Paganesimo e tradizioni

Nella mia famiglia sono sempre state seguite tradizioni pagane, nello specifico dal lato di mio papà (lui e mia zia) seguivano tradizioni contadine legate alle loro terre e in certi tratti contaminate dalla cristianizzazione. Mia mamma, invece, era nata in Tunisia e per i primi anni della sua vita aveva assorbito culture popolari molto diverse. Mio nonno non era mai stato particolarmente affine alla chiesa cattolica, ma era molto legato alle tradizioni nomadi di dove aveva vissuto in Tunisia.
Lei arrivata in Italia fu poi cresciuta dalle suore in collegio e la chiesa in generale le dava l’orticaria, non essendo, per cui, molto avvezza mi aveva instradata inizialmente a guardarmi intorno e a capire da sola cosa sentire e come percepire il divino.

Anni dopo un periodo di scoperta sentii che le tradizioni pagane e la stregoneria calzavano con la spiritualità che percepivo attorno a me. Celebravo le festività, le fasi lunari, avevo il mio piccolo alare in casa e tutto era vissuto in modo naturale e positivo.

La persona della quale mi innamorai seguiva come me il percorso della stregoneria e del paganesimo; dopo essere andate a convivere creammo tradizioni nostre personalizzate, un’unione tra le tradizioni della sua e della mia famiglia, insieme a quelle da noi costruite con il tempo contaminate dalle tradizioni celtiche, da quelle contadine del Piemonte e del ciclo naturale della natura.

Buona rinascita a tutti!

Buongiorno e auguri a tutti!


Auguri a chi festeggia la Pasqua Cristiana, a chi è semplicemente felice di essere in vacanza o di aver la deroga per andare a visitare amici e parenti anche in zona rossa!


Per chi mi segue saprà già che da me non si festeggia la Pasqua in quanto tale, oggi festeggiamo la “Luna del Coniglio” o “Luna della rinascita” che cade la prima Domenica dopo la luna piena, dopo l’equinozio di Primavera.

Il festeggiamento è molto simile a quello che abbiamo celebrato il 20 Marzo: l’Equinozio di Primavera e la festa celtica di Ostara.

Festeggiamo in compagnia e con i nostri cari la rinascita della natura. L’equinozio sancisce l’inizio del nuovo ciclo ed è un giorno di equilibrio tra luce e tenebra; momento per il rinnovamento. Ora dopo il rinnovamento rinasciamo nella nostra nuova forma. La natura si fa vedere rigogliosa, le giornate si allungano e il sole splende su di noi.

Momento ideale per ritrovarsi attorno ad un tavolo e mangiare con amici e parenti, stare all’aperto a contatto con la natura e godersi le cose semplici della vita: buon cibo e buona compagnia con la natura sullo sfondo; gustando carne e uova di cioccolata (il simbolo dell’uovo e il consumo della carne li ho già citati nell’articolo precedente dedicata all’equinozio e alla festa celtica di Ostara – per chi se lo fosse perso) e perché no anche la colomba pasquale!


Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti; qualsiasi sia il credo che sia una rinascita piena di magia e semplicità.

La decorazione sulla porta di casa e le uova che attendono di essere aperte (più in alto possibile dove non arrivo, così mia moglie è certa che non mi annego nel cioccolato)

Io sono lieta anche perché:


A non si lavora Lunedì

B perchè grazie alla deroga possiamo, appunto, fare dei micro ricongiungimenti

C perchè è un momento dedicato al gozzovigliare, cosa che come saprete adoro!

D anche se da un po’ di anni le mie stagioni preferite sono l’Autunno e l’Inverno, io sono come la Primavera, la mia stagione, ci sono nata e come lei rinasco con i primi fiori

Nella foto la Dea a cui Hele è più legata Gea o Gaia: la Dea madre terra e la Triplice Dea a cui sono particolarmente legata io. Dea composta da tre persone, eppure la stessa: la madre, la giovane fanciulla e l’anziana saggia, (la dottrina trinitaria non vi è sicuramente nuova). Al loro fianco la candela dei 7 chakra (vicino a Gaia) e la candela della festività Ostara (vicino alla Triplice). Ovviamente protagoniste della foto anche le uova di cioccolata e oltre ai vari colori e simboli dedicati allo sbocciare della Primavera, una candela bianca e una nera ad indicare l’equilibrio.


Quest anno la mia fantastica mogliettina ha deciso di provare a fare la colomba salata. Una specie di plum-cake / torta salata. L’impasto è fatto con zucchine e formaggio e poi farcita con prosciutto ed olive, ovviamente fatta cuocere nel classico stampo della colomba.

Qui prima della cottura
Appena sfornata

Comunque sono arrivata alle feste, alle tanto, tantissimo agognate feste completamente devastata. Stanca, stanchissima e con la salute per nulla dalla mia parte! Non sono nemmeno riuscita a lavorare Venerdì a causa di fortissimi giramenti di testa che non mi permettevano nemmeno di stare seduta. Subdola la mia malattia, specialmente nei cambi stagione e per dei motivi a me sconosciuti specialmente vicino alle feste. Ho queste scosse che mi percorrono la schiena e le braccia; Giovedì a circa un’ora dalla fine del turno lavorativo ho dovuto staccarmi e andare a stendermi… Poi ho la mia fantastica allergia primaverile che mi gonfia gli occhi e non mi fa vedere un cappero! La scena Giovedì è stata tipo: io appiccicata al PC per riuscire a vedere, nel mentre le scosse mi percorrevano come un serpente a sonagli per tutta la schiena il collo e le braccia, il tutto accompagnato da vertigini e nausea. Alla fine alle 12 mi sono staccata per evitare di lanciare mouse, occhiali e lucidità dal balcone.


Dopo aver passato Venerdì e Sabato praticamente a letto, oggi attiviamo il ricongiungimento familiare! Vedo mia cognata e mia suocera, soprattutto posso finalmente provare la colomba salata di Hele, papparmi la carne alla griglia di mia suocera e godermi le tanto bramate uova di cioccolata! Che non abbiamo aperto all’Equinozio (anche se volendo potevamo essendo la nostra Pasqua parte 1), perché avevamo già aperto una colomba e se ho troppi dolci aperti a casa finisce che li mangio senza ritegno, (specialmente la cioccolata), grazie al ricongiungimento almeno posso dividerla e non sentirmi merda perché la mangio solo io.

Mia moglie non mi viene dietro ne mangia un pezzetto, guarda la sorpresa e fine… È più amante del salato.

Vi sto scrivendo prima del pranzo e non posso scrivervi i commenti culinari sull’esperimento colomba salata, ma sono certa sarà buonissima; l’ha fatta Hele!

Vi auguro ancora una buona festa e rinascita, un buon pranzo e non fate come me, non esagerate con la cioccolata!

Auguri da noi! (Foto scattata prima di sederci a tavola)

Kiss


Ps: per eventuali aggiornamenti sul pranzo seguite le mie storie su Instagram

Carnevale!

Oggi inizia il periodo di Carnevale!

Esattamente:

Giovedì grasso 11/02/2021

Domenica di Carnevale 14/02/2021 (si combinazione cade proprio a San Valentino)

Martedì grasso (ultimo giorno del periodo carnevalesco) 16/02/2021.

Ma come mai si festeggia questo periodo in maschera, con dolcetti e con abbondanti piatti a base di carne?

La conoscenza comune afferma che il Carnevale sia un periodo di festa e gozzoviglia che precede la Quaresima. La parola Carnevale deriverebbe, infatti, dal latino carnem levare che significa “togliere la carne” sicuramente riferimento al fatto che nel periodo di Quaresima c’era e alcune persone lo osservano ancora oggi, se non per tutto il periodo almeno il Venerdì, l’invito di astenersi dal mangiare carne oltre al fare vari fioretti: ad esempio astenersi dai dolci.
Si festeggiava, per cui, abbuffandosi di carne e altre pietanze appetitose prima della negazione di 40 giorni.

In Italia le varie regioni hanno poi adottato/ inventato ricette e piatti tipici del periodo: dolci fritti, primi elaborati, la carne non manca e le ricette sono solitamente grasse e irresistibili.

Non mi soffermerò sui vari piatti dolci e salati regionali, but stay tuned, penso che entro Martedì posterò qualcosa in merito a cosa mangeremo io e la mia dolce metà o cosa abbiamo mangiato/ cucinato nei vari Carnevale.

Comunque era proprio in questo periodo che si svolgeva la festa romana dei Lupercali, legata ai riti di fecondazione si festeggiava attraverso situazioni grottesche che in effetti ricordano gli scherzi del attuale Carnevale.
La festa dei Lupercali ha origine dalla celebrazione pagana più antica dei Saturnali. Durante i festeggiamenti in onore di Saturno ci si dava alla pazza gioia per favorire un raccolto abbondante e in quei 7 giorni si conducevano per la città carri festosi tirati da animali bizzarramente bardati, il popolo si riuniva in grandi tavolate a cui partecipavano persone di diverse condizioni sociali che si abbuffavano tra lazzi, danze ed oscenità. L’antica figura del re dei Saturnali ha continuato a vivere nella figura del re del Carnevale. Inizialmente era impersonato da un uomo che veniva sacrificato per il bene della collettività, poi sostituito con un fantoccio di paglia, proprio la sera del Martedì grasso veniva bruciato come una specie di vittima designata che morendo purificava la comunità, di modo che si potesse intraprendere un nuovo anno sotto diversi auspici.

Le origini del Carnevale, però, vanno ricercate ancora più indietro, in antichi riti legati al rapporto tra uomo e terra. L’abbandonarsi ad estreme licenze sessuali nella tradizione celtica erano legati a riti propiziatori che prevedevano l’unione dei corpi sulla nuda terra come omaggio alla Madre Terra.

Carnevale rappresenta, quindi, l’unione di varie tradizioni pagane diverse (tra cui gli antichi riti propiziatori del solstizio di Primavera – festa celtica Ostara e la festa di Maggio – Beltane), con la sfrenatezza, l’allegria e il falò del fantoccio dei Lupercali.

Il mese di Febbraio è infatti, un tipico periodo di passaggio, dall’anno vecchio al nuovo, un mese di passaggio dall’Inverno alla Primavera; come già visto nel celebrare la festività celtica di Imbolc dove ci si immerge nella purificazione e si auspica in un anno fecondo e fertile.
Febrarius, infatti, da februare significa proprio purificare.

Ultimo, ma non meno importante l’uso della maschera era legato a varie credenze: si pensava che una risata, anche se non reale e disegnata per cui su una maschera, allontanasse gli spiriti maligni; inoltre con il volto coperto l’uomo, non più legato alla propria umanità, poteva lasciarsi andare ad atti e comportamenti solitamente inusuali o mal tollerati; infine veniva usata per incarnare particolari energie che venivano associate alle divinità o alle forze della natura. Oggi riguarda per lo più colori, carri bizzarri, giochi e divertimento per i più piccoli.

Non tralasciamo la forte valenza psicologica e simbolica. Indossando la maschera possiamo concederci una pausa dalla nostra personalità e comportarci come non ci concediamo nella vita quotidiana.

E voi festeggiate il Carnevale? E se sì, come?

Ringraziamento nostrano

Il quarto Giovedì di Novembre si festeggia il “Thanksgiving Day” negli USA, festa utilizzata per ringraziare di essere “americani” sostanzialmente, anche se il ringraziamento ha un significato più profondo ed è dedicato al raccolto di cui si potrà godere nei mesi freddi.

Penso che prendersi del tempo per ringraziare, che sia il raccolto, l’essere di una nazione, il passaggio da un periodo ad un altro o semplicemente ringraziare la vita sia bellissimo, specialmente in questo 2020 dove molti hanno ringraziato di essere ancora qui, hanno ringraziato medici e infermieri, hanno detto grazie per non aver visto fallire le loro attività, anche se tanti non hanno altrettanto da ringraziare e sono in preda allo sconforto; stimo che fermarsi e dire grazie sia educativo.

Io e la mia dolce metà abbiamo “inventato” un giorno del ringraziamento nostrano!
Questo penultimo Giovedì di Novembre segna un passaggio, soprattutto con l’inizio della settimana del Black Friday, che è proprio il giorno dopo il Thanksgiving; passaggio dove si saluta la parte autunnale della stagione e dal cambio temperatura direi che si percepisce tantissimo, (almeno qui a Torino), anche se il solstizio d’Inverno sarà il 21 Dicembre, (festa celtica di Yule).
Si dice arrivederci ai colori dell’Autunno per farsi avvolgere dal candido dell’Inverno.
Da noi segna, il momento di mettere via le decorazioni autunnali e tirare fuori quelle natalizie e di Yule.
Diciamo ciao ad Halloween-Samhain e facciamo l’ingresso ufficiale nel “tran tran” dei regali natalizi, della pianificazione di cene, pranzi e brunch con amici e parenti (speriamo, visita la situazione) e si mettono decorazioni brillanti (che tanto adoro). Lo festeggiamo con una cenetta con piatti tipici del Thanksgiving e addobbi a tema.

Giovedì ho passato una giornata in ospedale molto lunga e una cenetta con mia moglie è stata decisamente la coccola migliore.

PS: Noi Celti (concedetemelo intendo: chi segue le tradizioni celtiche), usiamo festeggiare e dare il primo “grazie” per il raccolto nella festa di Lughnasadh, prima festività delle tre che celebrano, appunto, la stagione del raccolto (le altre sono Mabon e Samhain), dove si ringrazia appunto per i primi frutti raccolti e si ricorda il sacrificio del Dio sotto forma di grano nel suo ciclo di morte per dare nutrimento alla popolazione e si festeggia il 1 di Agosto.

Pensieri. Pensieri semplicemente sparsi.

Voglio scrivere queste due righe che si annovereranno tra “Discorsi misti”, di non ben definita collocazione. Pensavo: Bello il progetto “Racconto della quarantena”, ma è un racconto immaginario che si evolverà a modo suo come un romanzo distopico.
Adesso, però, vorrei ritagliare uno spazietto di realtà e condividere con voi il mio pensiero.

La mia paura più grande da quando ho memoria e parlo di fobie reali perché il “Babau” lo annovero tra le paure infantili; è sempre stata la guerra. Quel 11 Settembre non avevo capito cosa stesse succedendo ero tra le 12enni degli anni 2000 nate tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90 che a 12 anni non sono ragazzine e/o donne, come adesso; cambiano i tempi, la tecnologia, la modernità, la società, l’educazione e si cresce prima. Ero ancora un’acerba 12enne che aveva iniziato a fare le prime uscite pomeridiane con le amiche per andare in oratorio e per il resto passava il tempo a guardare i cartoni. Avevo la TV accesa su Italia uno, non ricordo che cartoni animati dessero ai tempi, attendevo “Bim bum bam” e invece edizione straordinaria di Studio aperto, fumo e torri. Pensavo: “Ma che palle oggi non trasmettono regolarmente?”, ricordo che ero particolarmente irritata, non avevo seguito, capito cosa succedeva perché la TV era senza volume non ricordo se prima di Bim bum bam dessero repliche di qualche telefilm che non mi interessava o il programma “Non era la rai” redesign del famoso cult fatto di spezzoni e interviste. Stavo leggendo WITCH un fumetto che andava tantissimo tra le teen, parlava di queste ragazze che scoprono di avere dei poteri magici legati ad uno dei 4 elementi (la sto buttando sul semplice), un po’ leggevo e un po’, va bene lo ammetto! Stavo colorando! Mi ero messa nei giorni prima alla finestra a tracopiare i disegni dell’adorato fumetto per poi colorarli. Non ricordo se fosse o meno già iniziata la scuola, credo di no, dovevo iniziare la seconda media. Non ricordo a che ora, forse le 17, mi vedevo con la mia amica Chiara all’oratorio, merenda, passeggiata e chiacchiere (molte delle quali incentrate sul fumetto e come secondo noi si sarebbe evoluto). Le nostre case erano separate da un semaforo di un grande incrocio, ed era il punto di incontro per poi andare all’oratorio. Appena mi vide esclamò: “Ma hai visto quello che è successo?!” e io irritata: “Ho visto che non hanno dato i cartoni!!!”, alchè iniziò a raccontarmi gli eventi appena successi. Lì per lì non ci diedi molto peso e anzi, dopo il suo minuzioso racconto persino a Chiara si spente la scintilla della novità e tornammo alle nostre solite pratiche. Nei giorni successivi però si parlava tanto di guerra, mio papà era stato richiamato per la guerra del Golfo visto che aveva, in gioventù, avuto una carriera militare e nonostante fosse in pensione da parecchi anni e non più giovane avevo persino ansia che o lui o mio fratello, che aveva fatto semplicemente il militare obbligatorio, potessero essere richiamati. Da lì iniziai ad aver davvero paura della guerra! Mi dicevo: “Se c’è una guerra può succedere di tutto, possono morire i tuoi cari, la tua famiglia, gli amici… E poi… Come vado avanti? E magari non puoi nemmeno dar loro un ultimo saluto, fare un funerale, terribile!”, tremavo all’idea.

Gli anni sono poi passati e guerre ne ho “viste” da lontano, sulla pelle degli altri riportate dai mass media. Sono poi successe tante cose… A 20 ho perso mio papà per un tumore fulminante, tre mesi bruttissimi, poco prima che morisse la diagnosi di sclerosi multipla e il giorno dopo, ma proprio il giorno dopo la sua morte avevo uno degli esami più importanti per confermare la diagnosi. Con poche ore di sonno addosso e il mio consueto color lavandino mi presentai alla visita, ricordo che l’infermiera mi chiese se fossi spaventata, risposi che poche ore prima era mancato mio papà, abbastanza sconvolta mi disse: “Se vuoi rimandiamo”, io le dissi di non preoccuparsi e feci l’esame. Qualche ora dopo eravamo da “Giubileo”, vista la vicinanza con le Molinette, io mia mamma e mio fratello; alla scelta della bara quando il tizio ci portò in quella stanza piena di bare mi sentii male. Tornata a casa, però, ricordo una cosa tenera: scrissi alla mia allora ragazza, ora moglie, “Puzzo, faccio schifo e vorrei solo buttarmi in un letto, non mi faresti nemmeno le coccole da come sono combinata” e lei rispose: “Ti farei le coccole anche se fossi vestita con un sacchetto dell’immondizia!”, io sono l’antitesi del tenero e del romantico, lei lo era diciamo abbastanza, negli anni a forza di star con me si è un po’ rassegnata, ma lo trovai tenero.

I mesi successivi la ricerca di una terapia, gli effetti collaterali delle terapie, la malattia che galoppava, i sintomi della malattia. Non pensai molto alle guerre e la paura di perdere qualcuno si era avverata e nonostante fosse ed è un pugno allo stomaco ed una cicatrice indelebile sulla pelle, si va avanti.

Passano gli anni, i libri pubblicati, il lavoro come maestra, il matrimonio, la brutta ricaduta della malattia che mi tiene in panchina per un paio di anni… Alla TV si continua a sentire di guerre, di stragi, di attentati, sempre sulla pelle degli altri.

Poi si ammala mia mamma gravemente, io avevo 29 anni, la malattia è la stessa, subdola e spietata che si era già portata via papi. Lotta per almeno 6 mesi, negli ultimi diventa molto pesante perché non è più lucida. Siamo io, mia moglie, mio fratello, mia cognata, mia sorella non di sangue e la sua bimba; tutti stretti in un forte dolore e tutti che ormai reagiamo e ci interfacciamo in modo diverso. Siamo nervosi, si litiga e si fa pace. Un periodo da cestinare. Nel mentre non posso continuare la terapia che mi stava finalmente facendo stare bene e l’alternativa è una tosta di terza linea (i malati di sclerosi rabbrividiscono al sentire nominare il cosiddetto terzo livello, significa che sei oltre, che lei corre e un quarto livello di cure attualmente, mentre scrivo questo pezzo, non esiste), ma non ho testa e tempo, dobbiamo pensare a mamma. Lei ci abbandona ad Agosto, al funerale pure poche persone tutto sommato (molti ormai in ferie e a detta loro “Impossibilitati a muoversi, ma tante condoglianze”), molti dei suoi amici sono assenti, lei che si è sempre fatta non in 4 in mille per tutti e loro che non hanno potuto trovare il modo di rientrare dalle ferie, chi con motivazioni più o meno giustificate (non voglio far polemica)…

E poi passa l’anno e inizio a lavorare in un posto nuovo, nelle scuole non riesco, non tengo il passo con i piccoletti e faccio la nuova terapia e sembra di vedere un po’ di luce; non scrivo, non ho molta ispirazione, i progetti di nuovi romanzi abbandonati in una cartella del PC e nelle note dell’Iphone, ma sto bene, si va avanti si respira.

Resta mio fratello, la piccolina che quando parla di “nonna Mela” dice: “È andata in cielo!”, ma in effetti non so bene se ha capito, sa solo che non potrà vederla più e ogni tanto ci chiede conferma: “Ma proprio mai più?” e io e la sua mamma a stento tratteniamo le lacrime! Resta anche lei la mia amica/sorella e mia moglie, siamo rimasti solo noi, ci sosteniamo a vicenda.

Poi arriva un virus che ci obbliga a non vederci e noi rispettiamo le regole: non ci vediamo, io poi che data la terapia sono immuno depressa non esco tranne che per le infusioni in ospedale. Ci facciamo le video chiamate, organizziamo Pasqua su FaceTime, evviva la tecnologia in questo caso e il gruppo “Family” su whatsapp bippa tutto il giorno. Arriva un virus e inizialmente non ti rendi conto, passi le giornate a casa, Netflix, Sky, Amazon Prime, ora anche la piattaforma Disney, libri, smart working, cucinare, mangiare e poi io posso godermi mia moglie di più cosa che nel tran tran del lavoro e del quotidiano magari non fai. Ma arriva questo virus e inizi a leggere notizie di storie strazianti, poi le storie accadono a persone vicine o amiche di tuoi conoscenti…

Ed ecco che la sensazione di: “Che palle perché danno Studio aperto al posto dei cartoni!”, diventa: “Ho paura di una guerra!” e anche se ti senti forte perché hai già perso tanto, hai combattuto battaglie importanti per aver solo 30 anni, il mantra resta: “Non voglio perdere di più, non voglio finire in ospedale da sola!”, che poi probabilmente mi negherebbero anche la terapia intensiva in assenza di posti, ovvio non sono una paziente prioritaria, sono già “compromessa” e poi aggiungi nei tuoi pensieri: “Non voglio che stiano male i miei affetti e gli amici!”; aggrappata con le unghie e con i denti a quelli che restano.

E quindi quella paura, che ormai pensavi lontana, perché tanto le guerre le hai viste, ma sulla pelle degli altri, diventa reale e vivida; graffia e fa male.

Cambiamenti/ serenità

Domenica dolce Domenica!

Voi come avete passato la vostra?

Io a cucinare con mia moglie!

Lei ha preparato delle fantastiche melanzane alla parmigiana, io ho fatto la mia famosa torta di mele (famosa perché piace a tutti quelli che la assaggiano, modestamente) e poi ho provato una cosa nuova…

Ho fatto una torta salata, ma senza usare paste pronte tipo sfoglie o brisè… Una torta interamente fatta in casa, ma salata! Porri e pomodori!

In cucina c’era un piacevolissimo profumino!

Eccole in anteprima!

Comunque la torta salata a me non è piaciuta! L’ho trovata troppo “porrosa” avrei dovuto metterci qualcosa per smorzare di più il gusto, tipo del prosciutto o della ricotta… Sarà per la prossima volta!

La mia dolce metà ha detto che non era male… Troppo gentile 🤣

È stato bello passare la Domenica in casa a guardare film e a cucinare. In verità era da tanto che non riuscivo a rilassarmi così e a fare qualcosa di creativo.

Soprattutto dopo questa giornata sento che la casa sta prendendo sempre più il nostro “sapore” e inizio a vivere la quotidianità sentendomi più a mio agio. Momentaneamente riesco ad accantonare i miei demoni, o forse hanno deciso di lasciare la mia anima in pace e di farmi stare finalmente bene.

Abbiamo investito davvero molto tempo sul cambiamento e la costruzione del nostro nido… Forse finalmente riesco davvero a sentirmi di nuovo a casa.

Attribuisco il merito sia a questa Domenica che all’articolo precedente del mio blog, dove sono riuscita a tirare fuori e a sbloccare i miei pensieri.

Spero davvero di essere riuscita a liberarmi di quel magone che mi lacerava anche solo girando per casa, sicuramente qualcosa in fondo a me è rimasto; solo, forse, ha deciso di lasciarmi respirare un po’ di più.

Ed ora mi sento pronta a condividere la mia, la nostra tana con voi!

E a mostrarvi i grandi cambiamenti che abbiamo fatto!

(Ebbene si le tende della cucina sono diverse, ma rimedieremo presto 😅)

Ed ecco foto della nostra cucina prima!

(Ovviamente non ho foto della cucina da sola, non ne ho mai scattate appositamente così ne ho prese alcune dove ci fosse un po’ di sfondo, va beh potete farvi due risate con i soggetti 😂)

Di sicuro avrete notato la differenza! Ma abbiamo fatto attenzione anche ai dettagli…

I quadri a tema culinario

La tenda con le scritte “ceffettose”

I bicchieri del servizio sono di vari colori con abbinata tazzina e tazza per il cappuccino!

L’angolo caffè con la doppia zuccheriera!

I sali aromatizzati (nonché nostre bomboniere di nozze!)

Le decorazioni a tema autunnale messe per Mabon (presto avremo un altare) sopra al nuovo micronde. Ovviamente cambieranno per Samhain-Halloween, poi a Yule-Natale e via per ogni festività!

Il nuovo tappeto

I copri gas

L’orologio con la ruota dell’anno, i segni zodiacali e numeri romani.

Oltre alla cucina abbiamo cambiato l’ingresso!

Il poster di The Walking Dead sopra alla porta del bagno (ha la scritta “Don’t open dead inside” 🤣), l’albero che cambia con le stagioni e il tableau de mariage che fanno da sfondo al colore verde prato; colore che aveva scelto la mia mamma in ospedale.

Onestamente non sappiamo se volesse davvero fare il verde o se l’abbia detto così per dire qualcosa, per dire un colore… Di sicuro aveva capito che si parlava di ritinteggiare l’ingresso, ma se il “Facciamolo verde prato!”, sia stato detto con concezione di causa non lo sapremo mai… (purtroppo nei suoi ultimi giorni aveva iniziato a perdere lucidità, anche se è stata in grado di riconoscerci tutti fino all’ultimo!).

Così abbiamo optato per il verde prato, un po’ bizzarro, ma abbiamo rispettato la sua scelta!

Appese ci sono anche varie foto delle nostre nozze, un quadro con la ruota dell’anno, il quadro che avevamo preso con i miei quando siamo stati in Africa, la new entry chiave appendichiavi con la scritta “Home sweet home” e poi appoggiato vicino al modem e al telefono il nostro cake topper!

Ora vi mostro com’era prima l’ingresso!

Ehhh le foto di com’era prima l’ingresso le ho solo così! Facevo le foto per mostrare l’albero e le decorazioni…

In realtà anche l’albero è cambiato… Ma lo potrete ammirare a Yule 😅

Infineeeeee abbiamo modificato i mobili e il lavabo del bagno, ma non ho foto del prima… Non è mai stata usanza mettermi a fotografare il bagno 🤣🤣🤣 chi sapeva com’era fatto noterà la differenza, per gli altri ehhh va beh ammirate un bel nuovo lavandino 😂😂😂

Vado molto fiera sia del nostro porta panni sporchi diviso tra bianco e nero, sia del nostro lavandino doppio con la divisione profumi e oggetti per la toeletta miei e suoi ✌🏻

Indovinate qual’è il mio lato e quale il suo? 🤔

Le altre stanze non sono cambiate moltissimo, la nostra camera da letto e il salotto/studio sono pressappoco identiche, se non per qualche quadro e modifiche nella disposizione di soprammobili, ma rimedieremo!Appena avremo tempo, ma soprattutto voglia daremo il bianco anche in quelle stanze e vedremo come sistemare.

Rimane ancora la cameretta… Che era la stanza dove dormiva la mia mamma dopo che io e Hele abbiamo iniziato a convivere e quando ero piccola e adolescente era stata la camera mia e di mio fratello. Ovviamente aveva subito varie modifiche già solo dal passaggio camera mia e di mio fratello a camera di mia mamma.

In questo mese e mezzo senza lei ho iniziato subito a modificarla per non soffrire troppo…

Non vedevo la mia ex cameretta, ma la stanza dove prima di andare in ospedale la mia cara mamma si spegneva.

Adesso si è trasformata in una stanza armadi/ lavanderia (perché è la stanza dove stendo i panni e appoggio il ferro, l’asse da stiro e l’aspirapolvere).

Ho spostato lo scrittoio che prima era nell’ingresso in quella stanza dove tantissimi anni prima, quando era mia c’era una libreria e anni dopo quando era di mamma c’era un mobile con sopra le foto di lei e papi e noi da piccoli; nei suoi ultimi giorni le foto erano state spostate in un armadio e quel mobile era diventato il posto dove appoggiavamo le medicine e il materiale per le flebo (faceva le flebo a casa ogni giorno, seguita dagli infermieri delle cure palliative prima di andare al San Vito…)

Quando ho dovuto aiutarli ad “apparecchire” con i telini sterili e gli appositi contenitori una parte di me è morta, è morta mentre toglievo e mettevo via le foto e mentre appoggiavo su quel mobile siringhe e medicine.

Quella parte è morta quel giorno, ma io sono viva e sono ancora qui… E devo, devo andare avanti e raccogliere tutto il buono dei miei ricordi e continuare la mia strada!

Forse non vi sembrerà leggendo alcune delle mie parole, ma sto davvero iniziando a sentirmi più serena.

E dopo aver condiviso con voi la nostra casetta raggiungo

Hele e Noretta nella nostra stanza e vado nel nostro lettone per fare nanna!

(Di sicuro sia mia moglie che la pelosetta non saranno contente di questa foto, ma… Dettagli 😅)

Buona notte!

Scorrere inesorabilmente

In questa notte di Ottobre mi sento totalmente in balia di mille pensieri…

Ho cercato di essere forte per così tanto tempo nella mia vita che mi sono cucita, ma cosa dico cucita! Incisa! Una corazza di adamantio talmente resistente che gran parte della vita quotidiana mi scorre addosso, come scorre l’acqua di un torrente.

Alla fine è successo… Il 17 Agosto la mia mamma è mancata… Almeno so che adesso è con papi e so che ho due angeli al mio fianco in ogni singolo momento!

Non erano passati 9 anni da quando quella maledetta malattia ci ha strappato mio papà e poi come un fulmine a ciel sereno è arrivata e si è portata via anche la mia mamma…

Forse per lei 10 anni senza il suo più grande amore sarebbero stati troppi, forse nemmeno ci ha mai pensato e la sfortuna? Il fato? O semplicemente la vita ha deciso così!

E poi ci sono io… Che ho 29 anni e mi ritrovo senza entrambi i genitori, con la sclerosi multipla che mi stringe la mano, anzi ultimamente mi sta sulla schiena tentando di schiacciarmi!

Ho la mia amatissima moglie e un fratello più grande che come me sta cercando di raccogliere i pezzi della sua vita.

Raccogliere i pezzi della propria vita che inesorabilmente scorre; le giornate procedono e non si sta sempre tristi, si trova il tempo per ridere e per distrarsi, ma qualcosa si è rotto e suppongo non si potrà più aggiustare…

Qualcuno è impazzito per questo! Qualcuno non ci pensa e altri ancora chissà come affrontano questo vuoto…

Io sono qui seduta sul divano, ho appena finito di fare la voltura della luce per decesso, sono sommersa da pratiche burocratiche tra successione, banca e bollette e per questa sera mi sono fermata a riflettere a provare ad analizzare tutto quello che è successo.

La malattia di mamma è stata davvero dura… Ha lottato come una leonessa finché ha potuto, ma la stronza l’aveva trasformata in un’altra donna; a tratti persino antipatica o comunque strana… Ricordo con magone una delle nostre ultime conversazioni dove avevo sentito ancora il suo calore e la presenza vera della mia mamma, poi purtroppo queste malattie annientano fisico e spirito e per quanto è sempre stata una combattente non è riuscita a vincere.

Mamma… Sono andata avanti come un automa, ho cercato di accudirti con tutta me stessa, anche sclerando in mezzo, sicuramente tu avresti fatto di meglio, ma tu rispetto a tutti avresti fatto di meglio, eri la migliore in tutto!

Facevi tutto per noi, per la tua famiglia e mi rendo conto di non valere nemmeno la metà di te! Mi ritrovo spaesata a dover affrontare le cose da sola, ad un certo punto è anche giusto, sono grande, sono una donna sposata, ma nonostante tutto da brava mamma chioccia hai sempre cercato di tenerci al riparo e di fare tu gran parte del lavoro…

I giorni del rosario, del funerale e la sepoltura, perché l’abbiamo portata al paese e messa vicino a papà come voleva lei… Sono passati quasi come un pigiama party (un macabro pigiama party).

La mia migliore amica, praticamente una seconda figlia per lei e una sorella per me, Rossella, era in Puglia per le vacanze ed è salita per stare con me, con noi e per salutarla un’ultima volta.

Mi ha raccontato che nei suoi ultimi giorni in ospedale ha ancora avuto la forza di farle la ramanzina sull’università e le ha fatto promettere di impegnarsi e finirla…

Sei unica mamma!!!

Avevamo deciso di dormire tutte insieme nella stessa stanza così abbiamo spostato il lettino della cameretta ai piedi del matrimoniale e alla fine mi sono ritrovata a dormire nel lettone con Rossella e a lasciare mia moglie nel lettino ai nostri piedi, con annessa cagnolina che faceva da spola tra la sua cuccia alla sinistra del lettone (il mio lato), sopra il matrimoniale e sul lettino; il tutto accompagnato da un caldo atroce di pieno Agosto e condizionatori accesi per non scioglierci! Il condizionatore puntava contro il lettino e Hele aveva deciso di sacrificarsi (per modo di dire visto che patisce da morire il caldo) e lasciare che l’aria le battesse sulle gambe, così io e Rossella abbiamo fatto le sposine e dormito nel lettone (con la coperta, perché dopo giorni di caldo e condizionatori sempre accesi la temperatura interna era tipo tundra versus deserto all’esterno!)

Sono stata in compagnia e nonostante il tragico momento abbiamo avuto anche occasione per scherzare e sorridere, soprattutto siamo state tanto insieme perché eravamo tutte e tre devastate…

Poi Rossella è tornata in Puglia per finire quel poco che le restava di ferie, Hele è dovuta rientrare a lavoro e io sono rimasta a casa con la pelosetta… Con questo nuovo sintomo dato dalla malattia: una sorta di bruciore alla gamba destra o alla schiena come se mi fossi fatta un’ustione da sole, come se non potessi tenere quello che ho addosso perché sono come escoriata/bruciata (simile appunto al fastidio della bruciatura da sole), ma ovviamente senza alcun arrossamento reale ne bruciature…

Adesso che inizia a fare freddo e non posso spogliarmi questa sensazione di bruciore sta iniziando a snervarmi!

Sto aspettando di fare le visite per iniziare una nuova terapia perché quella che stavo facendo non va più bene e nel mentre la sclerosi, la bastarda avanza e mi fa strani scherzi.

E quindi eravamo/ siamo io e Nora e cosa abbiamo fatto? Abbiamo iniziato a svuotare gli armadi, a sistemare casa…

Io e mia moglie dopo il matrimonio volevamo cambiare casa e averne una nostra, poi è venuta fuori la malattia di mamma e alla fine da sola non ci poteva più stare… Così siamo rimaste e ora ho potuto fare mia la casetta dove sono cresciuta, la mia casetta d’infanzia, un bellissimo sogno pieno però di ricordi che a volte fanno sorridere e a volte accoltellano nel profondo.

Volevamo tanto avere un posto tutto nostro da decorare come volevamo, che potesse parlare di noi!

Il poster di “The Walking Dead” con la scritta: ”Don’t open dead inside” sopra al bagno, i quadri di un albero che muta con le 4 stagioni, il quadro della ruota dell’anno, le foto delle nostre nozze, le lenzuola di Thor e Iron Man, la libreria del salotto divisa per generi, i dvd delle nostre serie tv a cofanetto completo… Ma a che prezzo?!

Sono felice di star costruendo qualcosa, non volevo farlo così…

Sono contenta di essere dove sono cresciuta, conosco tutti; la gente nel palazzo, nel quartiere e mi vogliono bene. Ripercorro posti dove ho miliardi di aneddoti anche solo mentre vado a comprare il pane, come quando sono caduta dai pattini proprio vicino al giardinetto, come reincontrare la catechista o la maestra delle elementari per caso al supermercato… È tutto questo è bello e mi dà calore e sicurezza, eppure allo stesso tempo ha un retrogusto amaro, amarissimo…

Rivedo mio papà seduto sulla sua poltrona in salotto (poltrona che nemmeno c’è più) e io che vado a dargli il bacio della buonanotte e gli intimo di abbassare la tv. Rivedo mamma che prepara uno dei suoi buonissimi piatti, uno qualunque sono sempre stati tutti ottimi (e la cucina non è nemmeno più la stessa), poi la rivedo nella nuova cucina, la sera che avevamo appena finito di montarla con ancora disordine in giro, Hele aveva cucinato la sua speciale carbonara e cosa se no per inaugurare la nuova cucina? E lei che ormai non riusciva a cucinare, ma nemmeno a stare in piedi seduta su quella specie di sedia a rotelle con il suo pigiama con i gufetti che aveva fanculizzato il suo brodino, si era seduta a tavola con noi e aveva mangiato la carbonara!

Rivedo tutto questo e vengo invasa da lacrime e sorrisi…

E sono qui… Sul divano della cucina avvolta in una copertina rosa… Ormai abbiamo praticamente finito di sistemare la casa a nostra immagine, parla di noi, di una coppia appena sposata, che sta comunque insieme da quasi 15 anni, parla del nostro passato ci sono le foto dei miei nonni e genitori, ma anche le sue foto da bambina e le foto dei suoi fratelli, noi alle superiori; vedo il mio passato e il nostro futuro e ora che mancano proprio solo più dettagli da sistemare mi sono fermata a pensare a quanto nonostante tutto la vita scorra inesorabilmente…

Dentro ci portiamo allo stesso tempo una tempesta e un lago che luccica al sole, ma lei scorre e continua a far girare la ruota del mulino imperterrita…

Amore incondizionato

Buonasera! O dovrei dire buonanotte visto che sono le 3 🤣

ehhhh io sono una nottambula abbiate pazienza!

Mi sono imbattuta in due video fatti alla nostra bimba pelosa 🐶, quando era una micro palla di pelo di tre mesi, che aveva il terrore ad uscire di casa ❤️

A Settembre farà 3 anni questa cucciolotta. Potete anche prendermi per una pazza fuori di testa, ma per me è davvero come una figlia! Ho sviluppato un vero e proprio istinto materno verso di lei e riesco a sentire quando sta male, capire se è triste, se ha mal di pancia, o se semplicemente vuole un biscotto! Noi riusciamo a parlarci e da quando lei è con me, oltre ad avere taaaaanto pelo ovunque, amorevole caos, ha cambiato e arricchito la mia vita!

Quando ho dovuto intraprendere la nuova terapia è stata in grado di darmi una forza e una motivazione che nemmeno pensavo di poter avere.

La mattina del matrimonio io e mia moglie temevamo che avrebbe potuto mangiarsi la fotografa, forse perché è un incrocio con un pitbull, o semplicemente perché ha un caratterino niente male! Ero molto in ansia; oltre che per l’agitazione canonica che si prova quella mattina in particolare e lei ha capito che era un giorno speciale per le sue mamme ed è stata bravissima! Ci osservava vestite bene, truccate e pettinate non come al nostro solito, con ammirazione

È arrivata nel 2015 nel periodo di Yule, avevamo già l’albero montato e non ha mai cercato di farlo svenire!

Adoro il periodo di Yule e in generale addobbare la casa per ogni festività, mi sarebbe spiaciuto molto boicottare l’albero, ma così non è stato!

Quando è arrivata ammetto che ha tentato di mangiarsi qualche pallina, le avrà viste così belle e colorate e avrà pensato: “Sono per me?”, ma dopo qualche sgridata ha smesso e non ha più ritentato.

Quest’anno abbiamo comprato le palline nuove (le volevamo rosse e argento, che sarebbero stati i colori del matrimonio), ci siamo sposate il 16 Dicembre e ci tenevo a fare qualche foto con l’albero!

Nel week-end prima del matrimonio abbiamo fatto l’albero e lei è rimasta con noi quasi come a volerci aiutare, secondo Hele voleva mangiarsi le palline, ma vi assicuro che l’albero è rimasto intatto e al suo posto fino alla fine delle feste!

La nostra dolce Noretta ha iniziato tristemente la sua storia… È stata trovata sulla statale, nella provincia di Barletta, abbandonata in uno scatolone… Aveva solo 15 giorni! Lei e l’intera cucciolata sono state abbandonate in quello scatolone sulla statale, solo Nora e due sorelline respiravano ancora quando sono state trovate 😔

Ci sono dei gruppi di volontari che si prodigano a salvare gli animali abbandonati e hanno portato lei e le sue sorelle in una villetta nel mentre che cercavano loro famiglia.

In questa villa la proprietaria aveva una gattina che era appena diventata mamma e oltre ad allattare i suoi cuccioli ha allattato le tre cagnoline.

In aggiunta al suo bel caratterino la nostra pelosetta, ha anche alcuni atteggiamenti da gatto; evidentemente l’imprinting…

Ad esempio si fa le unghie sul divano, ma è inutile perché non ha le unghie come quelle dei gatti quindi non si lima nulla e per fortuna non rovina il divano! Cammina sui cuscinetti a passo felpato, si arrampica ovunque cadendo poi rovinosamente e arrabbiandosi con se stessa per i suoi atterraggi di culo invece che sulle zampe!

Odia l’acqua (farle il bagnetto è sempre un dramma!), l’abbiamo portata con noi al mare, ma ha preferito giocare sulla sabbia…

La montagna le piace molto di più! Specialmente dormire arrotolata nel piumone (fa piuttosto freddo dove abbiamo la casa in montagna) e poi adora poter scorrazzare nei prati!

Le piace giocare e ama tantissimo i peluches, diamo anche dei nomi ai suoi giochini e lei sa distinguerli!

Si porta un gioco anche nella sua cuccia quando fa nanna.

Preferiamo prepararle noi da mangiare senza darle crocchette, cuciniamo pasta, carne, verdure, pesce… Le piace anche molto mangiare la frutta specialmente mele e banane!

Lei ama in modo totalmente incondizionato, ci adora per quello che siamo senza alcuna pretesa.

Sa quando sono triste, o quando sto male per le terapie; a tal proposito dopo la terapia, quando torno a casa, ho bisogno di stendermi a letto e sono sempre piuttosto stanca… Lei mi sta vicina, si accuccia a fianco a me e mi abbraccia un braccio (non so come, ma sa che non può saltarmi addosso o appoggiarsi in quei momenti)

Sa se Hele è stanca per una giornata lavorativa e anche se non l’ha vista per molte ore non chiede di giocare le basta stare a contatto

Sono felice di poter dire che finalmente ho sia una moglie (era ora passasse la legge sulle unioni civili), che una figlia!