Equinozio di Primavera – festa celtica di Ostara

Tra il 19 e il 22 Marzo si festeggia l’Equinozio di Primavera e la festa celtica di Ostara.
Ostara è uno dei sabba minori tra gli 8 presenti sulla ruota dell’anno, anche se personalmente non amo ci sia la distinzione tra minori e maggiori. Sembra abbiano meno importanza i 4 minori definendoli così, quando semplicemente sono stati “inseriti” dalle comunità neopagane in seguito, mentre i maggiori erano presenti nelle più antiche tradizioni celtiche essendo la prima forma di calendarizzazione fatta a seguito dell’osservazione della Natura.


Anche le popolazioni più antiche avevano sentito il bisogno di suddividere e scandire il tempo e adottarono come metro di misura proprio il processo vitale. Ogni essere vivente dall’uomo alla natura segue un processo vitale di 4 fasi: nascita, crescita, ritiro e morte.

Specificherò meglio questa parte in un post dedicato alla ruota dell’anno e ai sabba maggiori.

Per quanto riguarda i sabba minori come Ostara calzano con i solstizi e gli equinozi.
Coincidendo negli stessi giorni la festa celtica di Ostara e l’equinozio di Primavera hanno molte tradizioni in comune e con il tempo sono state usate come sinonimi .
Ma veniamo a questa festività! Cosa si celebra? Ovviamente l’arrivo della Primavera! Le tre parole chiave che riassumono questo momento sono: rinnovamento- fertilità ed equilibrio.

-Il rinnovamento è in noi ed è tempo di sbocciare, di fiorire e appunto di rinnovarsi. A differenza della festività Imbolc dove la parola d’ordine era “purificazione” di se e degli ambienti, adesso bisogna “rinnovarsi”. Momento ideale per le pulizie di Primavera, per iniziare un nuovo progetto, per dedicarsi a qualcosa di creativo e per la cura di se: un bagno rigenerante con oli e sali e coccolarsi un po’.

Venerdì sera per celebrare il rinnovamento e per coccolarmi mi sono fatta un bagno di equinozio, usando un sale da bagno alla lavanda e accendendo un incenso alla savia bianca.

La mia bellissima vasca in fase di preparazione (il sale alla rosa ho poi deciso di non usarlo, bastava quello alla lavanda)
Come noterete l’acqua diventa di un piacevole color lilla


-La fertilità: come detto oltre al rinnovamento questa festa celebra lo sbocciare della natura, il fiorire e la fertilità; tra i suoi simboli troviamo, infatti, le lepri o i conigli (noti per il loro riprodursi appunto in Primavera in modo diciamo molto appassionato) e le uova che sono il simbolo della nascita per eccellenza in quanto sono “l’oggetto” che nasce due volte; appunto nasce prima l’uovo che può essere un vero e proprio uovo o grembo (l’involucro) e poi fecondato con un essere che deve nascere.

Ieri come da tradizione, per lodare la fertilità abbiamo mangiato coniglio con patate.

Apro la parentesi appetitosa! Quest anno il giorno esatto in cui cade l’equinozio è proprio Sabato 20 Marzo e per pranzo la mia dolce metà ha cucinato uno speciale menù celebrativo!

Uova ripiene per il simbolismo, focaccine fatte in casa da mia moglie, che celebra il fiorire e il rinnovamento attraverso la sua creatività manuale facendo l’impasto; poi, come detto, il coniglio con patate.

Vi starete chiedendo perché apro la parentesi culinaria mentre vi racconto cosa si intende per fertilità… I popoli Celti usavano mangiare la carne di coniglio o di lepre durante questa festività perché si pensava che consumare la carne dell’animale più prospero potesse aiutare la ricchezza, la fecondità sia dei propri raccolti che personale. Negli altri periodi dell’anno considerati animali totem solitamente non venivano mangiati. Senza aprire inutili polemiche… Ma cosa vi ricorda mangiare il corpo del sacro in un determinato momento ben scandito? …

Giusto per concludere l’esplorazione del nostro menù e dato che stiamo celebrando un po’ la nostra versione del periodo di Pasqua per concludere abbiamo mangiato la colomba (che tanto adoro, come il panettone); non abbiamo aperto l’uovo di Pasqua solo perché altrimenti mangio troppi dolci, lascerò le uova di cioccolato per “Pasqua” e “Pasquetta” che sono in realtà i giorni della rinascita per noi (dedicherò un post apposito nei prossimi giorni)


-Ultimo: l’equilibrio. La natura in questo momento, in questo preciso giorno è in perfetto equilibrio, luce e tenebra coincido e passato questo giorno le ore luminose supereranno quelle di buio permettendo a tutti gli esseri viventi e alla natura di sbocciare e svegliarsi dal letargo; inoltre quest anno in particolare la valenza della dualismo si raddoppia: persino la luna in questo giorno è proprio a metà!

Io e la mia dolce metà abbiamo decorato i nostri altari con fiori, candele dai colori primaverili (rosa, gialle, verdi e blu), uova colorate e vicino alla statua della Dea Gaia abbiamo posizionato alla stessa altezza una candela bianca e una nera a simboleggiare l’equinozio tra luce e tenebra.

Invece, vicino alla Triplice Dea abbiamo lasciato una mela in dono che seppelliremo quando sarà possibile andare per boschi, per cui a Pasqua grazie alla deroga visite parenti (se non cambia).

Notare la candela con scritto proprio Ostara e con il coniglio e la lepre disegnate

Vero la mela non è tra i simboli della Primavera, anzi è più invernale, ma per meri motivi logistici perché non ci fidiamo molto a lasciare un bicchiere di latte nella stanza degli altari, che è anche il mio studio smart-working e temiamo che lasciare del miele in uno scodellino possa attirare insetti.


Apro la parentesi sulla Pasqua! Cosa significa Pasqua? Significa passaggio! La Pasqua ebraica celebra il passaggio dell’angelo della morte che portava via tutti i primogeniti d’Egitto e anche l’ultima e terribile piaga prima della loro migrazione, appunto ulteriore passaggio, nel deserto per 40 anni. La Pasqua cristiana celebra la morte e la resurrezione di Gesù, altro passaggio dalla morte alla vita. Esattamente quello che si vuole celebrare con Ostara e con l’equinozio un passaggio tra l’aridità dell’Inverno allo sbocciare della Primavera in attesa dell’abbondanza dei raccolti. È un passaggio che si compie in noi dopo l’attesa e la purificazione di se, ora si fa questo passaggio e ci si apre al nuovo e al rinnovamento.
Il messaggio più radicato e profondo che sia di una religione o di un’altra ancora vuole trasmettere rinnovamento, resurrezione ad una nuova vita e quindi speranza e apertura verso il futuro, sostanzialmente sbocciare come fiori e vivere nel pieno di noi.

Condivido con voi la mia poesia Ostara contenuta nel mio libro di poesie Magik.

OSTARA

Le campane della Primavera si odono in lontananza
Rinasce la vita
I boccioli si trasformano in fior
Rigenerazione della natura
Secchi prati di foglie cadute si tingon di verde
La Dea di bianco vestita porta sul capo una corona di rose
Nelle sue rosse labbra stringe una parola
Ostara Notte come giorno
Ostara Giorno come notte


Ps: nonostante questa sia la nostra personale celebrazione della Pasqua, festeggiamo anche una sorta di festa di Pasqua (a cui dedicherò appunto il prossimo post), con parenti e amici (tempi di pandemia permettendo), proprio la Domenica in cui si festeggia Pasqua con la “festa” “Luna della rinascita”.

E voi? Sentite questa energia di rinnovamento nell’aria?

Blessed Imbolc

Domani si festeggia da me! È la festa celtica di Imbolc!
Questa festa celebra il ritorno della luce, sebbene l’Inverno risulti ancora rigido dal punto di vista climatico.
Siamo al culmine della fredda stagione e si festeggia il 1 Febbraio, punto mediano tra il solstizio d’Inverno e l’equinozio di Primavera.
Nonostante non siamo ancora pronti a mettere via i piumoni notiamo che il cielo e l’atmosfera cominciamo a cambiare. Osservando la natura circostante è possibile percepire le avvisaglie della Primavera imminente:
Flebili e timidi cinguettii dai rami, piccoli scoiattolini che mostrano i loro teneri musetti.

Vedi foto scattata dal mio cortile (tenerissima)

Tale festa veniva festeggiata con fuochi e falò che simboleggiavano la luce e al tempo stesso la richiamavano. Oggigiorno in alcune parti del mondo la ricorrenza di accendere fuochi esiste ancora, ma alle nostre latitudini si preferisce celebrare questa fase di passaggio accendendo candele bianche, simbolo di purificazione.

Questa purificazione può riguardare tutti i settori della vita, a partire dall’alimentazione che, rispetto al periodo natalizio, dovrebbe privilegiare cibi leggeri, in grado di depurare l’organismo; benvenute anche le grandi pulizie domestiche!
Tra le usanze c’era quella di spazzare le stanze con una scopa di saggina e spargere sul pavimento sale fino e rosmarino.

Può essere anche il momento più adatto per fare piazza pulita di emozioni, pensieri inutili, controproducenti e limitanti.

E ora veniamo alla festa vera e propria! Per quanto riguarda le decorazioni il bianco dovrebbe farla da padrone, essendo una festa collegata al ritorno della luce, ma è possibile ricorrere anche al rosso (simbolo del sole nascente) e al verde (simbolo della vegetazione).

Sui miei altari ho voluto mettere decorazioni Invernali che ricordassero “l’aridità” e il freddo dell’Inverno, ma non mancano candele bianche, rosse, verdi e dettagli rossi e candidi.

Si possono fare offerte alla natura sotto forma di poesia o storia e offerte di cibo. Quest anno lascerò la mia poesia “Imbolc” contenuta nella mia raccolta poetica “Magik” vicino alla statua della Dea e io e mia moglie stiamo valutando di lasciare anche dei biscotti o qualcosa di simile per tutta la giornata del 1 Febbraio.

La mia poesia:

IMBOLC

Primavera ancor non è
Eppure il suo dolce profumo nell’aria c’è
Delicati fiori aspettano di sbocciare
Sotto quella coltre di neve che il gelido Inverto ha dovuto portare
In questo giorno alla finestra restiamo a guardare
Quale tempo la natura deciderà di donare
Se vento e pioggia batteran sui vetri
Abbracciamo le sciarpe e i cappotti non appendiamo alle pareti
Se il pallido sole decide di far capolino
Molto presto si potrà spegnere il camino
Giorno di Imbolc giorno di Candelora
Alziamo gli occhi al cielo e aspettiamo l’Aurora

Non meno importante, cosa si mangia per celebrare il ritorno alla luce?

Il risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra indica, anche, la lattazione ovina. Riferimento alle pecore che in questo periodo dell’anno producono latte, utilizzato per la preparazione di formaggi, burro e altri alimenti provvidenziali visto che le scorte iniziano a scarseggiare trovandoci al culmine dell’Inverno.
Solitamente si mangiano cibi derivati dagli animali come detto il latte e il formaggio, ma anche le uova, accompagnati da cibi più “poveri” come ad esempio cipolle, polenta o patate.
Io e la mia dolce metà ceneremo con una polenta concia con gorgonzola e fontina, gustosa e ideale per la festa!

Forse faremo anche un dolcetto, stiamo valutando!

Se siete curiosi di vedere la nostra tavola sbirciate la mia pagina Instagram domani sera!

Per concludere esiste una storia, un detto legato a questa festività bellissimo!
I giorni che precedono Imbolc sono detti i giorni della Merla (i giorni più freddi dell’anno) e passati quei giorni, Secondo la tradizione dell’Europa medioevale alpina, nella notte, appunto, tra il 1 e il 2 di Febbraio, l’Orso (in America la marmotta) si risveglia dal suo letargo invernale, ed osserva il cielo. Se lo trova “chiaro” (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l’inverno durerà ancora quaranta giorni. Se invece il cielo è “scuro” (novilunio), allora l’Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l’inizio della Primavera.

Da qui nasce il detto Piemontese sulla Candelora:
“Se l’ors a la Siriola la paia al fa soà, ant l’invern tornom a antrà”

*La Candelora è la festa Cristiana che corrisponde alla festa Celtica Imbolc. Celebra la presentazione di Gesù al Tempio dopo 40 giorni dalla sua nascita, dove Simeone si accorge che è lui la luce della rivelazione. Il nome deriva da “candelorum“, benedizione delle candele, perché in questa speciale occasione vengono benedette le candele che simboleggiano Cristo, inteso come luce che illumina le genti.

Un modo sicuramente diverso per celebrare il risvegliarsi della luce e con intenti e presupposti diversi, ma ho voluto aprire la parentesi sulla festività Cristiana per raccontarvi il detto della Candelora che trovo molto bello!

Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento e se aveste domande sarei lieta di rispondere!

🤗🤗🤗

Autunno 

Lo stralcio di questa mia poesia rappresenta in pieno l’umore del periodo…
Come una foglia in Autunno mi sto sentendo sradicata 

“Fitta pioggia scende 

Bagnando le colorate foglie cadute 

Il vento soffia ormai freddo 

Tagliando mani e labbra 

La nebbia con il suo tetro grigio accompagna fino al mattino…”

Stralcio poetico preso da Magik

Natale

NATALE

Un tintinnar di slitta

Si ode nei sogni dei bambini Luci che si spengono e accendono

Sotto grandi alberi decorati

Regali dalla carta luccicante

Soavi profumi invadono le cucine

Dolce, aromatizzato, speziato…

Cadrà o non cadrà la neve?

Quante domande, quante speranze e quante preghiere riposte in questo magico giorno

Riposte in un signore paffuto, vestito di rosso, dalla barba bianca

Ogni sogno racchiuso nei cuor

Sigillato in un magico lucchetto

Per magia ogni 25 salta fuori la chiave

 

 

 

Poesia contenuta in Magik

Magik 

Vi presento il mio primo libro di poesie da “solista”:
Magik!
“… La poesia …
Vaga senza confini nell’aria come la canzone preferita ritorna sempre alla mente …
… La poesia è come la magia, la si trova in ogni luogo e se saprai coglierla sarà la tua guida. 
Magik is everywhere!”
Copertina e-book
Copertina cartaceo
Alcune recensioni degli utenti di amazon
Ma che cos’è Magik?
In molti mi fanno questa domanda…
Ho pensato tanto ad una risposta che potesse spiegare non solo la forma del libro, di cosa parlano le poesie e come sono strutturate, ma che faccia capire esattamente da quale sentimento nasce questo progetto.
Ho tentato di giocare molto con le parole affinché al lettore venisse evocata l’immagine di ciò che descrivo.
Sono un’amante della letteratura e traggo ispirazione dal sentimento che ho provato la prima volta che ho letto “Preludio” di Emilio Praga padre del movimento della Scapigliatura. Non posso assolutamente definirmi una poetessa “scapigliata”, ma ciò che ho provato e ancora oggi provo leggendo le loro opere è un sentimento malinconico tra la tristezza e il pathos, come quando si guarda una vecchia foto che rappresenta un amore finito male, un amico con cui si ha chiuso; non si vuol tornare indietro, si è ben saldi e felici sulla decisione e sulla nuova vita che quella rottura ha donato, ma la foto fa scaturire quella nostalgia di una cosa che al tempo dello scatto è stata bella e ora è solo una foto ingiallita in un vecchio album, o per essere più moderni una foto ritrovata per caso a cui è stato tolto il tag per non comparire più nel diario di quell’amico con cui si ha chiuso.
Ecco questa è la sensazione che mi porta a scrivere, che mi serve per scrivere. Può sembrare triste, me ne rendo conto, ma racchiude in se molto di più… Di certo parto con una sensazione negativa, se sono troppo felice non mi sento nella condizione di tirar fuori i miei parti letterari. Eppure dopo aver scritto sancisco sulla carta quella sensazione, la porto fuori, oltre me, non fuori da me; vive al mio interno e penso viva anche in tutti voi, a volte fa capolino quando meno ve lo aspettate. La porto oltre me e la incido nella carta, acquietando il mio animo e tornando alla mia giornata.
Tendo a fare poesie abbastanza brevi seguendo il metodo ungarettiano, l’altro poeta a cui mi ispiro, trovo che lui vada dritto al punto lasciando il suo messaggio attraverso metafore così sottili e al contempo profonde… È stato un genio!
Questo per spiegarvi la mia metrica, mentre, i temi che tratto sono la natura come gli elementi, le stagioni, luoghi precisi come il mare o la montagna; trovo che la natura stessa sia poesia e quando la osservo vengo sopraffatta da quella sensazione di quiete nostalgica e melanconica che mi porta ad afferrare la mia stilografica. Inoltre per me la natura è magia! Racchiude nel suo grembo qualcosa di magico, qualcosa che mi riporta ad antiche tradizioni che mi ispirano a trattare argomenti come le feste del calendario celtico, le creature mitologiche e persino i peccati capitali.
Infine “Magik” racchiude un messaggio molto molto importante…
Forse vi domandate come faccia ad entrare in quella sensazione che mi aiuta, che mi ispira a scrivere… Ebbene no! Non sono una persona triste e introversa, non sono una persona pessimista, non ho sempre il muso.
Ogni giorno, però, convivo con una malattia; la sclerosi multipla. Ogni giorno vedo e sento il mio corpo che pian piano mi abbandona sempre un poco di più. Ci sono dei giorni in cui nemmeno lo percepisco e giorni davvero molto duri, dove persino le mie capacità cognitive e di lucidità vacillano. Non mi sento una lottatrice, anche se molti mi definiscono una donna forte… Io prendo il connubio delle mie emozioni negative e le trasformo in poesie o racconti, in libri di narrativa o persino articoli giornalistici.
Il retro del libro come ho scritto sopra cita: “Magik is everywhere”, perché la magia è ovunque basta saperla cogliere, rialzarsi dalle difficoltà è possibile!
L’errore presente è voluto! In inglese magia si scrive “magic” non “magik” ho voluto mettere la K finale per dire non solo che la magia è ovunque, ma che quella magia è proprio il mio libro “Magik”.
Spero che in tanti possano allietarsi e ritagliarsi un momento di pace leggendolo.
Ecco cos’è “Magik”

Magik