Scorrere inesorabilmente

In questa notte di Ottobre mi sento totalmente in balia di mille pensieri…

Ho cercato di essere forte per così tanto tempo nella mia vita che mi sono cucita, ma cosa dico cucita! Incisa! Una corazza di adamantio talmente resistente che gran parte della vita quotidiana mi scorre addosso, come scorre l’acqua di un torrente.

Alla fine è successo… Il 17 Agosto la mia mamma è mancata… Almeno so che adesso è con papi e so che ho due angeli al mio fianco in ogni singolo momento!

Non erano passati 9 anni da quando quella maledetta malattia ci ha strappato mio papà e poi come un fulmine a ciel sereno è arrivata e si è portata via anche la mia mamma…

Forse per lei 10 anni senza il suo più grande amore sarebbero stati troppi, forse nemmeno ci ha mai pensato e la sfortuna? Il fato? O semplicemente la vita ha deciso così!

E poi ci sono io… Che ho 29 anni e mi ritrovo senza entrambi i genitori, con la sclerosi multipla che mi stringe la mano, anzi ultimamente mi sta sulla schiena tentando di schiacciarmi!

Ho la mia amatissima moglie e un fratello più grande che come me sta cercando di raccogliere i pezzi della sua vita.

Raccogliere i pezzi della propria vita che inesorabilmente scorre; le giornate procedono e non si sta sempre tristi, si trova il tempo per ridere e per distrarsi, ma qualcosa si è rotto e suppongo non si potrà più aggiustare…

Qualcuno è impazzito per questo! Qualcuno non ci pensa e altri ancora chissà come affrontano questo vuoto…

Io sono qui seduta sul divano, ho appena finito di fare la voltura della luce per decesso, sono sommersa da pratiche burocratiche tra successione, banca e bollette e per questa sera mi sono fermata a riflettere a provare ad analizzare tutto quello che è successo.

La malattia di mamma è stata davvero dura… Ha lottato come una leonessa finché ha potuto, ma la stronza l’aveva trasformata in un’altra donna; a tratti persino antipatica o comunque strana… Ricordo con magone una delle nostre ultime conversazioni dove avevo sentito ancora il suo calore e la presenza vera della mia mamma, poi purtroppo queste malattie annientano fisico e spirito e per quanto è sempre stata una combattente non è riuscita a vincere.

Mamma… Sono andata avanti come un automa, ho cercato di accudirti con tutta me stessa, anche sclerando in mezzo, sicuramente tu avresti fatto di meglio, ma tu rispetto a tutti avresti fatto di meglio, eri la migliore in tutto!

Facevi tutto per noi, per la tua famiglia e mi rendo conto di non valere nemmeno la metà di te! Mi ritrovo spaesata a dover affrontare le cose da sola, ad un certo punto è anche giusto, sono grande, sono una donna sposata, ma nonostante tutto da brava mamma chioccia hai sempre cercato di tenerci al riparo e di fare tu gran parte del lavoro…

I giorni del rosario, del funerale e la sepoltura, perché l’abbiamo portata al paese e messa vicino a papà come voleva lei… Sono passati quasi come un pigiama party (un macabro pigiama party).

La mia migliore amica, praticamente una seconda figlia per lei e una sorella per me, Rossella, era in Puglia per le vacanze ed è salita per stare con me, con noi e per salutarla un’ultima volta.

Mi ha raccontato che nei suoi ultimi giorni in ospedale ha ancora avuto la forza di farle la ramanzina sull’università e le ha fatto promettere di impegnarsi e finirla…

Sei unica mamma!!!

Avevamo deciso di dormire tutte insieme nella stessa stanza così abbiamo spostato il lettino della cameretta ai piedi del matrimoniale e alla fine mi sono ritrovata a dormire nel lettone con Rossella e a lasciare mia moglie nel lettino ai nostri piedi, con annessa cagnolina che faceva da spola tra la sua cuccia alla sinistra del lettone (il mio lato), sopra il matrimoniale e sul lettino; il tutto accompagnato da un caldo atroce di pieno Agosto e condizionatori accesi per non scioglierci! Il condizionatore puntava contro il lettino e Hele aveva deciso di sacrificarsi (per modo di dire visto che patisce da morire il caldo) e lasciare che l’aria le battesse sulle gambe, così io e Rossella abbiamo fatto le sposine e dormito nel lettone (con la coperta, perché dopo giorni di caldo e condizionatori sempre accesi la temperatura interna era tipo tundra versus deserto all’esterno!)

Sono stata in compagnia e nonostante il tragico momento abbiamo avuto anche occasione per scherzare e sorridere, soprattutto siamo state tanto insieme perché eravamo tutte e tre devastate…

Poi Rossella è tornata in Puglia per finire quel poco che le restava di ferie, Hele è dovuta rientrare a lavoro e io sono rimasta a casa con la pelosetta… Con questo nuovo sintomo dato dalla malattia: una sorta di bruciore alla gamba destra o alla schiena come se mi fossi fatta un’ustione da sole, come se non potessi tenere quello che ho addosso perché sono come escoriata/bruciata (simile appunto al fastidio della bruciatura da sole), ma ovviamente senza alcun arrossamento reale ne bruciature…

Adesso che inizia a fare freddo e non posso spogliarmi questa sensazione di bruciore sta iniziando a snervarmi!

Sto aspettando di fare le visite per iniziare una nuova terapia perché quella che stavo facendo non va più bene e nel mentre la sclerosi, la bastarda avanza e mi fa strani scherzi.

E quindi eravamo/ siamo io e Nora e cosa abbiamo fatto? Abbiamo iniziato a svuotare gli armadi, a sistemare casa…

Io e mia moglie dopo il matrimonio volevamo cambiare casa e averne una nostra, poi è venuta fuori la malattia di mamma e alla fine da sola non ci poteva più stare… Così siamo rimaste e ora ho potuto fare mia la casetta dove sono cresciuta, la mia casetta d’infanzia, un bellissimo sogno pieno però di ricordi che a volte fanno sorridere e a volte accoltellano nel profondo.

Volevamo tanto avere un posto tutto nostro da decorare come volevamo, che potesse parlare di noi!

Il poster di “The Walking Dead” con la scritta: ”Don’t open dead inside” sopra al bagno, i quadri di un albero che muta con le 4 stagioni, il quadro della ruota dell’anno, le foto delle nostre nozze, le lenzuola di Thor e Iron Man, la libreria del salotto divisa per generi, i dvd delle nostre serie tv a cofanetto completo… Ma a che prezzo?!

Sono felice di star costruendo qualcosa, non volevo farlo così…

Sono contenta di essere dove sono cresciuta, conosco tutti; la gente nel palazzo, nel quartiere e mi vogliono bene. Ripercorro posti dove ho miliardi di aneddoti anche solo mentre vado a comprare il pane, come quando sono caduta dai pattini proprio vicino al giardinetto, come reincontrare la catechista o la maestra delle elementari per caso al supermercato… È tutto questo è bello e mi dà calore e sicurezza, eppure allo stesso tempo ha un retrogusto amaro, amarissimo…

Rivedo mio papà seduto sulla sua poltrona in salotto (poltrona che nemmeno c’è più) e io che vado a dargli il bacio della buonanotte e gli intimo di abbassare la tv. Rivedo mamma che prepara uno dei suoi buonissimi piatti, uno qualunque sono sempre stati tutti ottimi (e la cucina non è nemmeno più la stessa), poi la rivedo nella nuova cucina, la sera che avevamo appena finito di montarla con ancora disordine in giro, Hele aveva cucinato la sua speciale carbonara e cosa se no per inaugurare la nuova cucina? E lei che ormai non riusciva a cucinare, ma nemmeno a stare in piedi seduta su quella specie di sedia a rotelle con il suo pigiama con i gufetti che aveva fanculizzato il suo brodino, si era seduta a tavola con noi e aveva mangiato la carbonara!

Rivedo tutto questo e vengo invasa da lacrime e sorrisi…

E sono qui… Sul divano della cucina avvolta in una copertina rosa… Ormai abbiamo praticamente finito di sistemare la casa a nostra immagine, parla di noi, di una coppia appena sposata, che sta comunque insieme da quasi 15 anni, parla del nostro passato ci sono le foto dei miei nonni e genitori, ma anche le sue foto da bambina e le foto dei suoi fratelli, noi alle superiori; vedo il mio passato e il nostro futuro e ora che mancano proprio solo più dettagli da sistemare mi sono fermata a pensare a quanto nonostante tutto la vita scorra inesorabilmente…

Dentro ci portiamo allo stesso tempo una tempesta e un lago che luccica al sole, ma lei scorre e continua a far girare la ruota del mulino imperterrita…

Un pensiero su “Scorrere inesorabilmente

  1. l’importante è andare avanti sempre.. senza mai fermarsi.. bello, brutto, sorrisi, lacrime… tutto ci forma e ci fa diventare quello che siamo, niente va come programmato.
    buona cosa è fissare degli obbiettivi e raggiungerli, anche se ci vuole tempo..

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