Tatoo!

Iniziamo questo articolo con un piccolo excursus storico!
Nelle società “primitive” dei paesi africani il tatuaggio aveva un ruolo sociale e religioso, oppure segnava il passaggio all’età adulta, o all’inclusione in una comunità. Praticamente era un atto importante per sancire un evento (del resto facebook non c’era 😂)

In Occidente il tatuaggio era storicamente legato al mondo del circo, oppure del crimine e non dimentichiamo i nostri cari marinai con sempre almeno un tatuaggio! 

Per un periodo fu un segno tipico dei giovani di città magari come riconoscimento di appartenenza ad una gang; cosa che molte persone più anziane ai giorni d’oggi pensano delle persone tatuate!
Adesso, invece, tatuarsi non è nemmeno più una moda, è entrato nel quotidiano quasi come abbinare scarpe a cinture o a borsette. Sentire un quattordicenne che parla con i coetanei affermando: “Quando avrò diciotto anni mi tatuerò…” , ne è l’esempio! 
Frasi come: “Non va più via”, “Pensaci bene”, “Può far male alla salute”, “Ci devi convivere per sempre”, “Se inizi non smetti”, sono superate e gente molto tatuata o semplicemente con un solo disegno sulle pelle è normale vederla camminare per le strade, senza creare quello sgomento che causava fino a qualche anno fa! 
Senza star ad aprire il dibattito su: Chi secondo, non so quale legge di buon gusto, viene definito troppo tatuato, o uno o due vanno ancora bene, però solo disegni fini e non volgari, ecco questo lasciamolo perdere! Anche perché è un argomentazione che trovo vana; chi si tatua che ne faccia uno o cento, oppure un koala tenero vs un diavolo all’inferno, saprà pur bene il motivo che lo ha portato a tal scelta e quindi perché giudicare fin dove va ancora bene e a quale limite si può arrivare? Sarebbe un po’ come giudicare la lunghezza delle gonne da dopo gli anni 70 ad adesso!

Parliamo piuttosto del:
Perché non sono visti di buon occhio in un ambiente lavorativo?
L’avere la pelle tatuata non dovrebbe cambiare le mie competenze in una o altra mansione…
Eppure…
Andrew Timming, professore dell’Università scozzese di St. Andrews, sostiene che nonostante i tatuaggi siano ormai molto diffusi o potremmo dire conformisti, sono comunque percepiti come una minaccia e associati a un atteggiamento di ribellione che per cui mette in guardia un datore di lavoro, anche inconsapevolmente. Nel 2013 venne realizzato uno studio dallo stesso Timming, aveva chiesto a diversi responsabili delle assunzioni o del personale di valutare alcuni candidati sulla base delle loro immagini, alcune erano state modificate con l’applicazione di un tatuaggio sul collo. I candidati tatuati si erano classificati ai posti più bassi, a parità di curriculum. Risultava inoltre che molti manager del settore dei servizi erano diffidenti sia riguardo i tatuaggi visibili, soprattutto per quanto riguardava le assunzioni per ruoli che prevedevano contatto e trattative con i clienti, sia sull’entità del tatuaggio. Quelli che rappresentavano fiori o farfalle generalmente ritenuti accettabili, mentre quelli che rappresentavano teschi o altre situazioni negative erano stati maggiormente rifiutati. (Eppure in posti come il Messico il teschio ha un significato molto catartico per allontanare la paura della morte e renderla “ridicola”)
Perché anche se largamente diffusi e accettati i tatuaggi fanno comunque parte di una sub- cultura alternativa?
Adatta in ambienti di lavoro come locali o nelle professioni artistiche piuttosto che carceri dove molti secondini affermano che chi ha un tatuaggio riesce a farsi rispettare maggiormente da un detenuto; ma assolutamente abominati su una maestra d’asilo o un manager?
Dove inizia questo limite del: “Non sta bene” e finisce il “Eh ma è un pittore si sa che sono tutti un po’ estrosi!”
Riflettiamoci!
Vi saluto con un dialogo immaginario tra una persona assolutamente contro i tatuaggi e un alfa del tattoo!
-“Ormai lo hanno tutti non uniformarti alla massa!”

-“Ok… Dammi il tuo smartphone!”

-“Non marchiare il corpo con segni e disegni che con il tempo potrebbero venire a noia e non avere più il significato originale”
-“Già perché ho aperto un album a caso e ho deciso di incidermi la pelle a vita con la prima immagine trovata!”
-“E cosa mi dici del rischio di contrarre infezioni anche gravi come l’HIV o epatite? Sai se la persona che lo fa non sterilizza o disinfetta gli aghi o non usa aghi monouso!”
-“Ecco! Sapevo che non dovevo farmi tatuare sotto un ponte da uno sconosciuto… Cavolo!”
-“Con il tempo, il tatuaggio sbiadirà!”
-“Ascolta questa è una cazzata pazzesca! Io l’ho fatto nel 2010 e brilla come ieri quello dipende dalla bravura del tatuatore! (Questa è una risposta reale data da me a questa domanda, sfatiamo questo falso mito dello sbiadimento!)”
-“E poi non è doloroso?”
-“Va beh… Anche stare a dieta a Natale!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...