Litha

Il sabba Litha cade durante il Solstizio d’Estate, solitamente il 21 Giugno, anche se il giorno può variare. Le celebrazioni iniziamo alla vigilia e proseguono fino al 24 Giugno, il cosiddetto Litha period..

Il Solstizio d’Estate è il giorno più lungo dell’anno, quando le ore di luce sono al loro massimo e il Sole raggiunge l’apice della sua potenza, identificato anche, da molti anni, come il giorno dell’arrivo dell’Estate. I vecchi Calendari riportano il suo passaggio da tramonto a tramonto, per questo solitamente i festeggiamenti iniziano alla vigilia del Solstizio.

Questo Sabba è la celebrazione della bontà, della bellezza e del calore dell’Estate. I campi sono ricchi d’intensità, sono stati seminati e le piante sono ormai in costante crescita e fiorite; celebrare questa bellezza e abbondanza è importante in quanto di buon auspicio nella speranza che il clima sarà clemente: non troppo caldo, o troppo freddo, con la giusta pioggia e il giusto sole per poter poi raccogliere i frutti a Lughnasadh (la festività dopo) che ci sfameranno durante i mesi freddi.

A Beltane abbiamo iniziato il nostro nuovo percorso celebrando attraverso ogni cosa volta a portarci benessere e piacere. Protagonista ovviamente l’amore lussurioso e come la Terra rigogliosa e prospera pronta a sbocciare, ci siamo crogiolati in piaceri lussureggianti e dedicati al corteggiamento; ricordiamo ancora che il Dio e la Dea si sono uniti a Beltane.

Adesso si celebra tutto ciò che di bello si è raggiunto, si è costruito, infatti il Dio e la Dea incinta dalla loro unione si sposano celebrando il matrimonio sacro e consacrando con una grande festa la loro unione.
Tutto questo ha un valore molto importante: che sia il progetto iniziato, un nuovo amore conosciuto durante il periodo di Beltane, un amore già “anziano” o la Terra prospera, è arrivato il momento di celebrare e festeggiare.

Questo giorno è anche conosciuto come mezza Estate, in quanto, per la comunità pagana, l’Estate iniziava ufficialmente a Beltane e terminava a Lughnasadh e questo è appunto il giorno intermedio tra le due feste.

Litha è una festività che ha sempre avuto un’importanza così grande che anche dopo l’affermarsi del cattolicesimo continuava ad avere una risonanza tra le comunità contadine al punto di essere cristisnizzata con la celebrazione di San Giovanni Battista, (che tra l’altro a Torino è festa patronale e ancora oggi viene festeggiata con il falò di Litha nel centro della città).

Ecco alcune foto del falò scattate negli anni.

Questa foto è del 2010, io e mia moglie eravamo giovani e senza pensieri 🤣

In generale anche se con presupposti e auspici diversi la fiamma di Litha nemmeno nel 2021 è stata spenta e viene celebrata con falò un po’ in tutta Italia e nel mondo.
Questo fuoco permette di alimentare la potenza dell’Estate e da questo potere si prega nel calore estivo affinché porti frutta, verdura, cereali; insomma un grande raccolto. Questa potenza garantisce la continuità della vita di fronte l’oscurità in arrivo.

A livello personale dopo la purificazione di Imbolc, il rinnovamento ad Ostara, la concretizzazione dei progetti e la celebrazione del piacere a Beltane, adesso dobbiamo festeggiare con questo fuoco, farlo nostro, cogliere la fiamma che è in noi e portarla avanti. Lei è sempre viva, sia virile che fertile e piena di forza, ci guida nella nostra crescita personale, così come guida le colture che crescono sulla Terra.

Oltre all’elemento Fuoco con la celebrazione attraverso il falò anche l’elemento Acqua è importante per questa festività. All’alba del giorno del Solstizio le donne e gli uomini, da qualche parte nel mondo ancora oggi o comunque non molti anni fa, erano soliti fare il bagno nella rugiada del mattino, chiamata “guazza”, per propiziarsi della fertilità di cui sono intrise queste acque. La rugiada dell’erba di San Giovanni (ovvero l’Iperico) è portentosa! Aiuta come rimedio naturale per ringiovanire la pelle e ha un’azione purificante.

Inoltre a Litha viene maggiormente fuori che la figura del Dio può avere due vesti, infatti la sua personalità è così forte che in alcune tradizioni viene visto come due entità diverse e in altre Dio visto come Sole in un unico individuo.
La tradizione che io amo e alla quale mi sento molto vicina è quella di Re Quercia e Re Agrifoglio.


Non riesco a sentirmi molto vicina alle energie e alle divinità maschili, ma sono ovviamente, altrettanto importanti per l’equilibrio e per la rinascita della Natura e della Terra, ma riesco a sentirmi davvero molto vicina ai due Re: Agrifoglio e Quercia con i quali parlo quando ho bisogno di rivolgermi a divinità maschili.
La loro storia è quella di una epica battaglia, loro incrociano le spade “soccombendo” uno all’altro ciclicamente a Litha e a Yule.

Raccontiamo meglio questa tradizione:

Re Quercia è la rappresentazione del Sole alla sua massima potenza e della natura che nasce e fiorisce. Nato a Yule dalla Dea come il Nuovo Sole è raffigurato da un giovane e prestante Dio dei boschi, colui che poi ha conquistato il favore, l’amore e si è unito alla Dea durante Beltane, la loro unione ha reso fertile la terra affinchè possa generare nuovi frutti. Questa unione viene resa sacra a Litha appunto con le loro nozze.

Ma lentamente l’oscurità inizia la sua avanzata, infatti dopo questo giorno pian piano le ore di buio inizieranno ad aumentare, (un minuto al giorno), fino a quando il passaggio alle Tenebre sarà evidente; per questo Re Quercia perderà il duello contro Re Agrifoglio lasciando a lui il trono e ritirandosi per poi sacrificarsi e morire a Lughnasadh per donarci il raccolto che ci sfamerà durante i mesi freddi, aridi e dominati dalle Tenebre.

Re Agrifoglio rappresenta la forza oscura e passiva dell’Inverno, egli viene rappresentato da un vecchio saggio dalla lunga barba bianca e dal sorriso radioso legato al riposo e al sacrificio. La sua vittoria a Litha assicura il ritorno dell’oscurità, la morte apparente della Natura e il suo riposo.
Re Quercia cede spazio a Re Agrifoglio, proprio per permettere alla Dea (Madre Terra) di riposare e di prepararsi al lungo sonno Invernale. Il Re Agrifoglio sarà il suo amato, il compagno di una Dea ormai matura fino a quando si ritirerà nel mondo invisibile e si riunirà al suo amato Re Quercia per poi dargli nuovamente la vita partorendolo a Yule e così sarà lui a battere Re Agrifoglio.

Questa meravigliosa storia d’amore che descrive lo scandirsi del tempo in: nascita, crescita, ritiro e morte viene narrata anche come se il Dio visto come Sole fosse un’unica entità che nasce dalla Dea, cresce, si unisce a lei e si sacrifica. La Dea lo raggiunge nel mondo delle ombre mesi dopo quando arriva il momento del suo ritiro per poi partorire e ridargli la vita.

Oltre a questa vi sono altre tradizionali, altre storie come ad esempio il “triangolo” amoroso tra la Dea e i due volti del Dio Cernunnos e Maponos, storia ancora più antica.

Questa tradizione vede la divisione del ciclo annuale, quella attiva e quella passiva, rappresentate da due volti del Dio Cernunnos e Maponos, ai quali la Dea dona alternativamente le sue attenzioni. Il primo rappresenta il Dio dell’Inverno, più maturo e silenzioso, ma di grande saggezza; il secondo il Dio dell’Estate, più giovane e affascinante, brillante e forse più impulsivo, ma di grande passione.
In ogni ciclo Maponos conquista l’amore della Dea, con cui si unisce nella festa di Beltane e poi, a Samhain, muore, portando con sé il calore e la luce. Da quel momento in poi la Dea torna dal suo primo amante Cernunnos e al suo fianco, nell’apparente morte dell’anno, ella rinnova la Terra. Dal suo ventre però Maponos rinasce in Inverno e dà inizio ad un nuovo ciclo.
La Dea è la Regina, la sovrana che accorda il suo favore ad uno o all’altro Dio, permettendo così che si crei il movimento e l’equilibrio adatto perché la vita possa esistere.

La differenza che si può notare tra le prime due figure di archetipi divini, il Re Agrifoglio e il Re Quercia e le altre due, Cernunnos e Maponos, ovvero il Re dell’Inverno e il Re dell’Estate è il momento in cui questi re conquistano il favore della Dea e il regno sulla terra. I primi due infatti si combattono durante i solstizi e portano la loro influenza, negativa o positiva, in modo graduale, iniziando proprio nel momento in cui il loro opposto è al pieno della sua potenza, mentre gli altri due si presentano attivamente quando il mondo materiale e quello spirituale sono più vicini e i risvolti delle stagioni sulla terra sono già visibili, a Samhain e a Beltane.

Questa differenza è tuttavia un punto abbastanza trascurabile e secondario, mentre l’importanza principale va data alle forze opposte, quale che sia il nome che si voglia dar loro e il passaggio dall’una all’altra, interazioni peraltro appartenenti non solo alla terra e ai suoi cicli di fertilità ma anche a noi stessi. Noi, infatti, cercando l’armonia con le piccole e grandi forze del mondo esteriore scopriamo che il nostro mondo interiore non è poi così diverso e che ogni sua parte va apprezzata.

Ma adesso è il momento di festeggiare la Luce!!! Giorno di massima potenza del Sole!
Madre Terra, come detto, è al suo massimo splendore in questo momento, la Dea diventerà madre, il seme che è stato piantato in precedenza nel suo grembo è in crescita. Lei fiorisce, proprio come i fiori crescono sulla terra in abbondanza e si crogiola alla luce del suo amante, prima che si spenga.

Questo momento di potenza massima del sole è così carico di energia da far cadere il velo con il nostro mondo e quello del piccolo popolo, che aveva già iniziato ad assottigliarsi a Beltane.
Così può essere possibile entrare in contatto con fate, folletti, gnomi, pixie e con tutte le creature del piccolo popolo.

La notte di Litha, viene infatti definita “UNA NOTTE FUORI DAL TEMPO” un momento in cui ogni cosa si capovolge e durante il quale è molto facile avere esperienze sovrannaturali ed entrare in contatto con esseri fatati. Ed è per questo che i viandanti che si addentrano in quei luoghi in questa notte vengono messi in guardia di fare attenzione, poiché potrebbero imbattersi in creature e se i loro comportamenti non saranno cortesi possono rischiare di finire preda di particolari dispetti, o di perdersi nei loro mondi per molto molto tempo senza nemmeno accorgersene.
Una tradizione Piemontese afferma che se si inciampa sulla radice di San Giovanni la notte di Litha, si viene magicamente trasportati nel regno delle fate.

Si usa, quindi, lasciare in dono un piatto con del miele, o una fetta di torta con miele, oppure del latte, cosicché le fate e gli spiriti del bosco possano andare a nutrirsi.

Il potere che scaturisce da questa festa permette di dedicarsi a rituali che solitamente chiedono più dispendio di energie: quelli per trovare l’amore, quelli di protezione e quelli per prosperità e abbondanza economica.

Inoltre Litha è un momento in cui le forze divinatorie si acuiscono e dato che i sogni fatti in queste notti tendono a diventare realtà le ragazze senza fidanzato erano solite mettere sotto il cuscino, fiori per introdurre nei loro sogni l’amore e per farlo diventare realtà. Un’altra tradizione afferma che se una donna non sposata a Litha apparecchia la sua tavola con una tovaglia pulita, del pane, del formaggio, del vino e quindi apre la porta di casa e aspetta, l’uomo che sposerà, o il suo spirito, si paleserà andando a festeggiare con lei.

Tra le cose che preferisco, questo è anche il momento delle benedizioni e delle protezioni agli animali, così possiamo maggiormente includere i nostri compagni di casa nei rituali e nelle festività! Per cui possiamo scegliere o di far partecipare al nostro rituale di Litha anche il nostro cucciolo oppure dargli un regalo speciale, magari un piccolo pentacolo da appendere al collare per dargli protezione.

Infine, non meno importanti, cibo e decorazioni! Il menù per questa festa non è troppo complicato o elaborato dato che si prediligono cibi freddi con frutta e verdura semplici, noi ci sbizzarriremo con insalate colorate agrodolci e pasta fredda per tutti i giorni del Litha period 20/24 Giugno e brinderò con idromele almeno una delle sere! Ma restate sintonizzati sulle mie storie o i post su Instagram per gli aggiornamenti!

Per quanto riguarda gli altari le decorazioni devono rimandare all’Estate: i fiori principalmente usati per adornare sono i Girasoli e i fiori dell’Iperico o erba di San Giovanni, ma possono essere usati tutti i fiori che preferite dai colori gialli, arancioni, rossi e oro (che rimandano alle tonalità del sole, protagonista della festa), colori che possono essere usati, anche, per le candele. Infine potete aggiungere dettagli marini per restare allineati al tema estivo.

Ecco come abbiamo adornato per questa festa i nostri di altari ⬇️

Immancabile la candela con il nome del Sabba
La nostra porta ha sempre una scopa di saggina appoggiata per evitare che spiriti ed energie negative entrino e per ogni festa abbiamo deciso di mettere una ghirlanda dedicata alla festa in atto

Chiudo l’articolazione con questa poesia da me scritta dedicata a questa festa:

In mezzo alla radura si ode rumor di battaglia
Le spade si incrociano su questa terra calda
Una barba risplende riflettendo la luce del sole
In questo giorno senza buio e terrore
Protetto dalla sua verde e increspata armatura
Re Agrifoglio si prepara per questa avventura
Lo sconfitto su un letto di foglie giace
Si respirano accenni di Autunno fugace
Estate con intenso sguardo
Accarezza i fuochi a lei dedicati
Consapevole che ben presto saranno solo ricordi sfumati

Beltane

Il 1 Maggio è la festa di Beltane che celebra l’arrivo dell’Estate con il ritorno del sole e della luce a scaldare noi e la natura dopo i mesi di freddo. Le nostre energie si fanno più forti e ci si sente più operosi, possiamo iniziare a godere dei primi raccolti e ammirare la natura nella sua prosperità.

Considerate che il ciclo stagionale nei tempi antichi aveva una concezione un pochino diversa da quella attuale, visto che per noi Maggio è piena Primavera.

Il risveglio della natura con tutta la sua bellezza e fertilità è però innegabile sia se vogliamo chiamarla Estate o Primavera.

Durante Imbolc ci siamo purificati;
Durante Ostara abbiamo rotto le abitudini effettuando un rinnovamento;
Ora? Adesso è il momento di concretizzare e di attivarsi. Le basi sono state piantate, abbiamo pensato cosa volevamo lasciarci alle spalle e cosa volevamo cambiare sia a livello psicologico (un amore finito, un’amicizia tossica, una brutta abitudine), sia a livello concreto (cambiare lavoro, iniziare nuovi progetti, o semplicemente decidere di ritagliarsi e dedicarsi del tempo per qualcosa di personale che fa sentire bene; specialmente nei casi in cui il cambiare lavoro o altro non sia così facile), decisa la strada da voler intraprendere è il momento di percorrerla.

Noi abbiamo intrapreso un percorso creativo di creazione di candele e piccoli oggetti di purificazione, appunto nel periodo verso Beltane, tra la luna crescente e la super Luna di Aprile; momenti propizi per queste attività manuali e di inventiva.

Ecco le nostre primissime bimbe

Questa è essenza di vaniglia e fiori di gelsomino
Essenza di rosa con rose

Benedetta sia, per cui, ogni cosa volta al voler far sentire meglio! Come la natura con i suoi fiori colorati che capeggiano sulle verdi distese, gli alberi rigogliosi e gli animali che si svegliano dal letargo è tempo per noi di destarci e dedicarci al piacere.

Benessere e piacere inteso anche come piacere sessuale: la natura è rigogliosa nella sua fertilità, per gli animali è il momento degli accoppiamenti essendosi appena svegliati dal letargo cercano l’unione e per noi viene romanticamente definita “la stagione degli amori”.

Il Dio e la Dea si uniscono per rinnovare la vita e la fertilità della Terra il 1 Maggio, infatti l’unione sensuale e magica di questo periodo è considerata sacra.

In particolare c’erano alcune usanze per celebrare questa festività che si sono tramandate ancora ai giorni nostri:

1 eleggere la regina di Maggio e/o la coppia sacra.
Nella Scozia settecentesca, e nel Medioevo non era insolito assistere a questo rituale: i ragazzi vestiti di verde come elfi dei boschi si avventuravano nel bosco considerato sacro, suonando un corno di modo che le ragazze potessero trovarli.

La tradizione di nominare la regina di Maggio, invece, è rimasta anche per tutto l’Ottocento e in più si eleggeva la Coppia Sacra che apriva la processione della questua primaverile con il ramo del Maggio.
In Italia precisamente nel Monferrato in Piemonte la coppia era rappresentata simbolicamente dagli “sposini” ovvero due ragazzi di sesso opposto di 12 anni circa vestiti da sposi che aprivano tale processione.
In alcuni paesi in tutto il mondo queste tradizioni più o meno modificate e rielaborate vengono ancora celebrate!

2 oltre alla “caccia d’amore” l’altra usanza celebrativa era la danza intorno al Palo del Maggio: un rito della fertilità.
Si festeggiava danzando intorno al palo adornato di nastri, si faceva l’amore e ci si univa anche in orgie, ci si ubriacava e si danzava la vita!
Le ghirlande infilate sul palo, erano un’allusione alla vegetazione e alla fecondità della terra.
Questa usanza in certi frangenti rimodernata e modificata è rimasta nelle tradizioni rituali del mondo contadino si può dire fino ai nostri giorni (un esempio lampante è il cosiddetto albero della cuccagna).

Comunque fare sesso nella notte di Beltane aveva un valore simbolico profondo: era di buon auspicio per il raccolto futuro e aiutava i campi ad essere fertili.
I nati da queste unioni erano i “merry-begot” ovvero i benvoluti, perché figli degli Dei e nessuno del villaggio osava fare loro del male.

3 l’ultima usanza per celebrare questa festività erano i fuochi di Beltane. La parola “Beltane” si traduce approssimativamente come “fuoco luminoso” e, come tale, uno dei rituali più importanti, che sopravvive ancora ai giorni nostri anche se magari in date diverse da zona a zona, riguarda proprio l’accensione del falò.
Il fuoco era visto come un purificatore e un guaritore, attorno al quale ci si riuniva per poi saltare attraverso le fiamme. Le giovani coppie in particolare saltavano attraverso il fuoco per benedire i frutti delle loro unioni.
L’elemento fuoco, inoltre, indica anche la passione carnale quella che brucia tutto e dalle sue ceneri genera nuova vita.

Come avrete notato i rituali sono tutti legati alle unioni che portano nuova vita che sia un buon auspicio per il prossimo raccolto, un nascituro o la natura stessa, senza tralasciare i nostri progetti che si concretizzano nascendo e prendendo finalmente forma.

Una particolare curiosità è quella che il 1 Maggio non valeva la regola dell’ospitalità e se un vicino o un estraneo chiedeva qualcosa si rifiutava e lo si guardava con sospetto, questo perché avrebbe potuto essere una fata o un membro del piccolo popolo.

Le fate iniziano a svegliarsi dal letargo in questo periodo e ancora assonnate vengono attratte nel nostro mondo e senza cattive intenzioni sono portate a fare dispetti e sottrarre o spostare oggetti.

Il velo con il mondo del piccolo popolo si sta assottigliando per poi calare completamente alla prossima festività, Litha, che si celebra a fine Giugno. Il velo che separa i due mondi però è sottile e i membri del piccolo popolo ancora reduci dal letargo senza volerlo superano il velo per poi venire attratti da oggetti che non sono presenti nel loro mondo (ad esempio una semplice penna o un accendino).

Per questo i pozzi erano sorvegliati dai contadini per tutta la notte della Vigilia di Beltane. La prima acqua presa dal pozzo dal legittimo proprietario nel giorno di Maggio portava fortuna, protezione e guarigione. Se era rubata invece portava via la buona sorte.

E noi? Come festeggeremo Beltane?

Veniamo prima ai nostri amatissimi altari!
I colori “principi” della festa di Maggio sono il verde che rappresenta la natura verdeggiante, il bianco ad indicare la purezza, il rosa colore per eccellenza che rappresenta il fiorire e il rosso colore della passione e del fuoco.

Abbiamo deciso di decorare i nostri altari con candele verdi e rosa. Fiori finti che simboleggiano la natura rigogliosa, pout pourri dai profumi floreali e pietrine. Ovviamente vicino alle Dee ci sono le nostre offerte e abbiamo creato un palo di Maggio perché a Beltane mon può mancare.

Andando più nello specifico io ho aggiunto la candela Beltane appositamente acquistata per la festa e per onorare il piccolo popolo ho aggiunto una fatina che d’ora in poi sarà sul mio altare! La fatina Libra che era della mia mamma.


La mia dolce metà ha vicino alla Dea Gaia una candela nera e una bianca a simboleggiare l’equilibrio e la candela con i 7 chakra.


Sull’altare delle nostra Cucina Incantata, allestito da poco, è presente una candela nera che accendiamo per eliminare le energie negative basse che si generano con lo scambio con l’esterno; una candela rossa, palo santo, fiori, pout pourri, il palo di Maggio da noi creato per la festività e la Grande Madre con le offerte che le lasciamo.

Ho allestito un piccolo altare anche nella stanza da letto, ornato nuovamente con una fata e un pixie, lavanda, pietre “accompagnatrici” per il sonno e ovviamente le decorazioni floreali.

In questa festività si usa evitare la carne di mucca; si dice che: “Mucca e Ape sono sacre alla Dea a Beltane perché hanno portato formaggio, latte e miele durante i mesi aridi”. Nei mesi freddi i prodotti dei raccolti scarseggiavano e si è goduto dei derivati animali, latte formaggio, miele e persino uova, adesso si può godere del raccolto e l’ideale sarebbe ubriacarsi in un tripudio di verdure di stagione.

Noi festeggeremo gustando:

A pranzo: pasta maggiolina ovvero penne con porri, pomodori e zucchine + l’ormai rituale palo di Maggio (una ricetta presa dal bellissimo libro di cucina magica regalatomi da mia cognata, lo consiglio assolutamente è una raccolta di ricette adatte per ogni Sabba)

A cena: insalata ai profumi basilico e salvia (dentro lattuga, rucola e uovo sodo) e sicuramente il palo di Maggio avanzato.

L’altare della nostra Cucina Incantata con i rituali pali di Maggio uno commestibile e uno no

Come rituale non potendo partecipare ad un falò e saltarci attraverso celebreremo il rito del salto nel fuoco con una candela rossa posizionata in mezzo a noi, passeremo con la mano attraverso la fiamma tre volte.

Infine benedette tutte le unioni con i vostri partner fissi e non in questo giorno, anche se non porteranno al concepimento di un figlio, l’atto in se sprigiona magia che rilasciata nell’universo aiuta il rifiorire della natura.

Buon Beltane, buona festa del concepimento e del risveglio.

Buona rinascita a tutti!

Buongiorno e auguri a tutti!


Auguri a chi festeggia la Pasqua Cristiana, a chi è semplicemente felice di essere in vacanza o di aver la deroga per andare a visitare amici e parenti anche in zona rossa!


Per chi mi segue saprà già che da me non si festeggia la Pasqua in quanto tale, oggi festeggiamo la “Luna del Coniglio” o “Luna della rinascita” che cade la prima Domenica dopo la luna piena, dopo l’equinozio di Primavera.

Il festeggiamento è molto simile a quello che abbiamo celebrato il 20 Marzo: l’Equinozio di Primavera e la festa celtica di Ostara.

Festeggiamo in compagnia e con i nostri cari la rinascita della natura. L’equinozio sancisce l’inizio del nuovo ciclo ed è un giorno di equilibrio tra luce e tenebra; momento per il rinnovamento. Ora dopo il rinnovamento rinasciamo nella nostra nuova forma. La natura si fa vedere rigogliosa, le giornate si allungano e il sole splende su di noi.

Momento ideale per ritrovarsi attorno ad un tavolo e mangiare con amici e parenti, stare all’aperto a contatto con la natura e godersi le cose semplici della vita: buon cibo e buona compagnia con la natura sullo sfondo; gustando carne e uova di cioccolata (il simbolo dell’uovo e il consumo della carne li ho già citati nell’articolo precedente dedicata all’equinozio e alla festa celtica di Ostara – per chi se lo fosse perso) e perché no anche la colomba pasquale!


Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti; qualsiasi sia il credo che sia una rinascita piena di magia e semplicità.

La decorazione sulla porta di casa e le uova che attendono di essere aperte (più in alto possibile dove non arrivo, così mia moglie è certa che non mi annego nel cioccolato)

Io sono lieta anche perché:


A non si lavora Lunedì

B perchè grazie alla deroga possiamo, appunto, fare dei micro ricongiungimenti

C perchè è un momento dedicato al gozzovigliare, cosa che come saprete adoro!

D anche se da un po’ di anni le mie stagioni preferite sono l’Autunno e l’Inverno, io sono come la Primavera, la mia stagione, ci sono nata e come lei rinasco con i primi fiori

Nella foto la Dea a cui Hele è più legata Gea o Gaia: la Dea madre terra e la Triplice Dea a cui sono particolarmente legata io. Dea composta da tre persone, eppure la stessa: la madre, la giovane fanciulla e l’anziana saggia, (la dottrina trinitaria non vi è sicuramente nuova). Al loro fianco la candela dei 7 chakra (vicino a Gaia) e la candela della festività Ostara (vicino alla Triplice). Ovviamente protagoniste della foto anche le uova di cioccolata e oltre ai vari colori e simboli dedicati allo sbocciare della Primavera, una candela bianca e una nera ad indicare l’equilibrio.


Quest anno la mia fantastica mogliettina ha deciso di provare a fare la colomba salata. Una specie di plum-cake / torta salata. L’impasto è fatto con zucchine e formaggio e poi farcita con prosciutto ed olive, ovviamente fatta cuocere nel classico stampo della colomba.

Qui prima della cottura
Appena sfornata

Comunque sono arrivata alle feste, alle tanto, tantissimo agognate feste completamente devastata. Stanca, stanchissima e con la salute per nulla dalla mia parte! Non sono nemmeno riuscita a lavorare Venerdì a causa di fortissimi giramenti di testa che non mi permettevano nemmeno di stare seduta. Subdola la mia malattia, specialmente nei cambi stagione e per dei motivi a me sconosciuti specialmente vicino alle feste. Ho queste scosse che mi percorrono la schiena e le braccia; Giovedì a circa un’ora dalla fine del turno lavorativo ho dovuto staccarmi e andare a stendermi… Poi ho la mia fantastica allergia primaverile che mi gonfia gli occhi e non mi fa vedere un cappero! La scena Giovedì è stata tipo: io appiccicata al PC per riuscire a vedere, nel mentre le scosse mi percorrevano come un serpente a sonagli per tutta la schiena il collo e le braccia, il tutto accompagnato da vertigini e nausea. Alla fine alle 12 mi sono staccata per evitare di lanciare mouse, occhiali e lucidità dal balcone.


Dopo aver passato Venerdì e Sabato praticamente a letto, oggi attiviamo il ricongiungimento familiare! Vedo mia cognata e mia suocera, soprattutto posso finalmente provare la colomba salata di Hele, papparmi la carne alla griglia di mia suocera e godermi le tanto bramate uova di cioccolata! Che non abbiamo aperto all’Equinozio (anche se volendo potevamo essendo la nostra Pasqua parte 1), perché avevamo già aperto una colomba e se ho troppi dolci aperti a casa finisce che li mangio senza ritegno, (specialmente la cioccolata), grazie al ricongiungimento almeno posso dividerla e non sentirmi merda perché la mangio solo io.

Mia moglie non mi viene dietro ne mangia un pezzetto, guarda la sorpresa e fine… È più amante del salato.

Vi sto scrivendo prima del pranzo e non posso scrivervi i commenti culinari sull’esperimento colomba salata, ma sono certa sarà buonissima; l’ha fatta Hele!

Vi auguro ancora una buona festa e rinascita, un buon pranzo e non fate come me, non esagerate con la cioccolata!

Auguri da noi! (Foto scattata prima di sederci a tavola)

Kiss


Ps: per eventuali aggiornamenti sul pranzo seguite le mie storie su Instagram

Pensieri. Pensieri semplicemente sparsi.

Voglio scrivere queste due righe che si annovereranno tra “Discorsi misti”, di non ben definita collocazione. Pensavo: Bello il progetto “Racconto della quarantena”, ma è un racconto immaginario che si evolverà a modo suo come un romanzo distopico.
Adesso, però, vorrei ritagliare uno spazietto di realtà e condividere con voi il mio pensiero.

La mia paura più grande da quando ho memoria e parlo di fobie reali perché il “Babau” lo annovero tra le paure infantili; è sempre stata la guerra. Quel 11 Settembre non avevo capito cosa stesse succedendo ero tra le 12enni degli anni 2000 nate tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 che a 12 anni non sono ragazzine e/o donne, come adesso; cambiano i tempi, la tecnologia, la modernità, la società, l’educazione e si cresce prima. Ero ancora un’acerba 12enne che aveva iniziato a fare le prime uscite pomeridiane con le amiche per andare in oratorio e per il resto passava il tempo a guardare i cartoni. Avevo la TV accesa su Italia uno, non ricordo che cartoni animati dessero ai tempi, attendevo “Bim bum bam” e invece edizione straordinaria di Studio aperto, fumo e torri. Pensavo: “Ma che palle oggi non trasmettono regolarmente?”, ricordo che ero particolarmente irritata, non avevo seguito, capito cosa succedeva perché la TV era senza volume non ricordo se prima di Bim bum bam dessero repliche di qualche telefilm che non mi interessava o il programma “Non era la rai” redesign del famoso cult fatto di spezzoni e interviste. Stavo leggendo WITCH un fumetto che andava tantissimo tra le teen, parlava di queste ragazze che scoprono di avere dei poteri magici legati ad uno dei 4 elementi (la sto buttando sul semplice), un po’ leggevo e un po’, va bene lo ammetto! Stavo colorando! Mi ero messa nei giorni prima alla finestra a tracopiare i disegni dell’adorato fumetto per poi colorarli. Non ricordo se fosse o meno già iniziata la scuola, credo di no, dovevo iniziare la seconda media. Non ricordo a che ora, forse le 17, mi vedevo con la mia amica Chiara all’oratorio, merenda, passeggiata e chiacchiere (molte delle quali incentrate sul fumetto e come secondo noi si sarebbe evoluto). Le nostre case erano separate da un semaforo di un grande incrocio, ed era il punto di incontro per poi andare all’oratorio. Appena mi vide esclamò: “Ma hai visto quello che è successo?!” e io irritata: “Ho visto che non hanno dato i cartoni!!!”, alchè iniziò a raccontarmi gli eventi appena successi. Lì per lì non ci diedi molto peso e anzi, dopo il suo minuzioso racconto persino a Chiara si spente la scintilla della novità e tornammo alle nostre solite pratiche. Nei giorni successivi però si parlava tanto di guerra, mio papà era stato richiamato per la guerra del Golfo visto che aveva, in gioventù, avuto una carriera militare e nonostante fosse in pensione da parecchi anni e non più giovane avevo persino ansia che o lui o mio fratello, che aveva fatto semplicemente il militare obbligatorio, potessero essere richiamati. Da lì iniziai ad aver davvero paura della guerra! Mi dicevo: “Se c’è una guerra può succedere di tutto, possono morire i tuoi cari, la tua famiglia, gli amici… E poi… Come vado avanti? E magari non puoi nemmeno dar loro un ultimo saluto, fare un funerale, terribile!”, tremavo all’idea.

Gli anni sono poi passati e guerre ne ho “viste” da lontano, sulla pelle degli altri riportate dai mass media. Sono poi successe tante cose… A 20 ho perso mio papà per un tumore fulminante, tre mesi bruttissimi, poco prima che morisse la diagnosi di sclerosi multipla e il giorno dopo, ma proprio il giorno dopo la sua morte avevo uno degli esami più importanti per confermare la diagnosi. Con poche ore di sonno addosso e il mio consueto color lavandino mi presentai alla visita, ricordo che l’infermiera mi chiese se fossi spaventata, risposi che poche ore prima era mancato mio papà, abbastanza sconvolta mi disse: “Se vuoi rimandiamo”, io le dissi di non preoccuparsi e feci l’esame. Qualche ora dopo eravamo da “Giubileo”, vista la vicinanza con le Molinette, io mia mamma e mio fratello; alla scelta della bara quando il tizio ci portò in quella stanza piena di bare mi sentii male. Tornata a casa, però, ricordo una cosa tenera: scrissi alla mia allora ragazza, ora moglie, “Puzzo, faccio schifo e vorrei solo buttarmi in un letto, non mi faresti nemmeno le coccole da come sono combinata” e lei rispose: “Ti farei le coccole anche se fossi vestita con un sacchetto dell’immondizia!”, io sono l’antitesi del tenero e del romantico, lei lo era diciamo abbastanza, negli anni a forza di star con me si è un po’ rassegnata, ma lo trovai tenero.

I mesi successivi la ricerca di una terapia, gli effetti collaterali delle terapie, la malattia che galoppava, i sintomi della malattia. Non pensai molto alle guerre e la paura di perdere qualcuno si era avverata e nonostante fosse ed è un pugno allo stomaco ed una cicatrice indelebile sulla pelle, si va avanti.

Passano gli anni, i libri pubblicati, il lavoro come maestra, il matrimonio, la brutta ricaduta della malattia che mi tiene in panchina per un paio di anni… Alla TV si continua a sentire di guerre, di stragi, di attentati, sempre sulla pelle degli altri.

Poi si ammala mia mamma gravemente, io avevo 29 anni, la malattia è la stessa, subdola e spietata che si era già portata via papi. Lotta per almeno 6 mesi, negli ultimi diventa molto pesante perché non è più lucida. Siamo io, mia moglie, mio fratello, mia cognata, mia sorella non di sangue e la sua bimba; tutti stretti in un forte dolore e tutti che ormai reagiamo e ci interfacciamo in modo diverso. Siamo nervosi, si litiga e si fa pace. Un periodo da cestinare. Nel mentre non posso continuare la terapia che mi stava finalmente facendo stare bene e l’alternativa è una tosta di terza linea (i malati di sclerosi rabbrividiscono al sentire nominare il cosiddetto terzo livello, significa che sei oltre, che lei corre e un quarto livello di cure attualmente, mentre scrivo questo pezzo, non esiste), ma non ho testa e tempo, dobbiamo pensare a mamma. Lei ci abbandona ad Agosto, al funerale pure poche persone tutto sommato (molti ormai in ferie e a detta loro “Impossibilitati a muoversi, ma tante condoglianze”), molti dei suoi amici sono assenti, lei che si è sempre fatta non in 4 in mille per tutti e loro che non hanno potuto trovare il modo di rientrare dalle ferie, chi con motivazioni più o meno giustificate (non voglio far polemica)…

E poi passa l’anno e inizio a lavorare in un posto nuovo, nelle scuole non riesco, non tengo il passo con i piccoletti e faccio la nuova terapia e sembra di vedere un po’ di luce; non scrivo, non ho molta ispirazione, i progetti di nuovi romanzi abbandonati in una cartella del PC e nelle note dell’Iphone, ma sto bene, si va avanti si respira.

Resta mio fratello, la piccolina che quando parla di “nonna Mela” dice: “È andata in cielo!”, ma in effetti non so bene se ha capito, sa solo che non potrà vederla più e ogni tanto ci chiede conferma: “Ma proprio mai più?” e io e la sua mamma a stento tratteniamo le lacrime! Resta anche lei la mia amica/sorella e mia moglie, siamo rimasti solo noi, ci sosteniamo a vicenda.

Poi arriva un virus che ci obbliga a non vederci e noi rispettiamo le regole: non ci vediamo, io poi che data la terapia sono immuno depressa non esco tranne che per le infusioni in ospedale. Ci facciamo le video chiamate, organizziamo Pasqua su FaceTime, evviva la tecnologia in questo caso e il gruppo “Family” su whatsapp bippa tutto il giorno. Arriva un virus e inizialmente non ti rendi conto, passi le giornate a casa, Netflix, Sky, Amazon Prime, ora anche la piattaforma Disney, libri, smart working, cucinare, mangiare e poi io posso godermi mia moglie di più cosa che nel tran tran del lavoro e del quotidiano magari non fai. Ma arriva questo virus e inizi a leggere notizie di storie strazianti, poi le storie accadono a persone vicine o amiche di tuoi conoscenti…

Ed ecco che la sensazione di: “Che palle perché danno Studio aperto al posto dei cartoni!”, diventa: “Ho paura di una guerra!” e anche se ti senti forte perché hai già perso tanto, hai combattuto battaglie importanti per aver solo 30 anni, il mantra resta: “Non voglio perdere di più, non voglio finire in ospedale da sola!”, che poi probabilmente mi negherebbero anche la terapia intensiva in assenza di posti, ovvio non sono una paziente prioritaria, sono già “compromessa” e poi aggiungi nei tuoi pensieri: “Non voglio che stiano male i miei affetti e gli amici!”; aggrappata con le unghie e con i denti a quelli che restano.

E quindi quella paura, che ormai pensavi lontana, perché tanto le guerre le hai viste, ma sulla pelle degli altri, diventa reale e vivida; graffia e fa male.

Cambiamenti/ serenità

Domenica dolce Domenica!

Voi come avete passato la vostra?

Io a cucinare con mia moglie!

Lei ha preparato delle fantastiche melanzane alla parmigiana, io ho fatto la mia famosa torta di mele (famosa perché piace a tutti quelli che la assaggiano, modestamente) e poi ho provato una cosa nuova…

Ho fatto una torta salata, ma senza usare paste pronte tipo sfoglie o brisè… Una torta interamente fatta in casa, ma salata! Porri e pomodori!

In cucina c’era un piacevolissimo profumino!

Eccole in anteprima!

Comunque la torta salata a me non è piaciuta! L’ho trovata troppo “porrosa” avrei dovuto metterci qualcosa per smorzare di più il gusto, tipo del prosciutto o della ricotta… Sarà per la prossima volta!

La mia dolce metà ha detto che non era male… Troppo gentile 🤣

È stato bello passare la Domenica in casa a guardare film e a cucinare. In verità era da tanto che non riuscivo a rilassarmi così e a fare qualcosa di creativo.

Soprattutto dopo questa giornata sento che la casa sta prendendo sempre più il nostro “sapore” e inizio a vivere la quotidianità sentendomi più a mio agio. Momentaneamente riesco ad accantonare i miei demoni, o forse hanno deciso di lasciare la mia anima in pace e di farmi stare finalmente bene.

Abbiamo investito davvero molto tempo sul cambiamento e la costruzione del nostro nido… Forse finalmente riesco davvero a sentirmi di nuovo a casa.

Attribuisco il merito sia a questa Domenica che all’articolo precedente del mio blog, dove sono riuscita a tirare fuori e a sbloccare i miei pensieri.

Spero davvero di essere riuscita a liberarmi di quel magone che mi lacerava anche solo girando per casa, sicuramente qualcosa in fondo a me è rimasto; solo, forse, ha deciso di lasciarmi respirare un po’ di più.

Ed ora mi sento pronta a condividere la mia, la nostra tana con voi!

E a mostrarvi i grandi cambiamenti che abbiamo fatto!

(Ebbene si le tende della cucina sono diverse, ma rimedieremo presto 😅)

Ed ecco foto della nostra cucina prima!

(Ovviamente non ho foto della cucina da sola, non ne ho mai scattate appositamente così ne ho prese alcune dove ci fosse un po’ di sfondo, va beh potete farvi due risate con i soggetti 😂)

Di sicuro avrete notato la differenza! Ma abbiamo fatto attenzione anche ai dettagli…

I quadri a tema culinario

La tenda con le scritte “ceffettose”

I bicchieri del servizio sono di vari colori con abbinata tazzina e tazza per il cappuccino!

L’angolo caffè con la doppia zuccheriera!

I sali aromatizzati (nonché nostre bomboniere di nozze!)

Le decorazioni a tema autunnale messe per Mabon (presto avremo un altare) sopra al nuovo micronde. Ovviamente cambieranno per Samhain-Halloween, poi a Yule-Natale e via per ogni festività!

Il nuovo tappeto

I copri gas

L’orologio con la ruota dell’anno, i segni zodiacali e numeri romani.

Oltre alla cucina abbiamo cambiato l’ingresso!

Il poster di The Walking Dead sopra alla porta del bagno (ha la scritta “Don’t open dead inside” 🤣), l’albero che cambia con le stagioni e il tableau de mariage che fanno da sfondo al colore verde prato; colore che aveva scelto la mia mamma in ospedale.

Onestamente non sappiamo se volesse davvero fare il verde o se l’abbia detto così per dire qualcosa, per dire un colore… Di sicuro aveva capito che si parlava di ritinteggiare l’ingresso, ma se il “Facciamolo verde prato!”, sia stato detto con concezione di causa non lo sapremo mai… (purtroppo nei suoi ultimi giorni aveva iniziato a perdere lucidità, anche se è stata in grado di riconoscerci tutti fino all’ultimo!).

Così abbiamo optato per il verde prato, un po’ bizzarro, ma abbiamo rispettato la sua scelta!

Appese ci sono anche varie foto delle nostre nozze, un quadro con la ruota dell’anno, il quadro che avevamo preso con i miei quando siamo stati in Africa, la new entry chiave appendichiavi con la scritta “Home sweet home” e poi appoggiato vicino al modem e al telefono il nostro cake topper!

Ora vi mostro com’era prima l’ingresso!

Ehhh le foto di com’era prima l’ingresso le ho solo così! Facevo le foto per mostrare l’albero e le decorazioni…

In realtà anche l’albero è cambiato… Ma lo potrete ammirare a Yule 😅

Infineeeeee abbiamo modificato i mobili e il lavabo del bagno, ma non ho foto del prima… Non è mai stata usanza mettermi a fotografare il bagno 🤣🤣🤣 chi sapeva com’era fatto noterà la differenza, per gli altri ehhh va beh ammirate un bel nuovo lavandino 😂😂😂

Vado molto fiera sia del nostro porta panni sporchi diviso tra bianco e nero, sia del nostro lavandino doppio con la divisione profumi e oggetti per la toeletta miei e suoi ✌🏻

Indovinate qual’è il mio lato e quale il suo? 🤔

Le altre stanze non sono cambiate moltissimo, la nostra camera da letto e il salotto/studio sono pressappoco identiche, se non per qualche quadro e modifiche nella disposizione di soprammobili, ma rimedieremo!Appena avremo tempo, ma soprattutto voglia daremo il bianco anche in quelle stanze e vedremo come sistemare.

Rimane ancora la cameretta… Che era la stanza dove dormiva la mia mamma dopo che io e Hele abbiamo iniziato a convivere e quando ero piccola e adolescente era stata la camera mia e di mio fratello. Ovviamente aveva subito varie modifiche già solo dal passaggio camera mia e di mio fratello a camera di mia mamma.

In questo mese e mezzo senza lei ho iniziato subito a modificarla per non soffrire troppo…

Non vedevo la mia ex cameretta, ma la stanza dove prima di andare in ospedale la mia cara mamma si spegneva.

Adesso si è trasformata in una stanza armadi/ lavanderia (perché è la stanza dove stendo i panni e appoggio il ferro, l’asse da stiro e l’aspirapolvere).

Ho spostato lo scrittoio che prima era nell’ingresso in quella stanza dove tantissimi anni prima, quando era mia c’era una libreria e anni dopo quando era di mamma c’era un mobile con sopra le foto di lei e papi e noi da piccoli; nei suoi ultimi giorni le foto erano state spostate in un armadio e quel mobile era diventato il posto dove appoggiavamo le medicine e il materiale per le flebo (faceva le flebo a casa ogni giorno, seguita dagli infermieri delle cure palliative prima di andare al San Vito…)

Quando ho dovuto aiutarli ad “apparecchire” con i telini sterili e gli appositi contenitori una parte di me è morta, è morta mentre toglievo e mettevo via le foto e mentre appoggiavo su quel mobile siringhe e medicine.

Quella parte è morta quel giorno, ma io sono viva e sono ancora qui… E devo, devo andare avanti e raccogliere tutto il buono dei miei ricordi e continuare la mia strada!

Forse non vi sembrerà leggendo alcune delle mie parole, ma sto davvero iniziando a sentirmi più serena.

E dopo aver condiviso con voi la nostra casetta raggiungo

Hele e Noretta nella nostra stanza e vado nel nostro lettone per fare nanna!

(Di sicuro sia mia moglie che la pelosetta non saranno contente di questa foto, ma… Dettagli 😅)

Buona notte!

Amore incondizionato

Buonasera! O dovrei dire buonanotte visto che sono le 3 🤣

ehhhh io sono una nottambula abbiate pazienza!

Mi sono imbattuta in due video fatti alla nostra bimba pelosa 🐶, quando era una micro palla di pelo di tre mesi, che aveva il terrore ad uscire di casa ❤️

A Settembre farà 3 anni questa cucciolotta. Potete anche prendermi per una pazza fuori di testa, ma per me è davvero come una figlia! Ho sviluppato un vero e proprio istinto materno verso di lei e riesco a sentire quando sta male, capire se è triste, se ha mal di pancia, o se semplicemente vuole un biscotto! Noi riusciamo a parlarci e da quando lei è con me, oltre ad avere taaaaanto pelo ovunque, amorevole caos, ha cambiato e arricchito la mia vita!

Quando ho dovuto intraprendere la nuova terapia è stata in grado di darmi una forza e una motivazione che nemmeno pensavo di poter avere.

La mattina del matrimonio io e mia moglie temevamo che avrebbe potuto mangiarsi la fotografa, forse perché è un incrocio con un pitbull, o semplicemente perché ha un caratterino niente male! Ero molto in ansia; oltre che per l’agitazione canonica che si prova quella mattina in particolare e lei ha capito che era un giorno speciale per le sue mamme ed è stata bravissima! Ci osservava vestite bene, truccate e pettinate non come al nostro solito, con ammirazione

È arrivata nel 2015 nel periodo di Yule, avevamo già l’albero montato e non ha mai cercato di farlo svenire!

Adoro il periodo di Yule e in generale addobbare la casa per ogni festività, mi sarebbe spiaciuto molto boicottare l’albero, ma così non è stato!

Quando è arrivata ammetto che ha tentato di mangiarsi qualche pallina, le avrà viste così belle e colorate e avrà pensato: “Sono per me?”, ma dopo qualche sgridata ha smesso e non ha più ritentato.

Quest’anno abbiamo comprato le palline nuove (le volevamo rosse e argento, che sarebbero stati i colori del matrimonio), ci siamo sposate il 16 Dicembre e ci tenevo a fare qualche foto con l’albero!

Nel week-end prima del matrimonio abbiamo fatto l’albero e lei è rimasta con noi quasi come a volerci aiutare, secondo Hele voleva mangiarsi le palline, ma vi assicuro che l’albero è rimasto intatto e al suo posto fino alla fine delle feste!

La nostra dolce Noretta ha iniziato tristemente la sua storia… È stata trovata sulla statale, nella provincia di Barletta, abbandonata in uno scatolone… Aveva solo 15 giorni! Lei e l’intera cucciolata sono state abbandonate in quello scatolone sulla statale, solo Nora e due sorelline respiravano ancora quando sono state trovate 😔

Ci sono dei gruppi di volontari che si prodigano a salvare gli animali abbandonati e hanno portato lei e le sue sorelle in una villetta nel mentre che cercavano loro famiglia.

In questa villa la proprietaria aveva una gattina che era appena diventata mamma e oltre ad allattare i suoi cuccioli ha allattato le tre cagnoline.

In aggiunta al suo bel caratterino la nostra pelosetta, ha anche alcuni atteggiamenti da gatto; evidentemente l’imprinting…

Ad esempio si fa le unghie sul divano, ma è inutile perché non ha le unghie come quelle dei gatti quindi non si lima nulla e per fortuna non rovina il divano! Cammina sui cuscinetti a passo felpato, si arrampica ovunque cadendo poi rovinosamente e arrabbiandosi con se stessa per i suoi atterraggi di culo invece che sulle zampe!

Odia l’acqua (farle il bagnetto è sempre un dramma!), l’abbiamo portata con noi al mare, ma ha preferito giocare sulla sabbia…

La montagna le piace molto di più! Specialmente dormire arrotolata nel piumone (fa piuttosto freddo dove abbiamo la casa in montagna) e poi adora poter scorrazzare nei prati!

Le piace giocare e ama tantissimo i peluches, diamo anche dei nomi ai suoi giochini e lei sa distinguerli!

Si porta un gioco anche nella sua cuccia quando fa nanna.

Preferiamo prepararle noi da mangiare senza darle crocchette, cuciniamo pasta, carne, verdure, pesce… Le piace anche molto mangiare la frutta specialmente mele e banane!

Lei ama in modo totalmente incondizionato, ci adora per quello che siamo senza alcuna pretesa.

Sa quando sono triste, o quando sto male per le terapie; a tal proposito dopo la terapia, quando torno a casa, ho bisogno di stendermi a letto e sono sempre piuttosto stanca… Lei mi sta vicina, si accuccia a fianco a me e mi abbraccia un braccio (non so come, ma sa che non può saltarmi addosso o appoggiarsi in quei momenti)

Sa se Hele è stanca per una giornata lavorativa e anche se non l’ha vista per molte ore non chiede di giocare le basta stare a contatto

Sono felice di poter dire che finalmente ho sia una moglie (era ora passasse la legge sulle unioni civili), che una figlia!

Week-end

Finalmente Domenica notte!

Anche se molti in questo momento mi guardano male pensando: “Ma cacati che domani è Lunedì! Altro che finalmente!”

Io dico finalmente ho un momento di tranquillità per poter scrivere…

Questa è stata una settimana intensa e carica, carichissima di emozioni (belle e non), ansie, preoccupazioni, rivelazioni e attimi di dolcezza, amicizia e amore giganteschi!

Non mi va di specificare dettagliatamente a cosa mi riferisco…

Dico solo che abbiamo avuto delle brutte notizie riguardanti la salute della mia mamma, che comunque è una grande combattente 💪🏻 e farà di tutto per lottare!

Poi ho fatto terapia Giovedì, con poca forza e il morale a terra, scoprendo di avere qualche piccola ricaduta, per lo più data dal grande stress del momento.

(Il mio selfie durante terapia 😆)

Eppure non posso annoverare questa come settimana terribile e da buttare…

Sono stata attorniata da così tanto amore che il mio solito cinismo si è suicidato un attimo 😅

Il week-end io e la mia mogliettina lo abbiamo passato a cucinare, sistemare e pulire la casa, prenderci cura di noi stesse e del nostro nido e la cosa è stata decisamente rinvigorente dal punto di vista psicologico, anche se stancante dal punto di vista fisico!

Poi ho potuto ritagliare momenti di risate davvero fortificanti grazie alla mia migliore amica (non che terza sposa), che con i suoi aneddoti non può che farti scordare per un po’ i momenti no!

Abbiamo anche riscoperto, sicuramente per la gioia di Hele (mia moglie), il bello di passare un fine settimana a casa (di solito almeno il Sabato a me piace uscire, fosse per lei non si uscirebbe mai 🤣).

Siamo rimaste a casa e ci siamo godute due film svaccate una sul divano e l’altra sulla sdraio:

“Auguri per la tua morte” che tra l’altro consiglio di vedere, non male come pellicola!

E “Il lato oscuro della rete” che come idea poteva essere anche bellino, ma come pellicola ci aspettavamo decisamente qualcosa di più (per una ventina di minuti mi sono persino addormentata! 😴)

Mentre gustavo l’ottima cena preparata da Hele abbiamo guardato un episodio della “Signora in giallo” l’unico crime che ha 200 anni, ma è sempre bello da vedere! La nostra cara amica Jessica che risolve i casi e porta notoriamente sfiga! 😂😂

Tornando alla cena!

Ecco il piatto di questa sera!

E poi queste sono le leccornie preparate per i prossimi giorni! 🤤

Ma quanto è brava a cucinare la mia mogliettina?

A differenza mia che Venerdì quando siamo tornate dalla spesa ho preparato le pizze e beh… Vi dico solo che quelle di Cracco probabilmente sono più buone 🤭

Hele era stanca morta dopo una settimana intensissima di sveglia anche alle 5 del mattino e Venerdì dopo aver girato tutto il Carrefour per la spesa (giusto perché quando siamo in un reparto mi dimentico sempre qualcosa della lista e quindi ci dobbiamo tornare 15 volte e no non so come mai non ha ancora chiesto il divorzio!), è crollata sul divano dandomi l’incombenza delle pizze.

*preparato le pizze consisteva nel:

Prendere l’ottimo impasto fatto da Hele nei giorni precedenti e metterlo nelle teglie

Condirlo a piacimento

Infornarlo

In ogni caso siamo sopravvissute alla settimanaccia e mi sento carica per affrontarne un’altra!

Mi aspettano tempi un po’ duri, ma di certo posso sempre contare sulle risate che mi procura Rossella con le sue storie (dirò solo: “Nakkenowaia” anche se non capite non importa 😝), su Hele, sul suo amore e sui suoi piatti, sulla mia mamma che lotta come una leonessa, sulla nostra palla di pelo che ha una tenerezza immensa…

… E posso contare su di me che resto qui!

Resto in piedi ben salda e continuo la strada che è stata disegnata per me!

Non deraglio, non mollo!

(si sono molto credibile con una felpa unicorno 😂😅🤣)

Kiss

Amore puro

Miei cari lettori!

Sono sparita per un po’ di tempo, ma stavo organizzando una cosa importantissima…

Le mie nozze!!!

Il 16 Dicembre io e la mia compagna abbiamo finalmente coronato il nostro sogno, dopo quasi 14 anni insieme…

14 anni di gioie e dolori, di lutti e malattie, ma comunque ricchi d’amore e felicità!

Sto lavorando all’uscita di un nuovo libro di poesie…

Vi lascio uno stralcio che ho dedicato al mio amore il giorno delle nozze e che sarà presente nel prossimo libro di poesie…

“… Ti amo come persona,

Ti amo come amica,

Ti amo come collega,

Ti amo come compagna di scuola,

Ti amo come donna,

E sono la persona più felice del mondo che da oggi

Ti amo come mia sposa”

Notturno estivo


La notte giunge su quei corpi accaldati dal sol d’Agosto 

Le falene odono il suono dei lor gemiti, 

La brezza notturna sfiora quelle sagome avvinghiate 

Odor d’amore e di passione aleggia nell’aria 

Le mani si stringono e intrecciano stremate da brividi 

Le anime si fondono con un movimento costante 

Bruciante la passione li avvolge 

Danzano seguendo il canto di Venere 

Poi… 

Stanchi riposan le loro membra,

Luccicanti di sudore i loro corpi senza veli 

Color porpora quelle labbra saziate dal desiderio 

Possono chiudere gli occhi

Morpheo li attende per un ulteriore abbraccio

Poesia contenuta nel mio nuovo libro: Lety Xmas

TI AMO

 

 

La miglior cosa che potesse capitare
Questo sentimento non fa altro che abbagliare
Vedo in te la mia ancora di salvezza
E grazie a te mai più ho percepito amarezza
Un amore così puro non è facile da trovare 
Nemmeno nelle lande più desolate lo si riesce a scovare 
Oh sentimento che supera oceani e cieli
Di ogni galassia ha sorpassato i veli
Tu che con me hai condiviso gioie e dolori
Tu che hai saputo far tacere tutti i miei rumori
Tu che eri vicino tra malattie e lutti
Tu che hai più forza tra tutti
Anche nelle difficoltà ci sappiamo rialzare
Mano nella mano a testa alta e possiamo continuare
Dirti ti amo sono solo parole nel vento
Non bastano per descrivere questo sentimento
Mi aggrappo a te senza farti male
Ti appoggi a me come in una danza ancestrale
Chiudo gli occhi perdendomi nel tuo abbraccio
Mi addormento serena e taccio.