Penombra Natalizia 

Estratto da uno dei miei racconti contenuti in Lety Xmas

… Lo aspettò per tutto il pomeriggio sdraiata sul loro grande letto con i polsi legati con un nastro di seta indossando solo delle suadenti auto reggenti nere.
Dopo aver pranzato l’aveva lasciata così prima di recarsi in ospedale.
L’albero di Natale era acceso e le bellissime luci colorate dipingevano tutta la casa …
… Si domandava cosa l’avrebbe attesa al suo arrivo.

Dopo aver sentito la porta di casa che si chiudeva si era sporta per veder qualcosa e l’aveva notato sfilarsi il cappotto, gettarlo a terra e avvicinarsi alla stanza da letto.
Impeccabilmente Robert calzava il suo gessato preferito. Lo scricchiolio delle sue scarpe invase tutta la casa.
Arrivato in camera si sporse su di lei sfiorandole le labbra, in risposta lei mosse la mano per accarezzargli il viso, ma il nodo era stretto, le sue unghie laccate di rosso brillarono nella penombra della stanza.
Lo sentì avvicinarsi al suo orecchio e sussurrarle: “Non ti aspettavi una cosa del genere vero?”, lei deglutì eccitata…
Si sedette sulla poltrona di fronte al letto come un manager alla sua scrivania, “Devo sistemare un paio di cose prima!”, disse in tono suadente tirando fuori dalla tasca della giacca il suo palmare.

Passarono istanti che parvero ore, poi lo vide alzare lo sguardo dalla sua e-mail e guardarla con aria soddisfatta.
Si alzò e le fece succhiare in suo dito per poi spostarlo bagnato fra le sue cosce e iniziò a toccarla, legata, inerme alla spalliera del letto.
Continuò finché vide i suoi grandi occhi castani socchiudersi e il suo corpo tremare dandogli l’idea che stesse per cadere…

Soddisfatto portò il suo dito alla bocca e divertito prima lo leccò per poi succhiarlo.
“Hai sempre un buon sapore”, disse compiaciuto e si stese al suo fianco.

Prese un respiro profondo osservandola dalla punta dei piedi, ai fianchi, ai voluttuosi seni, spostando lo sguardo ai bruni capelli leggermente scombinati, alle braccia sopra la testa, arrivando alle sue bellissime e minute mani con le unghie laccate di rosso legate alla spalliera del letto ed esclamò: “Che dici? Dovrei slegarti?!”, “Beh, non saprei… Io sono soddisfatta sei tu quello con la cerniera che pulsa”, disse ridacchiando e leccandosi le labbra, “Oh non sono cose da dire sai? Ora mi toccherà lavarti la bocca!” …

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