire: “In grembo”, riferimento al grembo della Terra che accoglie quei semi che si preparano a germogliare e che trasformeranno la neve in fiori.

Il grembo è qualcosa che ci protegge e ci nutre, infatti l’altra parola chiave per Imbolc è “Protezione”!

Questo Sabba è legato alla purificazione quanto alla protezione, condivido per cui con voi un semplice rituale per portare con voi il potere protettivo della Dea Brigid (che rinasce insieme alla Natura in questa festività) e il potere protettivo del grembo della stessa Natura.

Alla vigilia di Imbolc (questa notte) lasciate per tutta la notte fuori una coperta (bianca sarebbe meglio, ma se la coperta è la vostra andrà bene qualunque colore), la magia di questa notte benedirà le vostre coperte rendendole un talismano! Ricordatevi di lasciare latte e miele in offerta alla Dea. Le coperte andranno “rientrate” prima che faccia giorno e le offerte restituite alla natura.

Sui vostri altari potete lasciare in dono agli Dei cereali, mele, anche latte e miele e poesie o frasi positive da dedicare alle divinità, in particolare alla Dea che come detto proprio adesso rinasce fanciulla e permette alla Natura di rinascere con lei.

Non mi dilungo troppo in grandi spiegazioni in quanto ho già parlato di questo Sabba nel mio articolo dell’anno scorso dedicato ad Imbolc, link: Blessed Imbolc ;ci tenevo a condividere questo semplice rituale e a mostrarvi gli altari che io e mia moglie abbiamo fatto per celebrare la festività quest anno…

Il mio, con l’ormai iconica candela dedicata ad ogni Sabba, quest anno ho sentito di dover dare spazio solo al bianco
Quello di Hele con il tocco di classe di una spruzzata di neve artificiale per simboleggiare l’Inverno che lentamente scompare

Sulla porta di casa la ghirlanda per Imbolc.
La chicca: sugli aghi di pino un spolveratina di neve che rappresenta proprio lei candida che inesorabilmente andrà sciogliendosi

Ancora tantissimi auguri e che sia una meravigliosa giornata ricca di magia, protezione e purificazione!

Ps: scrivetemi come avete trovato il cielo alla mattina di Imbolc mentre “rientravate” le vostre coperte talismano. Chiaro o scuro? Temperatura molto fredda o tutto sommato mite per essere comunque ancora Inverno? E vi dirò cosa l’Orso della Candelora predice sulla Primavera nella vostra zona.

I giorni della Merla

Gli ultimi giorni di Gennaio sono detti i giorni della Merla nonché i giorni più freddi dell’anno… In realtà non sempre sono i più freddi, la raccolta dati meteorologici lo dimostra, ma sono un utilissimo prognostico per prevedere come sarà la Primavera!

Tali giorni culminano con la festa Imbolc, che celebra proprio il ritorno della Luce, si festeggia nell’esatta metà tra l’Inverno e la Primavera; 40 giorni dopo il Solstizio d’Inverno.
Già detto in articoli precedenti che la festività è stata cristianizzata con la celebrazione della Candelora.

Cosa significa celebrare il ritorno della Luce?

Parlar di Primavera l’ 1/2 Febbraio sembra un po’ in anticipo, ma la ruota dell’anno gira e con essa il risveglio della Natura; che lentamente rinasce e ci mostra i primi segni attraverso un bel sole che scalda nelle ore centrali della giornata (anche se abbiamo ancora abiti invernali), i fiori e le piante che lentamente mostrano i loro boccioli ancora semi chiusi, ma pronti a rinascere e gli uccellini che cantano sui rami insieme a scoiattoli che saltellano tra le foglie rimaste dall’Autunno.

I giorni della Merla permettono di fare un prognostico su in quanto tempo questi primi segni esploderanno nella rosea Primavera: sarà un progredire costante il ritorno della Luce da dopo Imbolc o il meteo, le temperature saranno ancora fredde da far sentire che l’Inverno non è affatto finito e durerà ancora per un po’?

Tradizione vuole che se i giorni della Merla (appunto 29, 30 e 31 Gennaio), saranno particolarmente freddi, la Primavera che ci aspetta dovrebbe essere calda e soleggiata e arrivare in anticipo. Al contrario, se saranno soleggiati e con temperature superiori alla norma, la bella stagione tarderà a manifestarsi (40 giorni di ritardo) e sarà piovosa.

Ma perché sono chiamati giorni della Merla? Ci sono in particolarmente due tradizioni popolari e contadine che raccontano due diverse storie, che sono parte di credenze e usanze dei vari luoghi…

La leggenda del comignolo:
Secondo la leggenda le Merle un tempo avevano il piumaggio bianco. Capitò che, durante un anno particolarmente freddo, una Merla coi suoi pulcini volava in cerca di cibo, senza trovarne. Si rifugiò su un albero, e poi per trovare riparo da una grande nevicata, sotto una grondaia. Ma la tormenta non cessava e così, per trovare un rifugio più mite, la famigliola si nascose dentro un comignolo da cui proveniva fumo e tepore. Quando riemersero, proprio il
1 Febbraio, trovarono una sorpresa bella e una brutta. La bella era un tiepido sole spuntato finalmente a riscaldarli. La brutta che il loro piumaggio aveva mutato colore, ed era diventato nero per la fuliggine.

La leggenda di Gennaio dispettoso e della Merla impertinente:
C’è poi una seconda leggenda, di un tempo antico, di quando Gennaio aveva 28 giorni. Si racconta che fosse invidioso di una Merla e del suo candido piumaggio, al punto che ogni volta che metteva il becco fuori dal nido per uscire in cerca di cibo, il mese dispettoso faceva piovere dal cielo grandine, vento gelido e bufere di neve. Un anno la Merla si fece furba, e mise da parte una gran scorta di cibo così da non uscire neppure un giorno. Quando Gennaio lo venne a sapere, sentendosi preso in giro, chiese 3 giorni in prestito a Febbraio che non li recuperò più e in quei giorni scatenò una furiosa tormenta di neve. La Merla allora, che era uscita, trovò riparo in un comignolo. Passati i tre giorni di tempesta, quando riemerse, il piumaggio le era però diventato nero come il carbone.

Il piumaggio bianco della merla rappresenta l’Inverno che andrà a morire attraverso il nero di un ceppo in un camino che presto resterà spento, mentre la cenere e la fuliggine sopra il piumaggio della Merla simboleggiano il percorso di purificazione che è bene fare prima di Imbolc (di cui ho già parlato l’anno scorso nell’articolo dedicato, link qui Blessed Imbolc , ma ne riparlerò in un altro post molto presto).

Per quest anno le previsioni, nella mia zona sono piuttosto ambigue! Nei prossimi giorni danno bel tempo, (in teoria una Primavera piovosa e in ritardo?), ma bel tempo con 13/14º gradi nelle ore più calde sono previsti a Torino, anche se nelle ore serali sono previsti 2-3º; in montagna invece (nel Canavese dove ho appunto la casa dei miei) le temperature sono più basse, cosa che vista l’altitudine potrebbe anche spiegarsi, ma che sia prevista addirittura neve mi lascia alquanto perplessa…

La previsione climatica culmina con la previsione dell’Orso (Marmotta in America), come già scritto sempre nell’articolo su Imbolc dell’anno scorso:

“All’alba della Candelora l’Orso esce dalla sua tana e guarda il cielo: Se lo trova “chiaro” (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l’Inverno durerà ancora quaranta giorni. Se invece il cielo è “scuro” (novilunio), allora l’Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l’inizio della Primavera”.

In Piemontese “Se l’ors la paja a fa sauté, drinta l’Invern turnuma intré”.

Quella che dovrebbe essere la fase lunare per il 1/2 Febbraio resta in contrasto con ciò che il meteo per i giorni della Merla ci fa prevedere… Non resta che aspettare l’Orso la notte della vigilia di Imbolc per avere la previsione definitiva!

Vi aggiornerò!

Luna del Lupo

Tra il 17 e il 18 Gennaio ci sarà il primo Plenilunio di questo 2022.

La prima Luna Piena dell’anno cade nel segno del Cancro, segno d’acqua governato proprio dalla Luna; le sue caratterizzare sono l’attaccamento alla propria casa e famiglia, la protezione degli affetti, il romanticismo e l’emotività.

Questo sarà il sentimento che dominerà la prima Luna Piena: emotività! Potrebbero esserci delle lacrime, ci sentiremo più esposti e indifesi.

Il Plenilunio cade anche vicinissimo al Blue Monday (giorno più triste dell’anno), che solitamente è proprio non la prima settimana dopo le festività del Solstizio d’Inverno e natalizie, ma la seconda, quest anno sarà Lunedì 17 Gennaio, (evidentemente durante la prima settimana dopo le vacanze ci sentiamo ancora sulla scia di calore e festività, io non ho ancora disfatto l’albero e nemmeno tolto le decorazioni di Yule in favore di quelle per Imbolc).

Siamo molto fragili, carichi di buoni propositi, ma già stanchi, con un occhio verso le prossime vacanze e il prossimo momento di riposo, ma consci che l’Inverno in realtà è appena iniziato ed è ancora lungo!

Dopo il Sabba Yule ci siamo ripromessi che avremmo rinnovato le nostre promesse di cambiamento, rinforzato i nostri buoni intenti per far sorgere in noi un nuovo essere di luce, ma rinascere come quella piccola luce che piano piano sta crescendo da dopo il Solstizio d’Inverno non è cosa immediata. Sarebbe bello desiderare di essere diversi, migliori e raggiungere tutto come quando si percorre una salita; ma per arrivare in cima a quella salita bisogna prepararsi. Il prossimo Sabba Imbolc è dedicato proprio alla purificazione di noi e del nostro ambiente circostante (persone e luoghi). Per prepararci a raggiungere i nostri obiettivi ed arrivare in cima a quella salita dobbiamo fare un’importante lavoro di purificazione; questa Luna Piena è parte di tale percorso.

Sarà proprio la prima Luna Piena prima del Sabba Imbolc e per giungere preparati al processo di purificazione quest anno le stelle hanno deciso di farci passare prima dai sentimenti, nella nostra emotività più profonda.

La Luna Piena nel segno del Cancro anche se carica di sentimento ci aiuterà a risolvere e liberare il nostro bagaglio emotivo analizzandolo fino all’osso e portando una seria e profonda pulizia in noi, avremo una visione più chiara della nostra situazione sentimentale e affettiva. Non corriamo però a prendere decisioni, non sull’onda dei nostri sentimenti, assecondiamo questo percorso in noi stessi, lasciamo fluire e ponderiamo bene prima di agire rischiando magari di compiere azioni dettate dall’emotività.

Il miglior alleato, dunque è la cura di se! Prendersi del tempo per coccolarsi.

Le energie magiche della Luna Piena sono: caricare e liberazione. Usiamo questi giorni per ricaricarci, anche i nostri strumenti magici come le nostre pietre, fermiamoci un momento (che non significa andiamo in vacanza), ma prendiamoci anche solo pochi minuti per noi stessi, per riprendere energie, magari attraverso la meditazione e poi liberiamoci di tutto ciò che sono pensieri e atteggiamenti negativi (possiamo usare queste energie anche per liberarci dalle persone negative, ma essendo nel segno del Cancro questa Luna Piena consiglio di valutare bene prima di usare le sue energie in modo magari poco lucido).

Blue Monday e prima Luna Piena del 2022 nel segno del Cancro: una bella sfida è innegabile! (Inoltre Mercurio è anche tornato retrogrado 😖)

Cerchiamo di vedere questo processo che porterà alla purificazione come fonte di opportunità per aiutarci a raggiungere tutti i buoni propositi e per liberarci definitivamente di tutto ciò che abbiamo simbolicamente bruciato nel nostro falò insieme al Ceppo di Yule.

Curiosità: La prima Luna Piena dell’anno è chiamata la Luna del Lupo.

Questo nome deriva da alcuni fattori: il primo perché si presenta in quel periodo dell’anno in cui il cibo dei predatori è scarso e questo induceva i lupi ad avvicinarsi alle case e ai villaggi (per davvero in montagna mia moglie ha avuto un incontro ravvicinato con un lupo proprio mentre portava la nostra cagnolina a fare l’ultima pipì prima della nanna, la sua calma e lucidità le ha permesso di affrontare il tutto in maniera superlativa ed evitare di essere sbranate!).

Il secondo perché per i lupi questo è il periodo dell’accoppiamento e sono soliti ululare ancora più del solito non solo durante l’atto in se, ma anche per scoraggiare gli altri pretendenti, svelato il motivo della leggenda metropolitana che i lupi ululino alla Luna.

Ultimo motivo più simbolico: come i lupi sono tra quegli animali che vivono nel branco e sopravvivono con un sistema famigliare molto radicato, non solo dipendono dal branco per sopravvivere, ma anche per affetto e sostegno morale. Senza branco, molti lupi finiscono per struggersi e morire.

Per noi è quel periodo dell’anno in cui per via del clima e della mancanza di luce abbiamo maggiormente bisogno di trovare il nostro “branco” e il nostro posto al suo interno.

Solitamente trascorrendo un po’ di tempo con i componenti della famiglia sia naturale che spirituale per darci forza, incoraggiamento, affetto e amore a vicenda.

Concludo con il mio consiglio per questa Luna del Lupo: prendersi del tempo meditando e coccolandosi, ma perché no anche facendosi coccolare da chi si ama.

Yule

Sentite anche voi suon di campanelle tintinnare nell’aria?
Vedete anche voi lucine che scintillano ad intermittenza a rischiarare le notti più scure?

Yule è ormai alle porte!

Parliamo di questo meraviglioso Sabba che si celebra il giorno del Solstizio d’Inverno.
Innanzitutto il Solstizio d’Inverno è il momento in cui le ore di buio sono al loro massimo: siamo inesorabilmente nelle tenebre più totali ed è il giorno più corto dell’anno.

Yule, infatti, a differenza degli altri Sabba, non è un festival del fuoco, bensì delle luci. Le protagoniste sono candele e lanterne volte a celebrare la protezione di una “Luce” appena nata che va appunto protetta e custodita, invece che celebrare attraverso grandi falò.

Un Sabba che rappresenta la rinascita della Luce nella notte più lunga dell’anno, il Dio Sole nasce dalla Dea portando la speranza del nuovo ciclo produttivo della Terra, i primi timidi raggi cercano di squarciare un Inverno ancora lungo e freddo (quest anno a Torino particolarmente) che è appena iniziato; le giornate di un minutino al giorno riprendono ad allungarsi.
Il nascituro in Primavera diverrà un giovane uomo e nei mesi in cui l’astro diurno raggiungerà la maggiore potenza darà il suo seme accoppiandosi con la madre-sposa e così sarà assicurata la continuità del ciclo dell’anno e con essa la fertilità e il nuovo raccolto.

Re Agrifoglio lascia lo scettro a Re Quercia soccombendo a lui nella loro epica e infinita battaglia ( potete leggere la storia di Re Agrifoglio e Re Quercia nel mio articolo su Litha )

Diamo per cui il benvenuto a Re Quercia, al Dio appena nato come nuovo Sole con simboli di luce e di rinascita; simboli poi ripresi nella celebrazione del Natale (la nascita di Cristo peraltro è definita la nascita della “luce del mondo”).

Ecco i simboli:

– l’albero sempreverde, che rappresenta la vita che non muore mai, in quanto mantiene le sue foglie tutto l’anno, simboleggiando così la persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’Inverno; per questo principi della festa e decorati con solennità

un pezzo del nostro alberello

– le campanelle appese ai rami (la tradizione dice che le campanelle tintinnano quando uno spirito è vicino), venivano messe sui rami per riconoscere quando un antenato veniva in visita, ora si è soliti usare palline e pelliccette

– le già citate candele e lanterne, adesso in parte sostituite dalle più moderne lucine ad intermittenza non solo sull’albero

– vischio e agrifoglio sui quali mi soffermo un momento…

L’agrifoglio è un albero o arbusto sempreverde, i suoi colori risplendono nel paesaggio candido invernale e proprio perché le sue bacche maturano in questo periodo, viene considerato simbolo di eternità.

Considerato, insieme alla Quercia sacro per la ricorrenza dell’eterna battaglia tra Re Quercia e Re agrifoglio, utilizzato oltre che per i rituali anche per l’addobbo delle proprie dimore e usato come talismano durante i Saturnali.

L’agrifoglio ha il dono di abbellire la terra dopo la caduta delle foglie e di offrire riparo dal freddo alle piccole creature magiche del piccolo popolo.

Il vischio è una pianta semi-parassita che cresce sui rami degli alberi grazie all’aiuto degli uccelli che cibandosi dei suoi frutti e dei semi, ne favoriscono la disseminazione. Per nutrirsi e vivere questa pianta fa penetrare le sue radici nel ramo dell’albero che la ospita in modo da assorbire la linfa. In più, essendo dotata di clorofilla attinge nutrimento in autonomia da acqua, anidride carbonica e luce del sole.

Per via della similitudine che c’è tra le sue bacche bianche e lo sperma maschile, il vischio è considerato il simbolo della vita e della rigenerazione, perché mentre l’albero a cui si attacca è nel suo periodo di morte apparente, questa pianta cresce e i suoi frutti maturano.

È tradizione appendere il vischio sulla porta o tenerne dei ramoscelli in casa come buon auspicio per l’anno nuovo; da qui anche l’antica usanza del baciarsi sotto il vischio.

Un simbolo rimasto maggiormente nella tradizione pagana invece è il Ceppo di Yule: una delle più antiche tradizioni, risalente almeno al XII secolo.

Si usava dare alle fiamme, solitamente nel camino, un tronco di legno e veniva poi lasciato ardere anche nelle successive dodici notti fino all’Epifania.
Il fuoco brucia il vecchio a favore del nuovo annullando con il suo potere le vecchie paure, il passato, i dubbi e tutto ciò di negativo.

È davvero arrivato il momento di rinnovare le nostre promesse di cambiamento, di rinforzare i nostri buoni intenti per far sorgere in noi un nuovo essere di luce.

I resti del Ceppo venivano poi conservati in quanto di buon auspicio per favorire il raccolto, l’allevamento, la fertilità delle donne e degli animali e a protezione della casa.

Anche se i resti del Ceppo possiedono delle grandissime proprietà magiche e la tradizione di lasciar ardere questo legno è secolare e meravigliosa adesso si tende a non bruciare un Ceppo a meno che si possieda un camino o una stufa idonea e si preferisce crearne uno e usarlo come centrotavola o semplicemente decorativo.

Io non sono molto ferrata nell’intagliare il legno o creare centrotavola, ogni anno trovo idee originali e bellissime, ma preferisco lasciare il mio Ceppo “vergine”, il Ceppo donatomi da mia zia anni fa e semplicemente lo abbellisco con un nastro bianco per poi decorare intorno.

Conservo poi il Ceppo con il nastro dentro all’altare e verso Yule lo tiro nuovamente fuori, lo purifico con dell’incenso alla salvia, lavo e asciugo il nastro bianco per poi “decorare” nuovamente il mio legno.

Un’usanza che ha preso piede è anche quella di creare il Ceppo di cioccolato, preso proprio dalla tradizione del Ceppo di Yule il famoso Ciocco Natalizio o Tronchetto di Natale, la ricetta sarebbe stata inventata da un pasticciere intorno al 1945.

I colori di questa festività sono:

– bianco: per rappresentare l’Inverno in arrivo e celebrare il totale riposo della terra magari proprio sotto una coltre di candida neve. È il colore più luminoso, somma di tutta la gamma cromatica ed è anche il colore di chi intraprende nuove strade e quindi simboleggia i nuovi inizi, quando ci si libera dai fardelli del passato.

– verde: come la speranza, la natura che presto tornerà a splendere, richiamo agli abeti.

– rosso: colore simbolo di vitalità e rinascita, ma anche il colore dell’amore e della famiglia e per questa festa non poteva esserci significato più azzeccato: è tipico di questa stagione il “ritorno” alle tradizioni e alle proprie radici. Il rosso, che entra nelle case attraverso gli addobbi, diventa così una sferzata di energia visiva e un elemento di buon auspicio.

– oro: per richiamare il colore del Sole appena nato

– argento: ricorda il colore della Luna e richiamo alla Dea Crona simboleggiando la sua saggezza.

La parola Yule tradotta significa “ruota”, proprio la ruota che rappresenta l’intero anno solare (la Ruota dell’anno) ed è la ruota che sotto forma di ghirlanda viene posta fuori da ogni porta, per fare gli auguri di buona fortuna per l’anno a venire.

la nostra ghirlanda di quest anno

La ghirlanda rappresenta proprio il simbolo della ruota che gira sempre, il cerchio che non ha fine quindi la vita con i suoi cicli ed eterni ritorni. Noi come ho già mostrato più di una volta siamo solite mettere una ghirlanda diversa per ogni Sabba a rappresentare il cambio stagionale e di buon auspicio per l’anno.

Yule con i suoi riti e tradizioni dovrebbe essere vissuta come un momento di pace, di ricongiungimento con i propri cari e di amore, apprezzando le cose semplici.

I Saturnali:

I Romani festeggiavano il Dio Saturno con i Saturnali che avevano inizio a metà Dicembre per finire il primo Gennaio.
Gli schiavi venivano resi liberi, durante questi festeggiamenti era proprio sovvertito l’ordine sociale: in un mondo alla rovescia, gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e potevano comportarsi di conseguenza.

I Romani usavano placare le divinità che venivano fuori dalle profondità del suolo e che vagavano in corteo per tutto il periodo invernale, quando appunto la terra riposa incolta a causa delle condizioni atmosferiche; con l’offerta di doni e di feste in loro onore.

Erano per cui soliti fare lauti pranzi e scambiarsi regali di buona fortuna, i cosiddetti “Strenae”, da dove derivano le “Strenne” natalizie.

La tradizione dello scambio dei regali e dei festeggiamenti gozzoviglianti ricchi di pasti abbondanti e buon vino deriva proprio dalla tradizione romana, più che da quella pagana legata al Solstizio d’Inverno, ma l’unione delle varie tradizioni è ciò che compone il festeggiamento del Natale moderno.

Da noi è una festività che è sempre stata molto sentita! Quando c’erano ancora i miei genitori andavamo da mia zia per mangiare tutti insieme, (lei mi lasciava sempre un regalo dentro al piatto) e rimanevo ipnotizzata nel guardare il Ceppo ardere nella sua stufa, non mettevamo molte decorazioni o lucine, ma in montagna nevicava sempre e l’atmosfera era sempre magica e suggestiva.

Da sposata con la mia dolce metà abbiamo fin’ora passato le vacanze invernali sempre a Torino, ma quest anno abbiamo deciso di ritagliarci qualche giorno per stare in montagna e tornare nella casa dei miei, dopo esserci messe d’accordo con mio fratello con cui dividiamo la casa (ormai usata per lo più per le vacanze). Un weekend di Novembre siamo salite proprio per mettere le decorazioni, abbiamo “preso” il periodo post Capodanno fino all’Epifania, mentre mio fratello probabilmente starà su dal Solstizio fino al 27.

“il centro tavola” nella casa in montagna

Ovviamente essendo festa nazionale, anche se non credo nel giorno di Natale in se e nella data del 25, festeggio volentieri e soprattutto mi godo la possibilità di poter prendere ferie dal lavoro per un periodo più prolungato.

Solitamente festeggio con la mia dolce metà il 21/12 con una cenetta a tema e lo scambio di un regalo; in realtà lo “Yule Period” è molto ricco anche perché ci siamo sposate il 16 Dicembre amando profondamente questo momento dell’anno e praticamente è un festeggiamento continuo!

Infatti per l’anniversario o andiamo via in quel weekend oppure organizziamo una cenetta romantica, qualche giorno dopo, poi celebriamo il Solstizio d’Inverno – Yule che come dicevo solitamente festeggiamo noi due con una cena e lo scambio di un regalo, poi approfittando delle ferie condivise un po’ con tutti circa dal 23 in poi (veramente io lavoro anche il 24 quest anno ma va beh) iniziamo con cene e pranzi suddivise in parenti e amici; organizziamo spesso a casa nostra che è sempre decorata e accogliente, soprattutto in questo periodo, poi come si può non desiderare i manicaretti preparati da mia moglie? (Restate sintonizzati per leggere l’articolo: “Cosa si mangia a Yule”).

Vi saluto con una carrellata di foto dei nostri altari e decorazioni varie e la poesia da me scritta per Yule.

Scura come la sfera di una chiaroveggente
Notte senza fine
Color dell’oro le candele che la illuminano
Piccole fiammelle che richiamano il calore del Sole
Vestita d’Inverno siede la Signora sul fiume gelato
Osserva la vittoria del giovane Re Quercia nella sua lotta eterna
Doni vicino al ceppo vengon scartati
Stretti tra le mani calici ricolmi di sogni

Ringraziamento 2021

La tradizione celtica investe molto nel concetto di ringraziamento, sia in generale, che in specifiche festività; che sono proprio dedicate al dire grazie.

Sono le tre feste del raccolto (Lugnasadh, Mabon e Samhain) e si ritaglia un po’ di tempo a ringraziare per il raccolto, per ciò che si è raggiunto e come buon auspicio per proseguire in un fruttuoso raccolto avvenire.

Il quarto Giovedì di Novembre negli Stati Uniti e in Canada è la festa del ringraziamento “Thanksgiving Day”

Questa ricorrenza non è affatto diversa dalle festività celtiche dedicate al raccolto.

Dopo il duro lavoro degli inizi, i Pellegrini indissero un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del loro primo raccolto. I coloni invitarono alla festa anche gli indigeni, grazie ai quali avevano potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento ai nuovi territori, gettando le basi per un futuro prospero e ricco di ambiziosi traguardi.

In seguito il 29 giugno 1676 Edward Rawson redasse una proclamazione ufficiale dove si indiceva ufficialmente un giorno di ringraziamento per la buona sorte di cui godeva la comunità e per celebrare la vittoria contro gli “indigeni pagani”, cioè gli stessi nativi americani che avevano accolto e condiviso il territorio… Tralasciando questa parte molto oscura della storia, la morale della festività è ringraziare un’entità superiore per il raccolto ottenuto e che sia di buon auspicio per il futuro.

Senza andare nei dettagli più profondi le similitudini tra le festività sono palesi; negli Stati Uniti la festa è diventata poi un modo per ringraziare e celebrare l’essere “americani”.

È una data che a casa mia segna un passaggio, come avevo già raccontato l’anno scorso proprio nell’articolo dedicato al “Ringraziamento nostrano” (Link dell’articolo), segna il passaggio dalla parte autunnale della stagione verso quella invernale; mettiamo via le decorazioni autunnali, di Halloween-Samhain e tiriamo fuori quelle natalizie e di Yule. Entriamo ufficialmente nel periodo della pianificazione di cene, pranzi, brunch e simili, iniziamo a comprare i regali e le strade brillano di decorazioni.

Complice l’ingresso in questo mood anche la settimana del Black Friday che negli ultimi anni si è sempre di più imposta come momento ideale per acquistare i regali per Natale.

L’anno scorso mi sono maggiormente concentrata sul concetto di “ringraziamento”, sull’essere grati; quest anno invece mi voglio concentrare sul “passaggio”, sull’atmosfera che si respira da dopo questa giornata.

Vi spiego meglio: come ho detto all’inizio dell’articolo il giorno del ringraziamento segna, appunto, il momento, il passaggio, in cui si mettono via le decorazioni autunnali e inizia il tran tran del periodo natalizio tra regali, cene, pranzi e decorazioni, ma questo cambio totale di clima avviene un po’ ovunque e non per la contaminazione americana e la scusa del Black Friday per approfittare degli sconti.

Nello specifico: a Taranto si usa fare l’albero di Natale il 22 Novembre in occasione di Santa Cecilia e insieme alle decorazioni brillanti vengono cucinate le “pettole”: palline di pane fritte che possono essere anche ripiene e/o dolci; qui li chiamiamo “ciccioli”.

A Bari invece le decorazioni vengono messe il 6 Dicembre giorno di San Nicola.

A Milano il 7 Dicembre giorno dedicato a Sant’Ambrogio, patrono del capoluogo meneghino, in questa data, alle 19, viene acceso il meraviglioso albero di Natale gigante in Piazza Duomo, un momento simbolo che dà il via al Natale in città.

A Torino in centro città fa la sua comparsa l’albero il 1 Dicembre! Giorno in cui si apre ufficialmente il calendario dell’avvento, questo è collegato alla maschera ufficiale torinese Gianduia, siamo una città di cioccolato!

La canonicità vede il giorno per le decorazioni fissato all’8 Dicembre in occasione della ricorrenza dell’Immacolata Concezione.

Nel Nord Europa, invece, la data simbolo che anticipa il Natale è Santa Lucia. È quindi il 13 Dicembre il giorno in cui l’albero compare nelle case. È Santa Lucia che porta i regali ai bambini e, lo dice il nome, è colei che riporta la luce.

In Scandinavia c’è questa tradizione che trovo meravigliosa: La mattina del 13 Dicembre all’alba la figlia maggiore di famiglia indossa una tunica bianca con una cintura rossa in vita e una coroncina con sette candele e insieme ai fratelli più piccoli (anche loro vestiti con tuniche bianche), fanno una piccola processione verso i genitori che ancora dormono svegliandoli con la luce delle candele, portando loro, appunto, la luce e con dei biscotti fatti in casa.

In Svezia già nelle ultime settimane di Novembre iniziano a comparire sui davanzali delle case o un candelabro con sette candele, o una stella luminosa. Al centro delle tavole delle case è usanza, invece, tenere un candelabro con quattro candele, da accendere una per ogni domenica d’Avvento.

Il Candelabro dell’Avvento a sette punte nacque solo nel 1934 ad opera di Oscar Andersson, sette punte perché un’altra usanza svedese di fine Ottocento era quella di addobbare un albero dell’avvento con 28 candele, da accenderne sette – come il numero dei giorni della settimana – per ogni Domenica. (Non conoscevo la tradizione della candela dell’avvento svedese, mi è stata generosamente raccontata da Martina di “Ambrosia a colazione” qui il Link con tutte le sue meraviglie pagine vi consiglio assolutamente di seguirla!)

Chi segue la tradizione celtica solitamente inizia a decorare tra il 19 e il 20 Dicembre visto che il “Natale” celtico, la festa Yule cade il 21 Dicembre giorno del solstizio d’Inverno.

Infine fosse per me albero e decorazioni resterebbero per tutto l’anno a illuminare casa, sì pure ad Agosto! Per me Yule e il periodo natalizio non sono solo delle date, delle feste, ma uno stile di vita! Uno stato d’animo, un mood.

Come da tradizione nostrana io e la mia dolce metà questa sera banchetteremo con il tacchino, quest anno fatto in scaloppine marinate con arancia e miele, su un letto di patate e zucca e ci coccoleremo con il primo panettone della stagione, sono un paio di anni che apriamo il primo panettone della stagione il giorno del ringraziamento visto che ne abbiamo trovato uno alla zucca il “Panettone d’Autunno”. Infine nel weekend metteremo via definitivamente gli addobbi di Samhain (ho ancora ragnatele e cappelli a punta per casa) per mettere quelli Natalizi e di Yule!

E da voi? In che giorno si parte con le decorazioni brillanti? Raccontate le vostre tradizioni!