RACCONTI

Questo spazio lo dedicherò ai racconti, come avrete immaginato dal titolo del post 🤣

I racconti, il mio primo amore, ancora prima di sviluppare la passione per la poesia.

Fin da piccola ho sempre amato creare storie, ancora prima di capire che stavo effettivamente scrivendo dei racconti o racconti brevi, prima di imparare a scrivere raccontavo a voce storie registrandole con il mangia nastri. Quando, poi, imparai a leggere e scrivere iniziai a creare delle vignette con la storia e dei disegni. Alle medie scrivevo fan fiction sui mei personaggi preferiti di anime e manga fino ad arrivare alla creazione di veri racconti.

Alle superiori iniziai a lavorare per il giornalino studentesco, anzi ero vice redattrice e quel piccolo spazio mi permise di portare la mia passione ad una cerchia più grande.

Articoli di stampo giornalistico, la rubrica dei consigli della scuola, il racconto a puntate…

Dicevano che avevo la “stoffa”, in realtà io mi divertivo tantissimo!

Amore per la poesia

Ho iniziato ad amare la poesia superando il mero studio accademico durante il periodo delle superiori quando lessi “Preludio” di Emilio Praga del movimento “La Scapigliatura”.

Il professore di italiano li aveva descritti come i ribelli, gli scapigliati, che andavano contro ai dettami letterari del tempo creando qualcosa di nuovo.

Ero nel periodo dark della vita, abiti e trucco nero, borchie e lunghe collane; immaginavo questi poeti come i dark del loro tempo, che andavano contro ad un sistema radicato osando e persino esagerando.

Preludio
di Emilio Praga

Noi siamo i figli dei padri ammalati:
aquile al tempo di mutar le piume,
svolazziam muti, attoniti, affamati,
sull’agonia di un nume.

Nebbia remota è lo splendor dell’arca,
e già all’idolo d’or torna l’umano,
e dal vertice sacro il patriarca
s’attende invano;

s’attende invano dalla musa bianca
che abitò venti secoli il Calvario,
e invan l’esausta vergine s’abbranca
ai lembi del Sudario…

Casto poeta che l ‘Italia adora,
vegliardo in sante visioni assorto,
tu puoi morir!… Degli antecristi è l’ora!
Cristo è rimorto !

O nemico lettor, canto la Noia,
l’eredità del dubbio e dell’ignoto,
il tuo re, il tuo pontefice, il tuo boia, il tuo cielo,
e il tuo loto !

Canto litane di martire e d’empio;
canto gli amori dei sette peccati
che mi stanno nel cor, come in un tempio, inginocchiati.

Canto le ebbrezze dei bagni d’azzurro,
e l’Ideale che annega nel fango…
Non irrider, fratello, al mio sussurro, se qualche volta piango:

giacché più del mio pallido demone,
odio il minio e la maschera al pensiero,
giacché canto una misera canzone,
ma canto il vero!

E ricordo che tremavo nel sentire questi versi: “Casto poeta che l’Italia adora, impegnato in sacre visioni, ora puoi morire”, dando questo “calcio” a Manzoni per dire ora ci siamo noi e “Cristo è rimorto e degli anticristo è l’ora”, non per forza perché non credenti, quanto più perché avrebbero narrato altro: vizi capitali, bagni d’azzurro e l’ideale che annega nel fango.

Avevo trovato tutto questo così oscuro ed erotico e poi concludeva con un: “Ma canto il vero!”, piantando le basi del verismo.

Ho adorato tutte le opere “scapigliate” e divoravo l’antologia durante le lezioni per poi andare in biblioteca e cercare altre opere non riportate e ognuna più oscura dell’altra; raccontavano il vero dell’epoca.

In quinta superiore poi, mi innamorai una seconda volta!
Direte che sono banale e scontata, ma leggendo: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” e vedere il titolo: “Soldati” sapendo che Ungaretti era stato in trincea durante la grande guerra mi diede un colpo al cuore.

Le sue odi a questo “male di vivere”, la semplicità poetica senza troppi fronzoli e soprattutto la descrizione di qualcosa che in realtà richiama altro e non per forza descrive quello che effettivamente succede portandoti a pensare, ad immaginare, a trovare analogie e ad entrare in contatto con la poesia attraverso un’emozione, scosse completamente il mio mondo.

Mi innamorai di nuovo e questo amore non è mai finito!

Quando ho iniziato a scrivere poesie l’ho fatto ispirata dalle poesie di Ungaretti e il mio stile può essere definito un incrocio tra la poesia scapigliata e il signor Giuseppe.

Diario della quarantena

Diario della quarantena,

Giorno 370.

Alba di un nuovo giorno, alba solo perché non sono ancora andata a dormire.

Internet è stato disabilitato da due giorni e dato che Neflix, Sky e Amazon Prime non si possono guardare e che sia io che mia moglie ci rifiutiamo di guardare la cosiddetta TV normale che comunque trasmette solo bollettini di morti, contagiati, crimini e tragedie, ci siamo flashate a vedere le stagioni di Streghe in dvd, fantastico acquisto il cofanetto oro che non ci siamo mai cagate per anni.

Cinque giorni fa abbiamo “festeggiato” l’anno di quarantena, che poi anno… Gli studenti erano a casa da molto prima, la data ufficiale della chiusura scuole furono le vacanze di Carnevale 2019, inizialmente tutti felici di stare a casa, poi… Lasciamo stare.

Alcuni di noi nei primi periodi lavoravano ancora, prima che tutto diventasse fuori controllo, i supermercati e le farmacie erano aperti regolarmente, poi la chiusura nei fine settimana e infine l’apertura solo ad orari.

Quindi diciamo che cinque giorni fa abbiamo festeggiato l’anno di quarantena anche se la data cambia da persona a persona, quella ufficiale è quella dello stop alle fabbriche.

Era stato proposto di fare qualcosa di globale per il compleanno della quarantena, ai sei mesi ognuno aveva cucinato una torta e ci eravamo dati appuntamento sul balcone, era Settembre e il tempo era mite, almeno io posso parlare per Torino o diciamo per il Piemonte, era una bella giornata soleggiata, ma non calda, anzi il caldo estivo aveva iniziato a scemare già dopo Ferragosto. Io ero seduta sulla sedia a sdraio, avvolta nel mio scialle di lana, sotto il mio abito estivo tutto colorato lungo fino ai piedi che nascondeva le ciabattine, mi ero vestita per l’evento e mi ero anche messa il rossetto per fare stories e postarle su Instagram. In grembo il piattino rosso di plastica con dentro la torta di mele, piatti avanzati dai banchetti natalizi, quando ancora potevamo fare festeggiamenti con i parenti.

Alcuni avevano stappato bottiglie di spumante lasciando che la schiuma colasse dai balconi. Il messaggio era sempre il medesimo: “Ce la faremo, alla faccia della quarantena noi siamo forti uniti e non ci deprimiamo, piuttosto festeggiamo dei balconi!”, non era un lieto evento sei mesi di quarantena, ma per esorcizzare la situazione e sentirsi meno soli o semplicemente ancora “normali”.

Cinque giorni fa mi sono affacciata al balcone spettinata con i capelli malamente raccolti in un mollettone e in tutona da casa, al mio fianco Nora che fedelmente appena viene aperto il balcone schizza fuori per poter abbaiare ormai non si sa a chi, fuori bidoni dell’immondizia scoperchiati con sacchetti che strabordano e altri a terra, alcune persone affacciate come me per verificare la situazione, ma non con la faccia del “Ce la faremo”, volti stanchi e rassegnati, nessuna luce con torce o cellulari, nessun applauso, nessuno urlo, nessuna voglia di festeggiare. Persino Nora ha osservato il deserto fuori e ha trattenuto l’abbaio nel muso, pareva guardarmi come a chiedermi: “Mamma, ma cosa ci è successo?”, cosa ci è successo cucciola mia? Non lo so… Ad un certo punto abbiamo smesso di esistere semplicemente.

Attualmente la mia preoccupazione maggiore è la montagna di sacchetti di immondizia che ha ormai vita propria sul balcone. L’ordine è di scendere con guanti e mascherina solo uno per volta il Mercoledì mattina tra le ore 9 e le 12, passano poi i militari e buttano tutto; tra l’altro noi stiamo ancora differenziando e buttando dentro o a fianco dei bidoni giusti, chissà se poi viene rispettata o se bruciano tutto insieme nel grande inceneritore da poco allargato con i nostri defunti.

In ogni caso come due sceme ogni cavolo di Mercoledì o ci dimentichiamo di scendere, o stiamo ancora dormendo, o che cavolo ne so e saltiamo la “buttata” settimanale.

Francamente potrei lanciare direttamente dal balcone essendo al primo piano, con un po’ di fortuna potrei raggiungere il mucchio dell’indifferenziata.

La luce non è mai stata tolta, almeno quella, ma la portata è stata abbassata talmente tanto che la lavastoviglie è diventata un ulteriore mobile e il forno non ricordo nemmeno più come si accende. Altro discorso per la lavatrice che comunque lava da sola la notte, quando tutto è spento.

Guardo dalla finestra della camera da letto per tirare giù la tapparella, ora io e mia moglie andremo a dormire, tanto giorno notte, non ha mica importanza; vedo i pallidi raggi di sole di questo Aprile 2021 che cercano di illuminare la strada, ma a differenza dello scorso anno c’è nebbia e fa ancora freddino, la Terra sta piano piano guarendo visto che ci siamo fermati tutti e l’abbiamo lasciata respirare, ha risposto con un gelido Inverno alla faccia del riscaldamento globale e questa Primavera fatica davvero tanto a donarci del calore, ma tanto…

A cosa ci serve?

 

Love

Oggi vi presento il mio libro di poesie “Love”
Quando si vive una fase particolare della propria vita non si può far altro che partorire poesie.
Quando si prova un dolore immenso si imprime nella carta la propria tristezza donando squarci carichi di malinconia.
Quando si vive una fase carica di amore non si può far altro che scrivere di amore, amicizia, eros…
Ed è così che “Love” nasce; grazie a momenti carichi di gioia e di dolore, forti ansie per il futuro, immensa allegria per belle giornate passate e la consapevolezza di essere presenti e vivi in questo mondo dolce e amaro che fa da sfondo ad ogni esistenza.

Love

Amore puro

Miei cari lettori!

Sono sparita per un po’ di tempo, ma stavo organizzando una cosa importantissima…

Le mie nozze!!!

Il 16 Dicembre io e la mia compagna abbiamo finalmente coronato il nostro sogno, dopo quasi 14 anni insieme…

14 anni di gioie e dolori, di lutti e malattie, ma comunque ricchi d’amore e felicità!

Sto lavorando all’uscita di un nuovo libro di poesie…

Vi lascio uno stralcio che ho dedicato al mio amore il giorno delle nozze e che sarà presente nel prossimo libro di poesie…

“… Ti amo come persona,

Ti amo come amica,

Ti amo come collega,

Ti amo come compagna di scuola,

Ti amo come donna,

E sono la persona più felice del mondo che da oggi

Ti amo come mia sposa”

Vento 

Il vento trasporta con se dubbi e inquietudini, 

Le sussurra alle orecchie di noi avventori 

Quando passa, il cielo rimane completamente terso, limpido; 

Spazzato dalle grigie e scure nubi, 

Convincendoci che sia stato solo un piccolo istante, 

Un granello di polvere 

Sulla vetrina della nostra vita

Poesia contenuta in Lety Xmas

Autunno 

Lo stralcio di questa mia poesia rappresenta in pieno l’umore del periodo…
Come una foglia in Autunno mi sto sentendo sradicata 

“Fitta pioggia scende 

Bagnando le colorate foglie cadute 

Il vento soffia ormai freddo 

Tagliando mani e labbra 

La nebbia con il suo tetro grigio accompagna fino al mattino…”

Stralcio poetico preso da Magik

Eros

Ero stesa a pancia sotto sul bancone, sentivo che con una mano mi premeva con forza sulla schiena per tenermi ferma, l’altra era scivolata sul seno, il sinistro, era più sensibile e lui lo sapeva, lui mi conosceva. Avevo la mia prosperità completamente nella sua mano che mi stringeva e pizzicava. Il respiro si faceva più forte per entrambi, poi mi colpì il sedere con la mano che mi immobilizzava al bancone, emisi un suono roco, ma acuto, la mano che era sul seno si sposto sulle mie labbra per serrarle “Shhhh”, sentii…

Stralcio erotico preso da “Il Suono” disponibile gratuitamente per Kindle Unlimited

I cinque sensi

Oggi ci tengo finalmente a spiegare una cosa sui miei romanzi di narrativa!

Chi ha letto i miei libri “Apro gli occhi” e “Il Suono” ha sicuramente notato il mio particolare modo di scrivere… 
Ogni capitolo di questi due romanzi inizia appunto con la frase “Apro gli occhi” nel primo libro e “Il Suono” nel secondo; oggi vi svelerò finalmente il motivo!

Tutto è incominciato con il mio primo romanzo.
Tutta l’opera come, appunto, il titolo e l’inizio di ogni capitolo suggeriscono racconta la storia della protagonista attraverso il senso della vista. 

È un romanzo d’amore ed è proprio grazie al grande amore della protagonista che riuscirà a far fronte agli imprevisti della sua vita e grazie a questo amore vivrà le sue gioie con un cuore ricolmo.

La metafora della vista indica l’aprire gli occhi al mondo, aprire gli occhi e iniziare a vivere…

Citando l’incipit del libro:

“Quante volte ho aperto gli occhi?

Quante volte ho potuto scorgere la nascita di un nuovo giorno e ammirarne la morte?

Quante volte mi sono guardata attorno dopo essermi svegliata e mi sono sentita incredibilmente viva?

Ti addormenti, oppure chiudi gli occhi per un’istante e quando li riapri tutto attorno a te è così straordinariamente vivo.

La vita è la chiave di ogni cosa.

Quando si è malati aprire gli occhi sembra un’operazione difficilissima… 

Quando si è tristi si preferisce non guardare, osservare solo lo scuro che le palpebre serrate permettono di percepire…

A volte invece si è semplicemente stanchi e non si ha voglia di spalancarli, di svegliarsi…

Eppure, dietro ad ogni risveglio, dietro ad ogni battito di ciglia c’è una nuova nascita, una vita che ci attende, che ci accoglie.

Ogni momento, anche se negativo, riesce a contenere al proprio interno un qualcosa, un’armonia, una magnifica sensazione che ombreggia, che fa da sfondo, che accompagna.

Pensieri… Pensieri che fluiscono nella mia mente.
Ricordo particolari avvenimenti della mia vita.

Dopo aver aperto gli occhi, dopo essermi svegliata ho potuto assaporare quei momenti, non tutti positivi, che però mi hanno resa ciò che ora sono.

Ogni esperienza presente è un frammento di futuro.

Aprire gli occhi è come aprire la porta della propria esistenza, si varca la soglia e si inizia a vivere…”

Copertina cartaceo

Copertina cartaceo (edito Aletti)

Copertina e-book (edito in self publishing di Amazon con una versione revisionata).

Trama:

La vita della piccola Lety è stata segnata da parecchi avvenimenti.

I momenti significativi si intrecciano, come la fitta tela di un ragno, a persone e ricordi che l’hanno accompagnata nel viaggio della sua vita aiutandola a crescere e maturare sempre un po’ di più.

Un romanzo d’amore puro che descrive quanto il sentimento può salvare, completare e far maturare. 

Questo viaggio ha inizio alle soglie dell’adolescenza e si conclude in età avanzata. 

Il secondo romanzo è una biografia romanzata, ovvero la biografia di un personaggio che di fatto non esiste davvero, anche se prende decisamente spunto dalla mia vita.

Il titolo è come detto: “Il Suono”, ovviamente narra la storia attraverso il senso dell’udito…
Ma cos’è il suono? 
Beh questo vuole essere un romanzo sonoro! Infatti vi sono moltissimi riferimenti uditivi, dalla musica, alla natura, ai suoni cittadini, o voci di persone, chiasso di bambini…

Usando l’udito, come se tutto l’universo fosse un grande globo sonoro da cui partono le nostre esperienze, le nostre avventure…

Citando l’incipit del libro:

“Il suono… 
Il primo tintinnio che possiamo udire appena arriviamo in questo matto mondo. 

Ogni momento importante della nostra vita è accompagnato da una colonna sonora, la musica è lo strumento che ci permette di sfogare e incanalare le emozioni che abbiamo nascoste nel profondo, 

I suoni della natura ci accompagnano tenendoci per mano… 

Ascoltiamo tutto; 

Un pianto, una melodia, un discorso, il vento. 

Siamo noi stessi suoni che si snodano nella quotidianità, 

Nell’universo… 

Ogni momento della nostra vita è accompagnato da un suono… 

Mentre percepiamo queste note le occasioni galoppano velocemente, 

Sembra impossibile riuscire ad afferrarle, 

Si è ad un bivio,

Bisogna scegliere, 

Che sia la strada giusta o quella sbagliata nessuno potrà affermarlo, 

Ma è pur sempre una strada. 

La strada di ognuno di noi, 

La nostra strada.”

Copertina e-book

Copertina cartaceo

I sensi sono importanti per me perché a colpa o per merito della mia malattia, la sclerosi multipla, ho dovuto imparare a riascoltare, ripercepire il mio corpo e per cui anche i cinque sensi in maniera diversa. Ho dovuto re-imparare a sentire!

 Il mio obiettivo è quello di scrivere cinque libri per ognuno dei cinque sensi. 

Avranno tutti una trama diversa e persino uno stile letterario diverso, (come detto il primo è un romanzo d’amore, il secondo una biografia romanzata), ma la narrazione sarà sempre raccontata attraverso uno dei cinque sensi… 

Ho iniziato a scrivere “Il Gusto”, inutile dirvi che sarà un romanzo appetitoso, ma vi dirò di più… Sarà un romanzo erotico!

L’eros sarà, appunto, esplorato attraverso il senso del gusto esaltando ogni sapore in modo sensuale…

In cantiere insieme a “Il Gusto” ho il romanzo che vedrà come protagonista il senso dell’olfatto.

Sarà scritto in collaborazione con Hele, (la mia dolce metà che ha già collaborato con me nel racconto thriller contenuto in Lety Xmas)

“Essenza”

Sarà un libro thriller che vi terrà con il fiato sospeso!  
Essenza è l’odore della benzina particolarmente presente nel romanzo, con un killer che usa la sua auto come arma; essenza il profumo delle ciambelle che l’ispettrice della polizia, assegnata al caso, tanto ama; essenza l’odore di uomo così intenso del collega con il quale lavora, collega che non le è indifferente; essenza l’odore del sangue che non può mancare in un thriller; essenza l’odore della polvere da sparo della Smith e Wesson dell’ispettrice, la sua arma fortunata.

Prossimamente (quando li avrò ultimati) avrete un incontro ravvicinato con “Il Gusto” & “Essenza”

Per ora potete godervi i paesaggi di “Apro gli occhi” e la melodia de “Il Suono”

Il suono

“Il suono… 

Il primo tintinnio che possiamo udire appena arriviamo in questo matto mondo. 

Ogni momento importante della nostra vita è accompagnato da una colonna sonora, la musica è lo strumento che ci permette di sfogare e incanalare le emozioni che abbiamo nascoste nel profondo.                 

I suoni della natura ci accompagnano tenendoci per mano…                    

Ascoltiamo tutto;

Un pianto, una melodia, un discorso, il vento.                                     

Siamo noi stessi suoni che si snodano nella quotidianità, nell’universo…”

Trafiletto preso da “Il Suono” e con orgoglio vi presento il mio secondo romanzo di narrativa!

Trama:
Il suono rappresenta in questo romanzo il filo conduttore che collega le avventure della vita della protagonista.

La vita di Nat, la sua storia. Contraddistinta da molti avvenimenti drammatici, la morte di suo padre così fulminea in seguito ad un brutto male, la diagnosi di sclerosi multipla e il dover ricalibrare la sua vita da zero, dalle fondamenta.

Con l’aiuto della sua numerosa famiglia e dei suoi amici sempre pronti ad aiutarla, ha imparato a non arrendersi, a seguire i suoi sogni, ad andare sempre avanti; anche se sentendo il suo corpo che pian piano mutava e la disabilità diventava sempre più presente nelle sue giornate.

Grazie alla sua spontaneità e al suo istinto due caratteristiche che l’hanno anche fatta cacciare in bizzarre situazioni e la sua voglia di vivere nonostante quei momenti in cui la vita prende a pugni in faccia senza preoccuparsi di quanto duramente può ferire; riuscirà ad esaudire i suoi sogni.

Un romanzo che prova ad essere sonoro, ricco di citazioni musicali e riferimenti uditivi, proprio per preparare il lettore pagina dopo pagina ad entrare nel mondo di Nat, imparando a vivere usando i sensi, quelli che si hanno a disposizione…

Copertina e-book

Copertina cartaceo

Link: Il Suono