Magnum celebra Dante

Magnum ha celebrato Dante con un omaggio alla Divina Commedia, per i 700 anni della morte del Sommo Poeta.

E come celebrare se non con l’uscita di nuovi gelati, ovviamente in limited edition?

Bene, dopo averli assaggiati tutti e tre posso condividere con voi la mia recensione!

“Arrivano tre limited edition dedicate alle tre cantiche Dantesche, per vivere un’esperienza coinvolgente e sorprendente.
Un viaggio che inizia dal gusto intrigante dell’Inferno, per poi assaporare la dimensione multi-sensoriale del Purgatorio e raggiungere il suo apice con il piacere puro e delicato del Paradiso”

Questa è la presentazione fatta dalla Magnum per annunciare l’uscita di questi gelati. Era dai tempi dei 7 peccati capitali che non avevo un hipe simile!
La presentazione è interessante e invoglia a provarli, gli spot pubblicitari poi… Che ve lo dico a fare? La Magnum ci sa fare e incanta giocando con colori, musica e il suono noto del morso al loro gelato, tutto più che convincente!

Il marchio è di casa sono anni che ogni Estate almeno uno, che sia un classicone, uno nuovo, o edizione limitata, in formato normale o mini, viene comprato e consumato anche con piacere…

Ma ora veniamo alla mia opinione pretendo dal Magnum Inferno, prima vi allego lo spot assolutamente accattivante.

Inoltre la presentazione da loro scritta per questo gelato cita:

“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.”

Il nuovo viaggio nel piacere Magnum inizia con l’irresistibile tentazione dell’Inferno. L’intensità del cioccolato extra dark, la dolcezza del lampone e un’inaspettata nota salata. Un intrigante equilibrio creato per esaltare un’esperienza di gusto unica e attraente. Cedi alla tentazione, l’Inferno di Magnum ti aspetta.

Così mi precipito a cercarlo per assaggiarlo!

Lo definirò citando i vincitori dell’Eurovision, un gelato “Fuori di testa, ma diverso…” ; diverso dagli altri! Addento il cioccolato fondente convinta, lo mangio senza problemi, non faccio parte della categoria solo latte odio il fondente; onestamente lo amo in ogni sua variante il cioccolato potrei farmelo anche iniettare direttamente in vena.

Il primo morso mi riporta al gusto classico del fondente di qualità, ma poi accade qualcosa di strano… Il palato cerca il dolce, non so se a voi capita mangiando qualcosa di molto amaro che in automatico le papille gustative creano una sorta di patina dolce, sembra quasi a difendersi da questa amarezza pura, che per me è poi la magia del cioccolato fondente. Mentre il mio palato cerca le note dolci nascoste nel cioccolato che mastico e assaporo lentamente arriva una nota salata; quasi un pugno in faccia. Sei lì con il tuo gelato in mano a chiederti: “Sto mangiando un dolce o uno snack…?” Proseguo nella degustazione incontrando la crema al carbone vegetale, oltre ad essere bella esteticamente è liscia e va giù come burro senza lasciare particolari sapori se non un piacevole stacco dallo shock dell’amaro salato ed è qui che l’acidità del lampone ti riserva un altro gancio dritto in faccia. Confusa tra il non mi piace affatto e il forse si, sento tornare nuovamente la nota salata.

Non è piaciuto praticamente a nessuna delle persone con le quali mi sono confrontata, ma nessuno credo sia andato a fondo limitandosi ad un primo assaggio. Sarò sincera, l’ho ricomprato perché non mi piaceva la foto scattata in previsione della scrittura di questa recensione, così per amor di blog ho deciso di comprarne un altro e non sono tra quelle persone che fanno la foto e poi non mangiano, anzi! Così già preparata procedo al secondo assaggio rendendomi conto che questo assurdo connubio di gusti crea una sorta di dipendenza! La Magnum lo ha definito “Sapore intrigante” beh sono totalmente d’accordo, sei confuso, non è il classico gusto del gelato, ti chiedi se vuoi prenderne un altro magari un Magnum Bianco per essere certo di esserti concesso il dolcino della giornata, ma allo stesso tempo questo sapore “Fuori di testa” ti invoglia a continuare e continuare. Non so se consapevolmente dopo aver attentamente studiato, o se per pura fortuna, ma la Magnum mi ha davvero portata all’Inferno! In un posto oscuro, ma intrigante come ogni cosa “cattiva”. Assaggio dopo assaggio ti rendi conto che non riesci a fermarti, che stai camminando volontariamente verso le fiamme; confuso, smarrito e affascinato: “Fuori di testa!”

Il secondo gelato è Magnum Purgatorio, le opinioni da me raccolte sono decisamente contrastanti. Alcuni lo hanno definito troppo dolce, ad altri invece, è piaciuto tantissimo. A me personalmente, allerta spoiler, … È quello che è piaciuto più di tutti!

Ma prima! Lo spot pubblicitario!

Per questo gelato la presentazione cita:

“E canterò di quel secondo regno dove l’umano spirito si purga.”

Il viaggio nel piacere Magnum continua con il Purgatorio. Croccante come il biscotto, inaspettato come il gusto alle noci Pecan e irresistibile come il cioccolato bianco al caramello. Magnum Purgatorio racchiude un’esperienza di gusto difficile da prevedere, ma impossibile da dimenticare. Risveglia tutti i tuoi sensi, assaggia Magnum Purgatorio.

Che dire…? La descrizione calza più che a pennello! Premesso che sono un’amante e che faccio parte del team caramello, come ho detto l’ho amato moltissimo.

Per amor di recensione mi sono imbottita di antistaminico, sono allergica alle noci e questa leccornia ha le noci Pecan, non fate come me! La mia non è un’allergia grave se non esagero e mi arreca per lo più disturbi alla pelle, ma comunque non imitatemi!

Il primo morso è qualcosa di così irresistibile che se il Purgatorio è questo voglio farmi punire per l’eternità. Gelato al biscotto arricchito da una variegatura al gusto noce Pecan, sembra quasi di mangiare una fetta di torta fatta per i pranzi della Domenica dalla nonna, ti riporta a casa in quei giorni in cui eri bambino e le tue preoccupazioni erano collezionare tutte le figurine dei Pokèmon.

Poi arriva la guarnitura al caramello salato, gente io… Io il caramello salato lo metterei anche sulla pasta non faccio testo! Sto assaporando questo ripieno mentre vengo direttamente catapultata in tutte e sette le cornici del Purgatorio Dantesco espiando nello stesso tempo lussuria e gola dall’effetto erotico che il mio palato sta provando e a catena accidia (voglio restare sul divano tutto il giorno a gustar questa prelibatezza), superbia (solo io sono in grado di cogliere quanto di così effimero la Magnum ha creato), avarizia (ne voglio solo per me e non voglio condividerlo), accompagnato per cui da invidia (non voglio che lo abbiano altri) e ira (il gelato è finito e il mio orgasmo multisensoriale con lui).

Il tutto, ricoperto da un setoso strato di cioccolato bianco e sfiziosi pezzetti di biscotto che ti chiedi se sei ancora vivo perché un risveglio di sensi così surreale non può essere qualcosa di terrestre.

Magnum 30 e lode per questa leccornia! Sono disposta ad imbottirmi di antistaminici pur di poter gustare questo gelato e non lo faccio nemmeno per la Nutella (che comunque ha decisamente troppa nocciola).

Mi prenoto, inoltre, per votare il suo ritorno come fu per il Magnum peccati Gola! Non potete lasciarci senza!!!

Ps: ai non amanti del caramello (esseri che non capisco) non è piaciuto molto… E dico solo… Bah!!!

Concludiamo questo viaggio con il Magnum Paradiso!

“L’amor che move il sole e l’altre stelle.”

Il viaggio nel piacere Magnum raggiunge il suo apice con l’inebriante atmosfera del Paradiso. Una doppia copertura per offrirti un duplice meritato piacere. L’eleganza del cioccolato Bianco, la ricercatezza del cioccolato Ruby e la raffinatezza del pistacchio. Abbandonati al piacere più puro, goditi Magnum Paradiso.

Ecco come la Magnum descrive in gusto il Paradiso!

Io mi trovo in serissima difficoltà perché, non uccidetemi vi prego, ma detesto il pistacchio!

Ho mangiato questo gelato cercando di non essere di parte e cercando di apprezzarne il gusto… So che il sapore della crema di pistacchio o il gelato al pistacchio è amato da praticamente tutta la popolazione mondiale, tranne me, ed evidentemente è così che la Magnum vuole rappresentare il Paradiso con un gusto universalmente, che io detesto…

Ma andiamo con ordine! Doppia copertura cioccolato Bianco e cioccolato Ruby, il primo qualcosa di dolcissimo e assolutamente piacevole, dal colore candido che porta la mente inevitabilmente in Paradiso dove ti immagini a brindare con gli angeli con calici di cioccolata. Il secondo dalle note vagamente pizzicanti, il cioccolato Ruby trasmette la sensazione di essere lanciato nel Lete per purificarti dai tuoi peccati, altrimenti l’ingresso è vietato. Praticamente sei davanti alle porte del Paradiso ti inebri della loro bellezza gustando il connubio di cioccolato Bianco e poi splash!

Me lo immagino come un qualcosa di “doloroso” e “urticante”, del resto è il momento in cui ci si lava dai propri peccati in teoria dovrebbe far male.

Parentesi il Magnum Ruby l’ho adorato, non so bene perché la doppia copertura in abbinamento con il Bianco mi ha riportato a note pungenti.

Infine dovrebbe arrivare quel sapore paradisiaco, finalmente dopo tanto vagare passando dai gironi infernali, alle cornici del Purgatorio, dopo essere passati per il Lete finalmente vediamo la luce più immensa e più bella che ci sia: il Paradiso! Il pistacchio… delusione totale riportatemi sulla Terra!

Eh niente per me la sensazione è stata quella di interrompere sul più bello un rapporto sessuale, non sono proprio riuscita ad apprezzare il sapore della crema al pistacchio, ho ancora i brividi al ricordo. Voglio essere coerente dicendo a tutti, considerando che questo gelato è ancora in vendita, che non ha nulla di sbagliato, anzi sicuramente in molti sapranno apprezzarlo più di me senza desiderare di tornare in Purgatorio.

E voi…? Li avete provati? Quali sono le vostre opinioni?

Nel complesso secondo me la Magnum porta nuovamente a casa una bella vittoria.

Litha

Il sabba Litha cade durante il Solstizio d’Estate, solitamente il 21 Giugno, anche se il giorno può variare. Le celebrazioni iniziamo alla vigilia e proseguono fino al 24 Giugno, il cosiddetto Litha period..

Il Solstizio d’Estate è il giorno più lungo dell’anno, quando le ore di luce sono al loro massimo e il Sole raggiunge l’apice della sua potenza, identificato anche, da molti anni, come il giorno dell’arrivo dell’Estate. I vecchi Calendari riportano il suo passaggio da tramonto a tramonto, per questo solitamente i festeggiamenti iniziano alla vigilia del Solstizio.

Questo Sabba è la celebrazione della bontà, della bellezza e del calore dell’Estate. I campi sono ricchi d’intensità, sono stati seminati e le piante sono ormai in costante crescita e fiorite; celebrare questa bellezza e abbondanza è importante in quanto di buon auspicio nella speranza che il clima sarà clemente: non troppo caldo, o troppo freddo, con la giusta pioggia e il giusto sole per poter poi raccogliere i frutti a Lughnasadh (la festività dopo) che ci sfameranno durante i mesi freddi.

A Beltane abbiamo iniziato il nostro nuovo percorso celebrando attraverso ogni cosa volta a portarci benessere e piacere. Protagonista ovviamente l’amore lussurioso e come la Terra rigogliosa e prospera pronta a sbocciare, ci siamo crogiolati in piaceri lussureggianti e dedicati al corteggiamento; ricordiamo ancora che il Dio e la Dea si sono uniti a Beltane.

Adesso si celebra tutto ciò che di bello si è raggiunto, si è costruito, infatti il Dio e la Dea incinta dalla loro unione si sposano celebrando il matrimonio sacro e consacrando con una grande festa la loro unione.
Tutto questo ha un valore molto importante: che sia il progetto iniziato, un nuovo amore conosciuto durante il periodo di Beltane, un amore già “anziano” o la Terra prospera, è arrivato il momento di celebrare e festeggiare.

Questo giorno è anche conosciuto come mezza Estate, in quanto, per la comunità pagana, l’Estate iniziava ufficialmente a Beltane e terminava a Lughnasadh e questo è appunto il giorno intermedio tra le due feste.

Litha è una festività che ha sempre avuto un’importanza così grande che anche dopo l’affermarsi del cattolicesimo continuava ad avere una risonanza tra le comunità contadine al punto di essere cristisnizzata con la celebrazione di San Giovanni Battista, (che tra l’altro a Torino è festa patronale e ancora oggi viene festeggiata con il falò di Litha nel centro della città).

Ecco alcune foto del falò scattate negli anni.

Questa foto è del 2010, io e mia moglie eravamo giovani e senza pensieri 🤣

In generale anche se con presupposti e auspici diversi la fiamma di Litha nemmeno nel 2021 è stata spenta e viene celebrata con falò un po’ in tutta Italia e nel mondo.
Questo fuoco permette di alimentare la potenza dell’Estate e da questo potere si prega nel calore estivo affinché porti frutta, verdura, cereali; insomma un grande raccolto. Questa potenza garantisce la continuità della vita di fronte l’oscurità in arrivo.

A livello personale dopo la purificazione di Imbolc, il rinnovamento ad Ostara, la concretizzazione dei progetti e la celebrazione del piacere a Beltane, adesso dobbiamo festeggiare con questo fuoco, farlo nostro, cogliere la fiamma che è in noi e portarla avanti. Lei è sempre viva, sia virile che fertile e piena di forza, ci guida nella nostra crescita personale, così come guida le colture che crescono sulla Terra.

Oltre all’elemento Fuoco con la celebrazione attraverso il falò anche l’elemento Acqua è importante per questa festività. All’alba del giorno del Solstizio le donne e gli uomini, da qualche parte nel mondo ancora oggi o comunque non molti anni fa, erano soliti fare il bagno nella rugiada del mattino, chiamata “guazza”, per propiziarsi della fertilità di cui sono intrise queste acque. La rugiada dell’erba di San Giovanni (ovvero l’Iperico) è portentosa! Aiuta come rimedio naturale per ringiovanire la pelle e ha un’azione purificante.

Inoltre a Litha viene maggiormente fuori che la figura del Dio può avere due vesti, infatti la sua personalità è così forte che in alcune tradizioni viene visto come due entità diverse e in altre Dio visto come Sole in un unico individuo.
La tradizione che io amo e alla quale mi sento molto vicina è quella di Re Quercia e Re Agrifoglio.


Non riesco a sentirmi molto vicina alle energie e alle divinità maschili, ma sono ovviamente, altrettanto importanti per l’equilibrio e per la rinascita della Natura e della Terra, ma riesco a sentirmi davvero molto vicina ai due Re: Agrifoglio e Quercia con i quali parlo quando ho bisogno di rivolgermi a divinità maschili.
La loro storia è quella di una epica battaglia, loro incrociano le spade “soccombendo” uno all’altro ciclicamente a Litha e a Yule.

Raccontiamo meglio questa tradizione:

Re Quercia è la rappresentazione del Sole alla sua massima potenza e della natura che nasce e fiorisce. Nato a Yule dalla Dea come il Nuovo Sole è raffigurato da un giovane e prestante Dio dei boschi, colui che poi ha conquistato il favore, l’amore e si è unito alla Dea durante Beltane, la loro unione ha reso fertile la terra affinchè possa generare nuovi frutti. Questa unione viene resa sacra a Litha appunto con le loro nozze.

Ma lentamente l’oscurità inizia la sua avanzata, infatti dopo questo giorno pian piano le ore di buio inizieranno ad aumentare, (un minuto al giorno), fino a quando il passaggio alle Tenebre sarà evidente; per questo Re Quercia perderà il duello contro Re Agrifoglio lasciando a lui il trono e ritirandosi per poi sacrificarsi e morire a Lughnasadh per donarci il raccolto che ci sfamerà durante i mesi freddi, aridi e dominati dalle Tenebre.

Re Agrifoglio rappresenta la forza oscura e passiva dell’Inverno, egli viene rappresentato da un vecchio saggio dalla lunga barba bianca e dal sorriso radioso legato al riposo e al sacrificio. La sua vittoria a Litha assicura il ritorno dell’oscurità, la morte apparente della Natura e il suo riposo.
Re Quercia cede spazio a Re Agrifoglio, proprio per permettere alla Dea (Madre Terra) di riposare e di prepararsi al lungo sonno Invernale. Il Re Agrifoglio sarà il suo amato, il compagno di una Dea ormai matura fino a quando si ritirerà nel mondo invisibile e si riunirà al suo amato Re Quercia per poi dargli nuovamente la vita partorendolo a Yule e così sarà lui a battere Re Agrifoglio.

Questa meravigliosa storia d’amore che descrive lo scandirsi del tempo in: nascita, crescita, ritiro e morte viene narrata anche come se il Dio visto come Sole fosse un’unica entità che nasce dalla Dea, cresce, si unisce a lei e si sacrifica. La Dea lo raggiunge nel mondo delle ombre mesi dopo quando arriva il momento del suo ritiro per poi partorire e ridargli la vita.

Oltre a questa vi sono altre tradizionali, altre storie come ad esempio il “triangolo” amoroso tra la Dea e i due volti del Dio Cernunnos e Maponos, storia ancora più antica.

Questa tradizione vede la divisione del ciclo annuale, quella attiva e quella passiva, rappresentate da due volti del Dio Cernunnos e Maponos, ai quali la Dea dona alternativamente le sue attenzioni. Il primo rappresenta il Dio dell’Inverno, più maturo e silenzioso, ma di grande saggezza; il secondo il Dio dell’Estate, più giovane e affascinante, brillante e forse più impulsivo, ma di grande passione.
In ogni ciclo Maponos conquista l’amore della Dea, con cui si unisce nella festa di Beltane e poi, a Samhain, muore, portando con sé il calore e la luce. Da quel momento in poi la Dea torna dal suo primo amante Cernunnos e al suo fianco, nell’apparente morte dell’anno, ella rinnova la Terra. Dal suo ventre però Maponos rinasce in Inverno e dà inizio ad un nuovo ciclo.
La Dea è la Regina, la sovrana che accorda il suo favore ad uno o all’altro Dio, permettendo così che si crei il movimento e l’equilibrio adatto perché la vita possa esistere.

La differenza che si può notare tra le prime due figure di archetipi divini, il Re Agrifoglio e il Re Quercia e le altre due, Cernunnos e Maponos, ovvero il Re dell’Inverno e il Re dell’Estate è il momento in cui questi re conquistano il favore della Dea e il regno sulla terra. I primi due infatti si combattono durante i solstizi e portano la loro influenza, negativa o positiva, in modo graduale, iniziando proprio nel momento in cui il loro opposto è al pieno della sua potenza, mentre gli altri due si presentano attivamente quando il mondo materiale e quello spirituale sono più vicini e i risvolti delle stagioni sulla terra sono già visibili, a Samhain e a Beltane.

Questa differenza è tuttavia un punto abbastanza trascurabile e secondario, mentre l’importanza principale va data alle forze opposte, quale che sia il nome che si voglia dar loro e il passaggio dall’una all’altra, interazioni peraltro appartenenti non solo alla terra e ai suoi cicli di fertilità ma anche a noi stessi. Noi, infatti, cercando l’armonia con le piccole e grandi forze del mondo esteriore scopriamo che il nostro mondo interiore non è poi così diverso e che ogni sua parte va apprezzata.

Ma adesso è il momento di festeggiare la Luce!!! Giorno di massima potenza del Sole!
Madre Terra, come detto, è al suo massimo splendore in questo momento, la Dea diventerà madre, il seme che è stato piantato in precedenza nel suo grembo è in crescita. Lei fiorisce, proprio come i fiori crescono sulla terra in abbondanza e si crogiola alla luce del suo amante, prima che si spenga.

Questo momento di potenza massima del sole è così carico di energia da far cadere il velo con il nostro mondo e quello del piccolo popolo, che aveva già iniziato ad assottigliarsi a Beltane.
Così può essere possibile entrare in contatto con fate, folletti, gnomi, pixie e con tutte le creature del piccolo popolo.

La notte di Litha, viene infatti definita “UNA NOTTE FUORI DAL TEMPO” un momento in cui ogni cosa si capovolge e durante il quale è molto facile avere esperienze sovrannaturali ed entrare in contatto con esseri fatati. Ed è per questo che i viandanti che si addentrano in quei luoghi in questa notte vengono messi in guardia di fare attenzione, poiché potrebbero imbattersi in creature e se i loro comportamenti non saranno cortesi possono rischiare di finire preda di particolari dispetti, o di perdersi nei loro mondi per molto molto tempo senza nemmeno accorgersene.
Una tradizione Piemontese afferma che se si inciampa sulla radice di San Giovanni la notte di Litha, si viene magicamente trasportati nel regno delle fate.

Si usa, quindi, lasciare in dono un piatto con del miele, o una fetta di torta con miele, oppure del latte, cosicché le fate e gli spiriti del bosco possano andare a nutrirsi.

Il potere che scaturisce da questa festa permette di dedicarsi a rituali che solitamente chiedono più dispendio di energie: quelli per trovare l’amore, quelli di protezione e quelli per prosperità e abbondanza economica.

Inoltre Litha è un momento in cui le forze divinatorie si acuiscono e dato che i sogni fatti in queste notti tendono a diventare realtà le ragazze senza fidanzato erano solite mettere sotto il cuscino, fiori per introdurre nei loro sogni l’amore e per farlo diventare realtà. Un’altra tradizione afferma che se una donna non sposata a Litha apparecchia la sua tavola con una tovaglia pulita, del pane, del formaggio, del vino e quindi apre la porta di casa e aspetta, l’uomo che sposerà, o il suo spirito, si paleserà andando a festeggiare con lei.

Tra le cose che preferisco, questo è anche il momento delle benedizioni e delle protezioni agli animali, così possiamo maggiormente includere i nostri compagni di casa nei rituali e nelle festività! Per cui possiamo scegliere o di far partecipare al nostro rituale di Litha anche il nostro cucciolo oppure dargli un regalo speciale, magari un piccolo pentacolo da appendere al collare per dargli protezione.

Infine, non meno importanti, cibo e decorazioni! Il menù per questa festa non è troppo complicato o elaborato dato che si prediligono cibi freddi con frutta e verdura semplici, noi ci sbizzarriremo con insalate colorate agrodolci e pasta fredda per tutti i giorni del Litha period 20/24 Giugno e brinderò con idromele almeno una delle sere! Ma restate sintonizzati sulle mie storie o i post su Instagram per gli aggiornamenti!

Per quanto riguarda gli altari le decorazioni devono rimandare all’Estate: i fiori principalmente usati per adornare sono i Girasoli e i fiori dell’Iperico o erba di San Giovanni, ma possono essere usati tutti i fiori che preferite dai colori gialli, arancioni, rossi e oro (che rimandano alle tonalità del sole, protagonista della festa), colori che possono essere usati, anche, per le candele. Infine potete aggiungere dettagli marini per restare allineati al tema estivo.

Ecco come abbiamo adornato per questa festa i nostri di altari ⬇️

Immancabile la candela con il nome del Sabba
La nostra porta ha sempre una scopa di saggina appoggiata per evitare che spiriti ed energie negative entrino e per ogni festa abbiamo deciso di mettere una ghirlanda dedicata alla festa in atto

Chiudo l’articolazione con questa poesia da me scritta dedicata a questa festa:

In mezzo alla radura si ode rumor di battaglia
Le spade si incrociano su questa terra calda
Una barba risplende riflettendo la luce del sole
In questo giorno senza buio e terrore
Protetto dalla sua verde e increspata armatura
Re Agrifoglio si prepara per questa avventura
Lo sconfitto su un letto di foglie giace
Si respirano accenni di Autunno fugace
Estate con intenso sguardo
Accarezza i fuochi a lei dedicati
Consapevole che ben presto saranno solo ricordi sfumati

Beltane

Il 1 Maggio è la festa di Beltane che celebra l’arrivo dell’Estate con il ritorno del sole e della luce a scaldare noi e la natura dopo i mesi di freddo. Le nostre energie si fanno più forti e ci si sente più operosi, possiamo iniziare a godere dei primi raccolti e ammirare la natura nella sua prosperità.

Considerate che il ciclo stagionale nei tempi antichi aveva una concezione un pochino diversa da quella attuale, visto che per noi Maggio è piena Primavera.

Il risveglio della natura con tutta la sua bellezza e fertilità è però innegabile sia se vogliamo chiamarla Estate o Primavera.

Durante Imbolc ci siamo purificati;
Durante Ostara abbiamo rotto le abitudini effettuando un rinnovamento;
Ora? Adesso è il momento di concretizzare e di attivarsi. Le basi sono state piantate, abbiamo pensato cosa volevamo lasciarci alle spalle e cosa volevamo cambiare sia a livello psicologico (un amore finito, un’amicizia tossica, una brutta abitudine), sia a livello concreto (cambiare lavoro, iniziare nuovi progetti, o semplicemente decidere di ritagliarsi e dedicarsi del tempo per qualcosa di personale che fa sentire bene; specialmente nei casi in cui il cambiare lavoro o altro non sia così facile), decisa la strada da voler intraprendere è il momento di percorrerla.

Noi abbiamo intrapreso un percorso creativo di creazione di candele e piccoli oggetti di purificazione, appunto nel periodo verso Beltane, tra la luna crescente e la super Luna di Aprile; momenti propizi per queste attività manuali e di inventiva.

Ecco le nostre primissime bimbe

Questa è essenza di vaniglia e fiori di gelsomino
Essenza di rosa con rose

Benedetta sia, per cui, ogni cosa volta al voler far sentire meglio! Come la natura con i suoi fiori colorati che capeggiano sulle verdi distese, gli alberi rigogliosi e gli animali che si svegliano dal letargo è tempo per noi di destarci e dedicarci al piacere.

Benessere e piacere inteso anche come piacere sessuale: la natura è rigogliosa nella sua fertilità, per gli animali è il momento degli accoppiamenti essendosi appena svegliati dal letargo cercano l’unione e per noi viene romanticamente definita “la stagione degli amori”.

Il Dio e la Dea si uniscono per rinnovare la vita e la fertilità della Terra il 1 Maggio, infatti l’unione sensuale e magica di questo periodo è considerata sacra.

In particolare c’erano alcune usanze per celebrare questa festività che si sono tramandate ancora ai giorni nostri:

1 eleggere la regina di Maggio e/o la coppia sacra.
Nella Scozia settecentesca, e nel Medioevo non era insolito assistere a questo rituale: i ragazzi vestiti di verde come elfi dei boschi si avventuravano nel bosco considerato sacro, suonando un corno di modo che le ragazze potessero trovarli.

La tradizione di nominare la regina di Maggio, invece, è rimasta anche per tutto l’Ottocento e in più si eleggeva la Coppia Sacra che apriva la processione della questua primaverile con il ramo del Maggio.
In Italia precisamente nel Monferrato in Piemonte la coppia era rappresentata simbolicamente dagli “sposini” ovvero due ragazzi di sesso opposto di 12 anni circa vestiti da sposi che aprivano tale processione.
In alcuni paesi in tutto il mondo queste tradizioni più o meno modificate e rielaborate vengono ancora celebrate!

2 oltre alla “caccia d’amore” l’altra usanza celebrativa era la danza intorno al Palo del Maggio: un rito della fertilità.
Si festeggiava danzando intorno al palo adornato di nastri, si faceva l’amore e ci si univa anche in orgie, ci si ubriacava e si danzava la vita!
Le ghirlande infilate sul palo, erano un’allusione alla vegetazione e alla fecondità della terra.
Questa usanza in certi frangenti rimodernata e modificata è rimasta nelle tradizioni rituali del mondo contadino si può dire fino ai nostri giorni (un esempio lampante è il cosiddetto albero della cuccagna).

Comunque fare sesso nella notte di Beltane aveva un valore simbolico profondo: era di buon auspicio per il raccolto futuro e aiutava i campi ad essere fertili.
I nati da queste unioni erano i “merry-begot” ovvero i benvoluti, perché figli degli Dei e nessuno del villaggio osava fare loro del male.

3 l’ultima usanza per celebrare questa festività erano i fuochi di Beltane. La parola “Beltane” si traduce approssimativamente come “fuoco luminoso” e, come tale, uno dei rituali più importanti, che sopravvive ancora ai giorni nostri anche se magari in date diverse da zona a zona, riguarda proprio l’accensione del falò.
Il fuoco era visto come un purificatore e un guaritore, attorno al quale ci si riuniva per poi saltare attraverso le fiamme. Le giovani coppie in particolare saltavano attraverso il fuoco per benedire i frutti delle loro unioni.
L’elemento fuoco, inoltre, indica anche la passione carnale quella che brucia tutto e dalle sue ceneri genera nuova vita.

Come avrete notato i rituali sono tutti legati alle unioni che portano nuova vita che sia un buon auspicio per il prossimo raccolto, un nascituro o la natura stessa, senza tralasciare i nostri progetti che si concretizzano nascendo e prendendo finalmente forma.

Una particolare curiosità è quella che il 1 Maggio non valeva la regola dell’ospitalità e se un vicino o un estraneo chiedeva qualcosa si rifiutava e lo si guardava con sospetto, questo perché avrebbe potuto essere una fata o un membro del piccolo popolo.

Le fate iniziano a svegliarsi dal letargo in questo periodo e ancora assonnate vengono attratte nel nostro mondo e senza cattive intenzioni sono portate a fare dispetti e sottrarre o spostare oggetti.

Il velo con il mondo del piccolo popolo si sta assottigliando per poi calare completamente alla prossima festività, Litha, che si celebra a fine Giugno. Il velo che separa i due mondi però è sottile e i membri del piccolo popolo ancora reduci dal letargo senza volerlo superano il velo per poi venire attratti da oggetti che non sono presenti nel loro mondo (ad esempio una semplice penna o un accendino).

Per questo i pozzi erano sorvegliati dai contadini per tutta la notte della Vigilia di Beltane. La prima acqua presa dal pozzo dal legittimo proprietario nel giorno di Maggio portava fortuna, protezione e guarigione. Se era rubata invece portava via la buona sorte.

E noi? Come festeggeremo Beltane?

Veniamo prima ai nostri amatissimi altari!
I colori “principi” della festa di Maggio sono il verde che rappresenta la natura verdeggiante, il bianco ad indicare la purezza, il rosa colore per eccellenza che rappresenta il fiorire e il rosso colore della passione e del fuoco.

Abbiamo deciso di decorare i nostri altari con candele verdi e rosa. Fiori finti che simboleggiano la natura rigogliosa, pout pourri dai profumi floreali e pietrine. Ovviamente vicino alle Dee ci sono le nostre offerte e abbiamo creato un palo di Maggio perché a Beltane mon può mancare.

Andando più nello specifico io ho aggiunto la candela Beltane appositamente acquistata per la festa e per onorare il piccolo popolo ho aggiunto una fatina che d’ora in poi sarà sul mio altare! La fatina Libra che era della mia mamma.


La mia dolce metà ha vicino alla Dea Gaia una candela nera e una bianca a simboleggiare l’equilibrio e la candela con i 7 chakra.


Sull’altare delle nostra Cucina Incantata, allestito da poco, è presente una candela nera che accendiamo per eliminare le energie negative basse che si generano con lo scambio con l’esterno; una candela rossa, palo santo, fiori, pout pourri, il palo di Maggio da noi creato per la festività e la Grande Madre con le offerte che le lasciamo.

Ho allestito un piccolo altare anche nella stanza da letto, ornato nuovamente con una fata e un pixie, lavanda, pietre “accompagnatrici” per il sonno e ovviamente le decorazioni floreali.

In questa festività si usa evitare la carne di mucca; si dice che: “Mucca e Ape sono sacre alla Dea a Beltane perché hanno portato formaggio, latte e miele durante i mesi aridi”. Nei mesi freddi i prodotti dei raccolti scarseggiavano e si è goduto dei derivati animali, latte formaggio, miele e persino uova, adesso si può godere del raccolto e l’ideale sarebbe ubriacarsi in un tripudio di verdure di stagione.

Noi festeggeremo gustando:

A pranzo: pasta maggiolina ovvero penne con porri, pomodori e zucchine + l’ormai rituale palo di Maggio (una ricetta presa dal bellissimo libro di cucina magica regalatomi da mia cognata, lo consiglio assolutamente è una raccolta di ricette adatte per ogni Sabba)

A cena: insalata ai profumi basilico e salvia (dentro lattuga, rucola e uovo sodo) e sicuramente il palo di Maggio avanzato.

L’altare della nostra Cucina Incantata con i rituali pali di Maggio uno commestibile e uno no

Come rituale non potendo partecipare ad un falò e saltarci attraverso celebreremo il rito del salto nel fuoco con una candela rossa posizionata in mezzo a noi, passeremo con la mano attraverso la fiamma tre volte.

Infine benedette tutte le unioni con i vostri partner fissi e non in questo giorno, anche se non porteranno al concepimento di un figlio, l’atto in se sprigiona magia che rilasciata nell’universo aiuta il rifiorire della natura.

Buon Beltane, buona festa del concepimento e del risveglio.

Buona rinascita a tutti!

Buongiorno e auguri a tutti!


Auguri a chi festeggia la Pasqua Cristiana, a chi è semplicemente felice di essere in vacanza o di aver la deroga per andare a visitare amici e parenti anche in zona rossa!


Per chi mi segue saprà già che da me non si festeggia la Pasqua in quanto tale, oggi festeggiamo la “Luna del Coniglio” o “Luna della rinascita” che cade la prima Domenica dopo la luna piena, dopo l’equinozio di Primavera.

Il festeggiamento è molto simile a quello che abbiamo celebrato il 20 Marzo: l’Equinozio di Primavera e la festa celtica di Ostara.

Festeggiamo in compagnia e con i nostri cari la rinascita della natura. L’equinozio sancisce l’inizio del nuovo ciclo ed è un giorno di equilibrio tra luce e tenebra; momento per il rinnovamento. Ora dopo il rinnovamento rinasciamo nella nostra nuova forma. La natura si fa vedere rigogliosa, le giornate si allungano e il sole splende su di noi.

Momento ideale per ritrovarsi attorno ad un tavolo e mangiare con amici e parenti, stare all’aperto a contatto con la natura e godersi le cose semplici della vita: buon cibo e buona compagnia con la natura sullo sfondo; gustando carne e uova di cioccolata (il simbolo dell’uovo e il consumo della carne li ho già citati nell’articolo precedente dedicata all’equinozio e alla festa celtica di Ostara – per chi se lo fosse perso) e perché no anche la colomba pasquale!


Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti; qualsiasi sia il credo che sia una rinascita piena di magia e semplicità.

La decorazione sulla porta di casa e le uova che attendono di essere aperte (più in alto possibile dove non arrivo, così mia moglie è certa che non mi annego nel cioccolato)

Io sono lieta anche perché:


A non si lavora Lunedì

B perchè grazie alla deroga possiamo, appunto, fare dei micro ricongiungimenti

C perchè è un momento dedicato al gozzovigliare, cosa che come saprete adoro!

D anche se da un po’ di anni le mie stagioni preferite sono l’Autunno e l’Inverno, io sono come la Primavera, la mia stagione, ci sono nata e come lei rinasco con i primi fiori

Nella foto la Dea a cui Hele è più legata Gea o Gaia: la Dea madre terra e la Triplice Dea a cui sono particolarmente legata io. Dea composta da tre persone, eppure la stessa: la madre, la giovane fanciulla e l’anziana saggia, (la dottrina trinitaria non vi è sicuramente nuova). Al loro fianco la candela dei 7 chakra (vicino a Gaia) e la candela della festività Ostara (vicino alla Triplice). Ovviamente protagoniste della foto anche le uova di cioccolata e oltre ai vari colori e simboli dedicati allo sbocciare della Primavera, una candela bianca e una nera ad indicare l’equilibrio.


Quest anno la mia fantastica mogliettina ha deciso di provare a fare la colomba salata. Una specie di plum-cake / torta salata. L’impasto è fatto con zucchine e formaggio e poi farcita con prosciutto ed olive, ovviamente fatta cuocere nel classico stampo della colomba.

Qui prima della cottura
Appena sfornata

Comunque sono arrivata alle feste, alle tanto, tantissimo agognate feste completamente devastata. Stanca, stanchissima e con la salute per nulla dalla mia parte! Non sono nemmeno riuscita a lavorare Venerdì a causa di fortissimi giramenti di testa che non mi permettevano nemmeno di stare seduta. Subdola la mia malattia, specialmente nei cambi stagione e per dei motivi a me sconosciuti specialmente vicino alle feste. Ho queste scosse che mi percorrono la schiena e le braccia; Giovedì a circa un’ora dalla fine del turno lavorativo ho dovuto staccarmi e andare a stendermi… Poi ho la mia fantastica allergia primaverile che mi gonfia gli occhi e non mi fa vedere un cappero! La scena Giovedì è stata tipo: io appiccicata al PC per riuscire a vedere, nel mentre le scosse mi percorrevano come un serpente a sonagli per tutta la schiena il collo e le braccia, il tutto accompagnato da vertigini e nausea. Alla fine alle 12 mi sono staccata per evitare di lanciare mouse, occhiali e lucidità dal balcone.


Dopo aver passato Venerdì e Sabato praticamente a letto, oggi attiviamo il ricongiungimento familiare! Vedo mia cognata e mia suocera, soprattutto posso finalmente provare la colomba salata di Hele, papparmi la carne alla griglia di mia suocera e godermi le tanto bramate uova di cioccolata! Che non abbiamo aperto all’Equinozio (anche se volendo potevamo essendo la nostra Pasqua parte 1), perché avevamo già aperto una colomba e se ho troppi dolci aperti a casa finisce che li mangio senza ritegno, (specialmente la cioccolata), grazie al ricongiungimento almeno posso dividerla e non sentirmi merda perché la mangio solo io.

Mia moglie non mi viene dietro ne mangia un pezzetto, guarda la sorpresa e fine… È più amante del salato.

Vi sto scrivendo prima del pranzo e non posso scrivervi i commenti culinari sull’esperimento colomba salata, ma sono certa sarà buonissima; l’ha fatta Hele!

Vi auguro ancora una buona festa e rinascita, un buon pranzo e non fate come me, non esagerate con la cioccolata!

Auguri da noi! (Foto scattata prima di sederci a tavola)

Kiss


Ps: per eventuali aggiornamenti sul pranzo seguite le mie storie su Instagram

Equinozio di Primavera – festa celtica di Ostara

Tra il 19 e il 22 Marzo si festeggia l’Equinozio di Primavera e la festa celtica di Ostara.
Ostara è uno dei sabba minori tra gli 8 presenti sulla ruota dell’anno, anche se personalmente non amo ci sia la distinzione tra minori e maggiori. Sembra abbiano meno importanza i 4 minori definendoli così, quando semplicemente sono stati “inseriti” dalle comunità neopagane in seguito, mentre i maggiori erano presenti nelle più antiche tradizioni celtiche essendo la prima forma di calendarizzazione fatta a seguito dell’osservazione della Natura.


Anche le popolazioni più antiche avevano sentito il bisogno di suddividere e scandire il tempo e adottarono come metro di misura proprio il processo vitale. Ogni essere vivente dall’uomo alla natura segue un processo vitale di 4 fasi: nascita, crescita, ritiro e morte.

Specificherò meglio questa parte in un post dedicato alla ruota dell’anno e ai sabba maggiori.

Per quanto riguarda i sabba minori come Ostara calzano con i solstizi e gli equinozi.
Coincidendo negli stessi giorni la festa celtica di Ostara e l’equinozio di Primavera hanno molte tradizioni in comune e con il tempo sono state usate come sinonimi .
Ma veniamo a questa festività! Cosa si celebra? Ovviamente l’arrivo della Primavera! Le tre parole chiave che riassumono questo momento sono: rinnovamento- fertilità ed equilibrio.

-Il rinnovamento è in noi ed è tempo di sbocciare, di fiorire e appunto di rinnovarsi. A differenza della festività Imbolc dove la parola d’ordine era “purificazione” di se e degli ambienti, adesso bisogna “rinnovarsi”. Momento ideale per le pulizie di Primavera, per iniziare un nuovo progetto, per dedicarsi a qualcosa di creativo e per la cura di se: un bagno rigenerante con oli e sali e coccolarsi un po’.

Venerdì sera per celebrare il rinnovamento e per coccolarmi mi sono fatta un bagno di equinozio, usando un sale da bagno alla lavanda e accendendo un incenso alla savia bianca.

La mia bellissima vasca in fase di preparazione (il sale alla rosa ho poi deciso di non usarlo, bastava quello alla lavanda)
Come noterete l’acqua diventa di un piacevole color lilla


-La fertilità: come detto oltre al rinnovamento questa festa celebra lo sbocciare della natura, il fiorire e la fertilità; tra i suoi simboli troviamo, infatti, le lepri o i conigli (noti per il loro riprodursi appunto in Primavera in modo diciamo molto appassionato) e le uova che sono il simbolo della nascita per eccellenza in quanto sono “l’oggetto” che nasce due volte; appunto nasce prima l’uovo che può essere un vero e proprio uovo o grembo (l’involucro) e poi fecondato con un essere che deve nascere.

Ieri come da tradizione, per lodare la fertilità abbiamo mangiato coniglio con patate.

Apro la parentesi appetitosa! Quest anno il giorno esatto in cui cade l’equinozio è proprio Sabato 20 Marzo e per pranzo la mia dolce metà ha cucinato uno speciale menù celebrativo!

Uova ripiene per il simbolismo, focaccine fatte in casa da mia moglie, che celebra il fiorire e il rinnovamento attraverso la sua creatività manuale facendo l’impasto; poi, come detto, il coniglio con patate.

Vi starete chiedendo perché apro la parentesi culinaria mentre vi racconto cosa si intende per fertilità… I popoli Celti usavano mangiare la carne di coniglio o di lepre durante questa festività perché si pensava che consumare la carne dell’animale più prospero potesse aiutare la ricchezza, la fecondità sia dei propri raccolti che personale. Negli altri periodi dell’anno considerati animali totem solitamente non venivano mangiati. Senza aprire inutili polemiche… Ma cosa vi ricorda mangiare il corpo del sacro in un determinato momento ben scandito? …

Giusto per concludere l’esplorazione del nostro menù e dato che stiamo celebrando un po’ la nostra versione del periodo di Pasqua per concludere abbiamo mangiato la colomba (che tanto adoro, come il panettone); non abbiamo aperto l’uovo di Pasqua solo perché altrimenti mangio troppi dolci, lascerò le uova di cioccolato per “Pasqua” e “Pasquetta” che sono in realtà i giorni della rinascita per noi (dedicherò un post apposito nei prossimi giorni)


-Ultimo: l’equilibrio. La natura in questo momento, in questo preciso giorno è in perfetto equilibrio, luce e tenebra coincido e passato questo giorno le ore luminose supereranno quelle di buio permettendo a tutti gli esseri viventi e alla natura di sbocciare e svegliarsi dal letargo; inoltre quest anno in particolare la valenza della dualismo si raddoppia: persino la luna in questo giorno è proprio a metà!

Io e la mia dolce metà abbiamo decorato i nostri altari con fiori, candele dai colori primaverili (rosa, gialle, verdi e blu), uova colorate e vicino alla statua della Dea Gaia abbiamo posizionato alla stessa altezza una candela bianca e una nera a simboleggiare l’equinozio tra luce e tenebra.

Invece, vicino alla Triplice Dea abbiamo lasciato una mela in dono che seppelliremo quando sarà possibile andare per boschi, per cui a Pasqua grazie alla deroga visite parenti (se non cambia).

Notare la candela con scritto proprio Ostara e con il coniglio e la lepre disegnate

Vero la mela non è tra i simboli della Primavera, anzi è più invernale, ma per meri motivi logistici perché non ci fidiamo molto a lasciare un bicchiere di latte nella stanza degli altari, che è anche il mio studio smart-working e temiamo che lasciare del miele in uno scodellino possa attirare insetti.


Apro la parentesi sulla Pasqua! Cosa significa Pasqua? Significa passaggio! La Pasqua ebraica celebra il passaggio dell’angelo della morte che portava via tutti i primogeniti d’Egitto e anche l’ultima e terribile piaga prima della loro migrazione, appunto ulteriore passaggio, nel deserto per 40 anni. La Pasqua cristiana celebra la morte e la resurrezione di Gesù, altro passaggio dalla morte alla vita. Esattamente quello che si vuole celebrare con Ostara e con l’equinozio un passaggio tra l’aridità dell’Inverno allo sbocciare della Primavera in attesa dell’abbondanza dei raccolti. È un passaggio che si compie in noi dopo l’attesa e la purificazione di se, ora si fa questo passaggio e ci si apre al nuovo e al rinnovamento.
Il messaggio più radicato e profondo che sia di una religione o di un’altra ancora vuole trasmettere rinnovamento, resurrezione ad una nuova vita e quindi speranza e apertura verso il futuro, sostanzialmente sbocciare come fiori e vivere nel pieno di noi.

Condivido con voi la mia poesia Ostara contenuta nel mio libro di poesie Magik.

OSTARA

Le campane della Primavera si odono in lontananza
Rinasce la vita
I boccioli si trasformano in fior
Rigenerazione della natura
Secchi prati di foglie cadute si tingon di verde
La Dea di bianco vestita porta sul capo una corona di rose
Nelle sue rosse labbra stringe una parola
Ostara Notte come giorno
Ostara Giorno come notte


Ps: nonostante questa sia la nostra personale celebrazione della Pasqua, festeggiamo anche una sorta di festa di Pasqua (a cui dedicherò appunto il prossimo post), con parenti e amici (tempi di pandemia permettendo), proprio la Domenica in cui si festeggia Pasqua con la “festa” “Luna della rinascita”.

E voi? Sentite questa energia di rinnovamento nell’aria?

Post sul Carnevale parte 2

1: IL CIBO!

Sicuramente sarete tutti abituati a mangiare i dolci tipici del periodo, qui le chiamiamo “bugie”, dette in gran parti d’Italia “chiacchiere”; ma anche “frappe”, “cenci”, “cioffe”, oppure “frappole”. Ogni regione d’Italia ha le sue varianti e le chiama in modo diverso. Ci sono le classiche solo pasta con un po’ di zucchero o con zucchero a velo, quelle con il cioccolato sopra, o quelle che preferisco le cicciotte ripiene, (non è comunque un dolce che amo particolarmente).

Ci sono poi una marea di dolcetti a forma di maschere, solitamente biscottosi, o secchi oppure farciti con creme, (ecco quelli li adoro!)

Oltre ai dolci si usa fare almeno un piatto salato importante che può essere una pasta al forno, oppure lasagne, risotti belli gustosi ad esempio con salsiccia; o anche un bell’arrosto cicciotto, un piattone di polpette magari con gusti assortiti, o carne di maiale cucinata in modi diversi.

Quest anno ci siamo lanciate sulla pasta al forno (Sabato sera), ma non ci siamo “abbuffate” da Giovedì grasso (ormai ho una certa età e ho difficoltà a digerire). La pasta era lo stesso importante: ragù con prosciutto, mozzarella e uova sode tutto poi gratinato al forno con besciamella, diciamo che proprio proprio leggero non era 😅.

Inoltre non ho rinunciato a comprare biscotti a forma di maschere e bugie come potete vedere nelle foto qui sotto.

Avevamo preso anche le classiche con zucchero a velo, ma dato che non ho nemmeno voluto assaggiarle (come detto non le amo molto), non le ho nemmeno fotografate 🤣. In compenso un po’ di quelle ripiene all’albicocca le ho gustate!

Volevo condividere con voi un ricordo…

Anni fa la mia mamma organizzò una festa di Carnevale a casa e preparò la “pasta coriandoli”.

Era una pasta al forno, credo ai formaggi, ma composta da paste dai colori diversi ricordando appunto i coriandoli! L’aveva preparata insieme alla mia dolce metà, avevamo invitato un po’ di amici del mio gruppo e avevamo festeggiato con cena tutti travestiti; io mi ero occupata delle decorazioni in casa.

Mi è tornato alla mente questo bellissimo ricordo che ha portato un pizzico di nostalgia, ma anche tanta tanta tenerezza.

2: I TRAVESTIMENTI

Il significato della maschera sia a livello culturale che psicologico l’ho condiviso con voi nel post parte 1 sul Carnevale (subito prima di questo sul blog).

Vorrei condividere alcuni dei costumi che ho indossato nelle varie feste a cui ho partecipato negli anni, specifico che non è una festa sentita quanto quella di Halloween/ Samhain e alcuni anni non ho fatto proprio nulla, inoltre sono allergicissima ai coriandoli; ebbene sì hanno dei coloranti particolari a cui sono allergica e finché stanno a terra e lontani da me ok, se me li lanciano addosso vado in crisi asmatica! E dire che in teoria è semplicemente carta… E le stelle filanti sono fatte dello stesso materiale suppongo e non mi danno problemi…

È una cosa che ho scoperto ad una festa di Carnevale all’asilo e so per certo non fosse un caso isolato perché ogni volta che ho riprovato (anche se con piccolissime dosi) ad espormi è sempre finita con io che smetto di respirare più o meno gravemente. Ovviamente non ci sono esami specifici che permettono di analizzare il motivo di questa allergia e come si scateni, ma veniamo alle maschere!

Anno 2014
Questo è uno dei miei costumi preferiti! Io e mia moglie da Bonny e Clide
Con tanto di dettagli
Anno 2012
Due damine dell’800
Prima di Suicide Squad, nel 2011, io e la mia dolce metà da Joker e Harley Queen
Una vecchia versione di Harley Queen

E voi? Avete qualche piatto speciale o travestimento particolare da voler condividere?

Fatemi sapere nei commenti!

Carnevale!

Oggi inizia il periodo di Carnevale!

Esattamente:

Giovedì grasso 11/02/2021

Domenica di Carnevale 14/02/2021 (si combinazione cade proprio a San Valentino)

Martedì grasso (ultimo giorno del periodo carnevalesco) 16/02/2021.

Ma come mai si festeggia questo periodo in maschera, con dolcetti e con abbondanti piatti a base di carne?

La conoscenza comune afferma che il Carnevale sia un periodo di festa e gozzoviglia che precede la Quaresima. La parola Carnevale deriverebbe, infatti, dal latino carnem levare che significa “togliere la carne” sicuramente riferimento al fatto che nel periodo di Quaresima c’era e alcune persone lo osservano ancora oggi, se non per tutto il periodo almeno il Venerdì, l’invito di astenersi dal mangiare carne oltre al fare vari fioretti: ad esempio astenersi dai dolci.
Si festeggiava, per cui, abbuffandosi di carne e altre pietanze appetitose prima della negazione di 40 giorni.

In Italia le varie regioni hanno poi adottato/ inventato ricette e piatti tipici del periodo: dolci fritti, primi elaborati, la carne non manca e le ricette sono solitamente grasse e irresistibili.

Non mi soffermerò sui vari piatti dolci e salati regionali, but stay tuned, penso che entro Martedì posterò qualcosa in merito a cosa mangeremo io e la mia dolce metà o cosa abbiamo mangiato/ cucinato nei vari Carnevale.

Comunque era proprio in questo periodo che si svolgeva la festa romana dei Lupercali, legata ai riti di fecondazione si festeggiava attraverso situazioni grottesche che in effetti ricordano gli scherzi del attuale Carnevale.
La festa dei Lupercali ha origine dalla celebrazione pagana più antica dei Saturnali. Durante i festeggiamenti in onore di Saturno ci si dava alla pazza gioia per favorire un raccolto abbondante e in quei 7 giorni si conducevano per la città carri festosi tirati da animali bizzarramente bardati, il popolo si riuniva in grandi tavolate a cui partecipavano persone di diverse condizioni sociali che si abbuffavano tra lazzi, danze ed oscenità. L’antica figura del re dei Saturnali ha continuato a vivere nella figura del re del Carnevale. Inizialmente era impersonato da un uomo che veniva sacrificato per il bene della collettività, poi sostituito con un fantoccio di paglia, proprio la sera del Martedì grasso veniva bruciato come una specie di vittima designata che morendo purificava la comunità, di modo che si potesse intraprendere un nuovo anno sotto diversi auspici.

Le origini del Carnevale, però, vanno ricercate ancora più indietro, in antichi riti legati al rapporto tra uomo e terra. L’abbandonarsi ad estreme licenze sessuali nella tradizione celtica erano legati a riti propiziatori che prevedevano l’unione dei corpi sulla nuda terra come omaggio alla Madre Terra.

Carnevale rappresenta, quindi, l’unione di varie tradizioni pagane diverse (tra cui gli antichi riti propiziatori del solstizio di Primavera – festa celtica Ostara e la festa di Maggio – Beltane), con la sfrenatezza, l’allegria e il falò del fantoccio dei Lupercali.

Il mese di Febbraio è infatti, un tipico periodo di passaggio, dall’anno vecchio al nuovo, un mese di passaggio dall’Inverno alla Primavera; come già visto nel celebrare la festività celtica di Imbolc dove ci si immerge nella purificazione e si auspica in un anno fecondo e fertile.
Febrarius, infatti, da februare significa proprio purificare.

Ultimo, ma non meno importante l’uso della maschera era legato a varie credenze: si pensava che una risata, anche se non reale e disegnata per cui su una maschera, allontanasse gli spiriti maligni; inoltre con il volto coperto l’uomo, non più legato alla propria umanità, poteva lasciarsi andare ad atti e comportamenti solitamente inusuali o mal tollerati; infine veniva usata per incarnare particolari energie che venivano associate alle divinità o alle forze della natura. Oggi riguarda per lo più colori, carri bizzarri, giochi e divertimento per i più piccoli.

Non tralasciamo la forte valenza psicologica e simbolica. Indossando la maschera possiamo concederci una pausa dalla nostra personalità e comportarci come non ci concediamo nella vita quotidiana.

E voi festeggiate il Carnevale? E se sì, come?

Cena di Imbolc

Oggi è la festa celtica di Imbolc!
Festa che celebra il ritorno della luce che sboccerà in Primavera, ora ci troviamo al culmine della fredda stagione nel punto mediano tra il solstizio d’Inverno e l’equinozio di Primavera.
È in uso mangiare cibi derivati dagli animali: latte e formaggio, ma anche uova, accompagnati da cibi più “poveri” come ad esempio cipolle, polenta o patate; alimenti provvidenziali visto che le scorte iniziano a scarseggiare trovandoci nel cuore dell’Inverno.
Io e la mia dolce metà abbiamo deciso di festeggiare con una polenta concia con gorgonzola e fontina, gustosa e ideale per la festa e una torta della nonna a cucchiaio!

Il concetto di Brunch

Il Brunch è un’usanza anglosassone. La sua popolarità cresce negli anni sessanta, quando il ruolo della donna nella società cambia nettamente e lavorando, anche lei ha diritto al suo riposo domenicale e ad un risveglio più comodo. Non a caso, spesso il Brunch è legato alla Festa della mamma. La parola Brunch è una fusione tra la parola Breakfast (colazione) e Lunch (pranzo) e sta appunto ad indicare quel pasto che si consuma in tarda mattinata, di solito la Domenica e preferibilmente tra le 11 e le 15.
Si usa mangiare uova, bacon, salumi affettati e formaggi, salmone e carni bianche arrostite. Non possono mancare bagel e ciambelle salate farcite con formaggio spalmabile, verdure, pesce o bacon, ma anche club sandwich e panini. Le uova solitamente sono cucinate alla Benedict o strapazzate. Per quanto riguarda la parte dolce non è Brunch senza pancakes, waffle e frutta! Pancakes e waffle con sciroppo d’acero, miele, marmellata, nutella oppure dulce de leche. La frutta si può gustare sciolta o in una fresca macedonia. Sulle tavole troviamo anche cereali misti, tazzone di yogurt, brioches, biscotti, muffin e cupcakes (sia dolci che salati).
Possono essere presenti anche piatti della tradizione italiana: in effetti, molti ben si sposano con il concetto di Brunch: torte salate, pasta fredda, frittate creative, vol-au-vent, o finger food di ogni genere; crostate e tortine alla frutta sono tutte ricette golose da proporre in queste occasioni.
Persino le bevande subiscono l’unione tra la colazione e il pranzo. Possiamo trovare allo stesso tavolo caffè, the e latte; insieme a succhi di frutta, centrifughe e frappè; con veri e propri cocktail (il più bevuto è il mimosa) oppure il vino. Perfette anche le acque aromatizzate!

A casa dei miei non si faceva il “Brunch”, ma la “Merenda Sinoira” quel pasto tra la merenda pomeridiana e la cena, usanza tutta Piemontese, oggi molto in voga e definita “Aperitivo”.

Io e la mia dolce metà la Domenica facciamo un intermezzo tra il “Brunch” e la “Merenda Sinoira” ancora senza nome perché chiamarlo: “Ci alziamo troppo tardi per il pranzo domenicale, o per il Brunch, ma abbiamo troppa fame per resistere fino alla cena e non vogliamo farci la pasta alle 15” era lungo!
Con mia moglie abbiamo così creato questo Brunch “intra- familiare” che di solito gustiamo con: uova, affettati, verdura, pancake (i miei preferiti in assoluto tra la “piccola pasticceria”), toast o piadine, macedonie e alle volte torte, davanti ad un bel film o una serie TV.
Usiamo, anche, fare il Brunch con gli amici nel periodo natalizio per lo scambio regali, prima di essere poi tutti immersi e occupati con le proprie famiglie. Inoltre non disdegno fare il Brunch anche in locali che hanno ideato dei menù appositi per questa occasione. Molti ristoranti si sono reinventati durante il lockdown inventando menù Brunch d’asporto, uno più appetitoso dell’altro! Ultimissimo, ma non meno importante, abbiamo inventato il “Night Brunch” pasto tipico a Setto e Pina’s House che si consuma tra le 22 e le 23, spesso dopo lauti pranzi (post festività o visite parenti), dove si consumano le pietanze tipiche del Brunch in formato mini, giusto per non andare a letto senza mangiare, ma senza esagerare visto il gran pasto diurno.


E a voi…? Piace il Brunch? Ditemi la vostra nei commenti mentre vi rifate gli occhi con la carrellata di foto che ho scattato tra i Brunch casalinghi e non!

Queste sono alcune foto dei nostri Brunch casalinghi

Queste immagini sono state prese o scattate in locali dove ho gustato ottimi Brunch

Ringraziamento nostrano

Il quarto Giovedì di Novembre si festeggia il “Thanksgiving Day” negli USA, festa utilizzata per ringraziare di essere “americani” sostanzialmente, anche se il ringraziamento ha un significato più profondo ed è dedicato al raccolto di cui si potrà godere nei mesi freddi.

Penso che prendersi del tempo per ringraziare, che sia il raccolto, l’essere di una nazione, il passaggio da un periodo ad un altro o semplicemente ringraziare la vita sia bellissimo, specialmente in questo 2020 dove molti hanno ringraziato di essere ancora qui, hanno ringraziato medici e infermieri, hanno detto grazie per non aver visto fallire le loro attività, anche se tanti non hanno altrettanto da ringraziare e sono in preda allo sconforto; stimo che fermarsi e dire grazie sia educativo.

Io e la mia dolce metà abbiamo “inventato” un giorno del ringraziamento nostrano!
Questo penultimo Giovedì di Novembre segna un passaggio, soprattutto con l’inizio della settimana del Black Friday, che è proprio il giorno dopo il Thanksgiving; passaggio dove si saluta la parte autunnale della stagione e dal cambio temperatura direi che si percepisce tantissimo, (almeno qui a Torino), anche se il solstizio d’Inverno sarà il 21 Dicembre, (festa celtica di Yule).
Si dice arrivederci ai colori dell’Autunno per farsi avvolgere dal candido dell’Inverno.
Da noi segna, il momento di mettere via le decorazioni autunnali e tirare fuori quelle natalizie e di Yule.
Diciamo ciao ad Halloween-Samhain e facciamo l’ingresso ufficiale nel “tran tran” dei regali natalizi, della pianificazione di cene, pranzi e brunch con amici e parenti (speriamo, visita la situazione) e si mettono decorazioni brillanti (che tanto adoro). Lo festeggiamo con una cenetta con piatti tipici del Thanksgiving e addobbi a tema.

Giovedì ho passato una giornata in ospedale molto lunga e una cenetta con mia moglie è stata decisamente la coccola migliore.

PS: Noi Celti (concedetemelo intendo: chi segue le tradizioni celtiche), usiamo festeggiare e dare il primo “grazie” per il raccolto nella festa di Lughnasadh, prima festività delle tre che celebrano, appunto, la stagione del raccolto (le altre sono Mabon e Samhain), dove si ringrazia appunto per i primi frutti raccolti e si ricorda il sacrificio del Dio sotto forma di grano nel suo ciclo di morte per dare nutrimento alla popolazione e si festeggia il 1 di Agosto.