Post sul Carnevale parte 2

1: IL CIBO!

Sicuramente sarete tutti abituati a mangiare i dolci tipici del periodo, qui le chiamiamo “bugie”, dette in gran parti d’Italia “chiacchiere”; ma anche “frappe”, “cenci”, “cioffe”, oppure “frappole”. Ogni regione d’Italia ha le sue varianti e le chiama in modo diverso. Ci sono le classiche solo pasta con un po’ di zucchero o con zucchero a velo, quelle con il cioccolato sopra, o quelle che preferisco le cicciotte ripiene, (non è comunque un dolce che amo particolarmente).

Ci sono poi una marea di dolcetti a forma di maschere, solitamente biscottosi, o secchi oppure farciti con creme, (ecco quelli li adoro!)

Oltre ai dolci si usa fare almeno un piatto salato importante che può essere una pasta al forno, oppure lasagne, risotti belli gustosi ad esempio con salsiccia; o anche un bell’arrosto cicciotto, un piattone di polpette magari con gusti assortiti, o carne di maiale cucinata in modi diversi.

Quest anno ci siamo lanciate sulla pasta al forno (Sabato sera), ma non ci siamo “abbuffate” da Giovedì grasso (ormai ho una certa età e ho difficoltà a digerire). La pasta era lo stesso importante: ragù con prosciutto, mozzarella e uova sode tutto poi gratinato al forno con besciamella, diciamo che proprio proprio leggero non era 😅.

Inoltre non ho rinunciato a comprare biscotti a forma di maschere e bugie come potete vedere nelle foto qui sotto.

Avevamo preso anche le classiche con zucchero a velo, ma dato che non ho nemmeno voluto assaggiarle (come detto non le amo molto), non le ho nemmeno fotografate 🤣. In compenso un po’ di quelle ripiene all’albicocca le ho gustate!

Volevo condividere con voi un ricordo…

Anni fa la mia mamma organizzò una festa di Carnevale a casa e preparò la “pasta coriandoli”.

Era una pasta al forno, credo ai formaggi, ma composta da paste dai colori diversi ricordando appunto i coriandoli! L’aveva preparata insieme alla mia dolce metà, avevamo invitato un po’ di amici del mio gruppo e avevamo festeggiato con cena tutti travestiti; io mi ero occupata delle decorazioni in casa.

Mi è tornato alla mente questo bellissimo ricordo che ha portato un pizzico di nostalgia, ma anche tanta tanta tenerezza.

2: I TRAVESTIMENTI

Il significato della maschera sia a livello culturale che psicologico l’ho condiviso con voi nel post parte 1 sul Carnevale (subito prima di questo sul blog).

Vorrei condividere alcuni dei costumi che ho indossato nelle varie feste a cui ho partecipato negli anni, specifico che non è una festa sentita quanto quella di Halloween/ Samhain e alcuni anni non ho fatto proprio nulla, inoltre sono allergicissima ai coriandoli; ebbene sì hanno dei coloranti particolari a cui sono allergica e finché stanno a terra e lontani da me ok, se me li lanciano addosso vado in crisi asmatica! E dire che in teoria è semplicemente carta… E le stelle filanti sono fatte dello stesso materiale suppongo e non mi danno problemi…

È una cosa che ho scoperto ad una festa di Carnevale all’asilo e so per certo non fosse un caso isolato perché ogni volta che ho riprovato (anche se con piccolissime dosi) ad espormi è sempre finita con io che smetto di respirare più o meno gravemente. Ovviamente non ci sono esami specifici che permettono di analizzare il motivo di questa allergia e come si scateni, ma veniamo alle maschere!

Anno 2014
Questo è uno dei miei costumi preferiti! Io e mia moglie da Bonny e Clide
Con tanto di dettagli
Anno 2012
Due damine dell’800
Prima di Suicide Squad, nel 2011, io e la mia dolce metà da Joker e Harley Queen
Una vecchia versione di Harley Queen

E voi? Avete qualche piatto speciale o travestimento particolare da voler condividere?

Fatemi sapere nei commenti!

Carnevale!

Oggi inizia il periodo di Carnevale!

Esattamente:

Giovedì grasso 11/02/2021

Domenica di Carnevale 14/02/2021 (si combinazione cade proprio a San Valentino)

Martedì grasso (ultimo giorno del periodo carnevalesco) 16/02/2021.

Ma come mai si festeggia questo periodo in maschera, con dolcetti e con abbondanti piatti a base di carne?

La conoscenza comune afferma che il Carnevale sia un periodo di festa e gozzoviglia che precede la Quaresima. La parola Carnevale deriverebbe, infatti, dal latino carnem levare che significa “togliere la carne” sicuramente riferimento al fatto che nel periodo di Quaresima c’era e alcune persone lo osservano ancora oggi, se non per tutto il periodo almeno il Venerdì, l’invito di astenersi dal mangiare carne oltre al fare vari fioretti: ad esempio astenersi dai dolci.
Si festeggiava, per cui, abbuffandosi di carne e altre pietanze appetitose prima della negazione di 40 giorni.

In Italia le varie regioni hanno poi adottato/ inventato ricette e piatti tipici del periodo: dolci fritti, primi elaborati, la carne non manca e le ricette sono solitamente grasse e irresistibili.

Non mi soffermerò sui vari piatti dolci e salati regionali, but stay tuned, penso che entro Martedì posterò qualcosa in merito a cosa mangeremo io e la mia dolce metà o cosa abbiamo mangiato/ cucinato nei vari Carnevale.

Comunque era proprio in questo periodo che si svolgeva la festa romana dei Lupercali, legata ai riti di fecondazione si festeggiava attraverso situazioni grottesche che in effetti ricordano gli scherzi del attuale Carnevale.
La festa dei Lupercali ha origine dalla celebrazione pagana più antica dei Saturnali. Durante i festeggiamenti in onore di Saturno ci si dava alla pazza gioia per favorire un raccolto abbondante e in quei 7 giorni si conducevano per la città carri festosi tirati da animali bizzarramente bardati, il popolo si riuniva in grandi tavolate a cui partecipavano persone di diverse condizioni sociali che si abbuffavano tra lazzi, danze ed oscenità. L’antica figura del re dei Saturnali ha continuato a vivere nella figura del re del Carnevale. Inizialmente era impersonato da un uomo che veniva sacrificato per il bene della collettività, poi sostituito con un fantoccio di paglia, proprio la sera del Martedì grasso veniva bruciato come una specie di vittima designata che morendo purificava la comunità, di modo che si potesse intraprendere un nuovo anno sotto diversi auspici.

Le origini del Carnevale, però, vanno ricercate ancora più indietro, in antichi riti legati al rapporto tra uomo e terra. L’abbandonarsi ad estreme licenze sessuali nella tradizione celtica erano legati a riti propiziatori che prevedevano l’unione dei corpi sulla nuda terra come omaggio alla Madre Terra.

Carnevale rappresenta, quindi, l’unione di varie tradizioni pagane diverse (tra cui gli antichi riti propiziatori del solstizio di Primavera – festa celtica Ostara e la festa di Maggio – Beltane), con la sfrenatezza, l’allegria e il falò del fantoccio dei Lupercali.

Il mese di Febbraio è infatti, un tipico periodo di passaggio, dall’anno vecchio al nuovo, un mese di passaggio dall’Inverno alla Primavera; come già visto nel celebrare la festività celtica di Imbolc dove ci si immerge nella purificazione e si auspica in un anno fecondo e fertile.
Febrarius, infatti, da februare significa proprio purificare.

Ultimo, ma non meno importante l’uso della maschera era legato a varie credenze: si pensava che una risata, anche se non reale e disegnata per cui su una maschera, allontanasse gli spiriti maligni; inoltre con il volto coperto l’uomo, non più legato alla propria umanità, poteva lasciarsi andare ad atti e comportamenti solitamente inusuali o mal tollerati; infine veniva usata per incarnare particolari energie che venivano associate alle divinità o alle forze della natura. Oggi riguarda per lo più colori, carri bizzarri, giochi e divertimento per i più piccoli.

Non tralasciamo la forte valenza psicologica e simbolica. Indossando la maschera possiamo concederci una pausa dalla nostra personalità e comportarci come non ci concediamo nella vita quotidiana.

E voi festeggiate il Carnevale? E se sì, come?