Beltane

Il 1 Maggio è la festa di Beltane che celebra l’arrivo dell’Estate con il ritorno del sole e della luce a scaldare noi e la natura dopo i mesi di freddo. Le nostre energie si fanno più forti e ci si sente più operosi, possiamo iniziare a godere dei primi raccolti e ammirare la natura nella sua prosperità.

Considerate che il ciclo stagionale nei tempi antichi aveva una concezione un pochino diversa da quella attuale, visto che per noi Maggio è piena Primavera.

Il risveglio della natura con tutta la sua bellezza e fertilità è però innegabile sia se vogliamo chiamarla Estate o Primavera.

Durante Imbolc ci siamo purificati;
Durante Ostara abbiamo rotto le abitudini effettuando un rinnovamento;
Ora? Adesso è il momento di concretizzare e di attivarsi. Le basi sono state piantate, abbiamo pensato cosa volevamo lasciarci alle spalle e cosa volevamo cambiare sia a livello psicologico (un amore finito, un’amicizia tossica, una brutta abitudine), sia a livello concreto (cambiare lavoro, iniziare nuovi progetti, o semplicemente decidere di ritagliarsi e dedicarsi del tempo per qualcosa di personale che fa sentire bene; specialmente nei casi in cui il cambiare lavoro o altro non sia così facile), decisa la strada da voler intraprendere è il momento di percorrerla.

Noi abbiamo intrapreso un percorso creativo di creazione di candele e piccoli oggetti di purificazione, appunto nel periodo verso Beltane, tra la luna crescente e la super Luna di Aprile; momenti propizi per queste attività manuali e di inventiva.

Ecco le nostre primissime bimbe

Questa è essenza di vaniglia e fiori di gelsomino
Essenza di rosa con rose

Benedetta sia, per cui, ogni cosa volta al voler far sentire meglio! Come la natura con i suoi fiori colorati che capeggiano sulle verdi distese, gli alberi rigogliosi e gli animali che si svegliano dal letargo è tempo per noi di destarci e dedicarci al piacere.

Benessere e piacere inteso anche come piacere sessuale: la natura è rigogliosa nella sua fertilità, per gli animali è il momento degli accoppiamenti essendosi appena svegliati dal letargo cercano l’unione e per noi viene romanticamente definita “la stagione degli amori”.

Il Dio e la Dea si uniscono per rinnovare la vita e la fertilità della Terra il 1 Maggio, infatti l’unione sensuale e magica di questo periodo è considerata sacra.

In particolare c’erano alcune usanze per celebrare questa festività che si sono tramandate ancora ai giorni nostri:

1 eleggere la regina di Maggio e/o la coppia sacra.
Nella Scozia settecentesca, e nel Medioevo non era insolito assistere a questo rituale: i ragazzi vestiti di verde come elfi dei boschi si avventuravano nel bosco considerato sacro, suonando un corno di modo che le ragazze potessero trovarli.

La tradizione di nominare la regina di Maggio, invece, è rimasta anche per tutto l’Ottocento e in più si eleggeva la Coppia Sacra che apriva la processione della questua primaverile con il ramo del Maggio.
In Italia precisamente nel Monferrato in Piemonte la coppia era rappresentata simbolicamente dagli “sposini” ovvero due ragazzi di sesso opposto di 12 anni circa vestiti da sposi che aprivano tale processione.
In alcuni paesi in tutto il mondo queste tradizioni più o meno modificate e rielaborate vengono ancora celebrate!

2 oltre alla “caccia d’amore” l’altra usanza celebrativa era la danza intorno al Palo del Maggio: un rito della fertilità.
Si festeggiava danzando intorno al palo adornato di nastri, si faceva l’amore e ci si univa anche in orgie, ci si ubriacava e si danzava la vita!
Le ghirlande infilate sul palo, erano un’allusione alla vegetazione e alla fecondità della terra.
Questa usanza in certi frangenti rimodernata e modificata è rimasta nelle tradizioni rituali del mondo contadino si può dire fino ai nostri giorni (un esempio lampante è il cosiddetto albero della cuccagna).

Comunque fare sesso nella notte di Beltane aveva un valore simbolico profondo: era di buon auspicio per il raccolto futuro e aiutava i campi ad essere fertili.
I nati da queste unioni erano i “merry-begot” ovvero i benvoluti, perché figli degli Dei e nessuno del villaggio osava fare loro del male.

3 l’ultima usanza per celebrare questa festività erano i fuochi di Beltane. La parola “Beltane” si traduce approssimativamente come “fuoco luminoso” e, come tale, uno dei rituali più importanti, che sopravvive ancora ai giorni nostri anche se magari in date diverse da zona a zona, riguarda proprio l’accensione del falò.
Il fuoco era visto come un purificatore e un guaritore, attorno al quale ci si riuniva per poi saltare attraverso le fiamme. Le giovani coppie in particolare saltavano attraverso il fuoco per benedire i frutti delle loro unioni.
L’elemento fuoco, inoltre, indica anche la passione carnale quella che brucia tutto e dalle sue ceneri genera nuova vita.

Come avrete notato i rituali sono tutti legati alle unioni che portano nuova vita che sia un buon auspicio per il prossimo raccolto, un nascituro o la natura stessa, senza tralasciare i nostri progetti che si concretizzano nascendo e prendendo finalmente forma.

Una particolare curiosità è quella che il 1 Maggio non valeva la regola dell’ospitalità e se un vicino o un estraneo chiedeva qualcosa si rifiutava e lo si guardava con sospetto, questo perché avrebbe potuto essere una fata o un membro del piccolo popolo.

Le fate iniziano a svegliarsi dal letargo in questo periodo e ancora assonnate vengono attratte nel nostro mondo e senza cattive intenzioni sono portate a fare dispetti e sottrarre o spostare oggetti.

Il velo con il mondo del piccolo popolo si sta assottigliando per poi calare completamente alla prossima festività, Litha, che si celebra a fine Giugno. Il velo che separa i due mondi però è sottile e i membri del piccolo popolo ancora reduci dal letargo senza volerlo superano il velo per poi venire attratti da oggetti che non sono presenti nel loro mondo (ad esempio una semplice penna o un accendino).

Per questo i pozzi erano sorvegliati dai contadini per tutta la notte della Vigilia di Beltane. La prima acqua presa dal pozzo dal legittimo proprietario nel giorno di Maggio portava fortuna, protezione e guarigione. Se era rubata invece portava via la buona sorte.

E noi? Come festeggeremo Beltane?

Veniamo prima ai nostri amatissimi altari!
I colori “principi” della festa di Maggio sono il verde che rappresenta la natura verdeggiante, il bianco ad indicare la purezza, il rosa colore per eccellenza che rappresenta il fiorire e il rosso colore della passione e del fuoco.

Abbiamo deciso di decorare i nostri altari con candele verdi e rosa. Fiori finti che simboleggiano la natura rigogliosa, pout pourri dai profumi floreali e pietrine. Ovviamente vicino alle Dee ci sono le nostre offerte e abbiamo creato un palo di Maggio perché a Beltane mon può mancare.

Andando più nello specifico io ho aggiunto la candela Beltane appositamente acquistata per la festa e per onorare il piccolo popolo ho aggiunto una fatina che d’ora in poi sarà sul mio altare! La fatina Libra che era della mia mamma.


La mia dolce metà ha vicino alla Dea Gaia una candela nera e una bianca a simboleggiare l’equilibrio e la candela con i 7 chakra.


Sull’altare delle nostra Cucina Incantata, allestito da poco, è presente una candela nera che accendiamo per eliminare le energie negative basse che si generano con lo scambio con l’esterno; una candela rossa, palo santo, fiori, pout pourri, il palo di Maggio da noi creato per la festività e la Grande Madre con le offerte che le lasciamo.

Ho allestito un piccolo altare anche nella stanza da letto, ornato nuovamente con una fata e un pixie, lavanda, pietre “accompagnatrici” per il sonno e ovviamente le decorazioni floreali.

In questa festività si usa evitare la carne di mucca; si dice che: “Mucca e Ape sono sacre alla Dea a Beltane perché hanno portato formaggio, latte e miele durante i mesi aridi”. Nei mesi freddi i prodotti dei raccolti scarseggiavano e si è goduto dei derivati animali, latte formaggio, miele e persino uova, adesso si può godere del raccolto e l’ideale sarebbe ubriacarsi in un tripudio di verdure di stagione.

Noi festeggeremo gustando:

A pranzo: pasta maggiolina ovvero penne con porri, pomodori e zucchine + l’ormai rituale palo di Maggio (una ricetta presa dal bellissimo libro di cucina magica regalatomi da mia cognata, lo consiglio assolutamente è una raccolta di ricette adatte per ogni Sabba)

A cena: insalata ai profumi basilico e salvia (dentro lattuga, rucola e uovo sodo) e sicuramente il palo di Maggio avanzato.

L’altare della nostra Cucina Incantata con i rituali pali di Maggio uno commestibile e uno no

Come rituale non potendo partecipare ad un falò e saltarci attraverso celebreremo il rito del salto nel fuoco con una candela rossa posizionata in mezzo a noi, passeremo con la mano attraverso la fiamma tre volte.

Infine benedette tutte le unioni con i vostri partner fissi e non in questo giorno, anche se non porteranno al concepimento di un figlio, l’atto in se sprigiona magia che rilasciata nell’universo aiuta il rifiorire della natura.

Buon Beltane, buona festa del concepimento e del risveglio.

Buona rinascita a tutti!

Buongiorno e auguri a tutti!


Auguri a chi festeggia la Pasqua Cristiana, a chi è semplicemente felice di essere in vacanza o di aver la deroga per andare a visitare amici e parenti anche in zona rossa!


Per chi mi segue saprà già che da me non si festeggia la Pasqua in quanto tale, oggi festeggiamo la “Luna del Coniglio” o “Luna della rinascita” che cade la prima Domenica dopo la luna piena, dopo l’equinozio di Primavera.

Il festeggiamento è molto simile a quello che abbiamo celebrato il 20 Marzo: l’Equinozio di Primavera e la festa celtica di Ostara.

Festeggiamo in compagnia e con i nostri cari la rinascita della natura. L’equinozio sancisce l’inizio del nuovo ciclo ed è un giorno di equilibrio tra luce e tenebra; momento per il rinnovamento. Ora dopo il rinnovamento rinasciamo nella nostra nuova forma. La natura si fa vedere rigogliosa, le giornate si allungano e il sole splende su di noi.

Momento ideale per ritrovarsi attorno ad un tavolo e mangiare con amici e parenti, stare all’aperto a contatto con la natura e godersi le cose semplici della vita: buon cibo e buona compagnia con la natura sullo sfondo; gustando carne e uova di cioccolata (il simbolo dell’uovo e il consumo della carne li ho già citati nell’articolo precedente dedicata all’equinozio e alla festa celtica di Ostara – per chi se lo fosse perso) e perché no anche la colomba pasquale!


Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti; qualsiasi sia il credo che sia una rinascita piena di magia e semplicità.

La decorazione sulla porta di casa e le uova che attendono di essere aperte (più in alto possibile dove non arrivo, così mia moglie è certa che non mi annego nel cioccolato)

Io sono lieta anche perché:


A non si lavora Lunedì

B perchè grazie alla deroga possiamo, appunto, fare dei micro ricongiungimenti

C perchè è un momento dedicato al gozzovigliare, cosa che come saprete adoro!

D anche se da un po’ di anni le mie stagioni preferite sono l’Autunno e l’Inverno, io sono come la Primavera, la mia stagione, ci sono nata e come lei rinasco con i primi fiori

Nella foto la Dea a cui Hele è più legata Gea o Gaia: la Dea madre terra e la Triplice Dea a cui sono particolarmente legata io. Dea composta da tre persone, eppure la stessa: la madre, la giovane fanciulla e l’anziana saggia, (la dottrina trinitaria non vi è sicuramente nuova). Al loro fianco la candela dei 7 chakra (vicino a Gaia) e la candela della festività Ostara (vicino alla Triplice). Ovviamente protagoniste della foto anche le uova di cioccolata e oltre ai vari colori e simboli dedicati allo sbocciare della Primavera, una candela bianca e una nera ad indicare l’equilibrio.


Quest anno la mia fantastica mogliettina ha deciso di provare a fare la colomba salata. Una specie di plum-cake / torta salata. L’impasto è fatto con zucchine e formaggio e poi farcita con prosciutto ed olive, ovviamente fatta cuocere nel classico stampo della colomba.

Qui prima della cottura
Appena sfornata

Comunque sono arrivata alle feste, alle tanto, tantissimo agognate feste completamente devastata. Stanca, stanchissima e con la salute per nulla dalla mia parte! Non sono nemmeno riuscita a lavorare Venerdì a causa di fortissimi giramenti di testa che non mi permettevano nemmeno di stare seduta. Subdola la mia malattia, specialmente nei cambi stagione e per dei motivi a me sconosciuti specialmente vicino alle feste. Ho queste scosse che mi percorrono la schiena e le braccia; Giovedì a circa un’ora dalla fine del turno lavorativo ho dovuto staccarmi e andare a stendermi… Poi ho la mia fantastica allergia primaverile che mi gonfia gli occhi e non mi fa vedere un cappero! La scena Giovedì è stata tipo: io appiccicata al PC per riuscire a vedere, nel mentre le scosse mi percorrevano come un serpente a sonagli per tutta la schiena il collo e le braccia, il tutto accompagnato da vertigini e nausea. Alla fine alle 12 mi sono staccata per evitare di lanciare mouse, occhiali e lucidità dal balcone.


Dopo aver passato Venerdì e Sabato praticamente a letto, oggi attiviamo il ricongiungimento familiare! Vedo mia cognata e mia suocera, soprattutto posso finalmente provare la colomba salata di Hele, papparmi la carne alla griglia di mia suocera e godermi le tanto bramate uova di cioccolata! Che non abbiamo aperto all’Equinozio (anche se volendo potevamo essendo la nostra Pasqua parte 1), perché avevamo già aperto una colomba e se ho troppi dolci aperti a casa finisce che li mangio senza ritegno, (specialmente la cioccolata), grazie al ricongiungimento almeno posso dividerla e non sentirmi merda perché la mangio solo io.

Mia moglie non mi viene dietro ne mangia un pezzetto, guarda la sorpresa e fine… È più amante del salato.

Vi sto scrivendo prima del pranzo e non posso scrivervi i commenti culinari sull’esperimento colomba salata, ma sono certa sarà buonissima; l’ha fatta Hele!

Vi auguro ancora una buona festa e rinascita, un buon pranzo e non fate come me, non esagerate con la cioccolata!

Auguri da noi! (Foto scattata prima di sederci a tavola)

Kiss


Ps: per eventuali aggiornamenti sul pranzo seguite le mie storie su Instagram

Equinozio di Primavera – festa celtica di Ostara

Tra il 19 e il 22 Marzo si festeggia l’Equinozio di Primavera e la festa celtica di Ostara.
Ostara è uno dei sabba minori tra gli 8 presenti sulla ruota dell’anno, anche se personalmente non amo ci sia la distinzione tra minori e maggiori. Sembra abbiano meno importanza i 4 minori definendoli così, quando semplicemente sono stati “inseriti” dalle comunità neopagane in seguito, mentre i maggiori erano presenti nelle più antiche tradizioni celtiche essendo la prima forma di calendarizzazione fatta a seguito dell’osservazione della Natura.


Anche le popolazioni più antiche avevano sentito il bisogno di suddividere e scandire il tempo e adottarono come metro di misura proprio il processo vitale. Ogni essere vivente dall’uomo alla natura segue un processo vitale di 4 fasi: nascita, crescita, ritiro e morte.

Specificherò meglio questa parte in un post dedicato alla ruota dell’anno e ai sabba maggiori.

Per quanto riguarda i sabba minori come Ostara calzano con i solstizi e gli equinozi.
Coincidendo negli stessi giorni la festa celtica di Ostara e l’equinozio di Primavera hanno molte tradizioni in comune e con il tempo sono state usate come sinonimi .
Ma veniamo a questa festività! Cosa si celebra? Ovviamente l’arrivo della Primavera! Le tre parole chiave che riassumono questo momento sono: rinnovamento- fertilità ed equilibrio.

-Il rinnovamento è in noi ed è tempo di sbocciare, di fiorire e appunto di rinnovarsi. A differenza della festività Imbolc dove la parola d’ordine era “purificazione” di se e degli ambienti, adesso bisogna “rinnovarsi”. Momento ideale per le pulizie di Primavera, per iniziare un nuovo progetto, per dedicarsi a qualcosa di creativo e per la cura di se: un bagno rigenerante con oli e sali e coccolarsi un po’.

Venerdì sera per celebrare il rinnovamento e per coccolarmi mi sono fatta un bagno di equinozio, usando un sale da bagno alla lavanda e accendendo un incenso alla savia bianca.

La mia bellissima vasca in fase di preparazione (il sale alla rosa ho poi deciso di non usarlo, bastava quello alla lavanda)
Come noterete l’acqua diventa di un piacevole color lilla


-La fertilità: come detto oltre al rinnovamento questa festa celebra lo sbocciare della natura, il fiorire e la fertilità; tra i suoi simboli troviamo, infatti, le lepri o i conigli (noti per il loro riprodursi appunto in Primavera in modo diciamo molto appassionato) e le uova che sono il simbolo della nascita per eccellenza in quanto sono “l’oggetto” che nasce due volte; appunto nasce prima l’uovo che può essere un vero e proprio uovo o grembo (l’involucro) e poi fecondato con un essere che deve nascere.

Ieri come da tradizione, per lodare la fertilità abbiamo mangiato coniglio con patate.

Apro la parentesi appetitosa! Quest anno il giorno esatto in cui cade l’equinozio è proprio Sabato 20 Marzo e per pranzo la mia dolce metà ha cucinato uno speciale menù celebrativo!

Uova ripiene per il simbolismo, focaccine fatte in casa da mia moglie, che celebra il fiorire e il rinnovamento attraverso la sua creatività manuale facendo l’impasto; poi, come detto, il coniglio con patate.

Vi starete chiedendo perché apro la parentesi culinaria mentre vi racconto cosa si intende per fertilità… I popoli Celti usavano mangiare la carne di coniglio o di lepre durante questa festività perché si pensava che consumare la carne dell’animale più prospero potesse aiutare la ricchezza, la fecondità sia dei propri raccolti che personale. Negli altri periodi dell’anno considerati animali totem solitamente non venivano mangiati. Senza aprire inutili polemiche… Ma cosa vi ricorda mangiare il corpo del sacro in un determinato momento ben scandito? …

Giusto per concludere l’esplorazione del nostro menù e dato che stiamo celebrando un po’ la nostra versione del periodo di Pasqua per concludere abbiamo mangiato la colomba (che tanto adoro, come il panettone); non abbiamo aperto l’uovo di Pasqua solo perché altrimenti mangio troppi dolci, lascerò le uova di cioccolato per “Pasqua” e “Pasquetta” che sono in realtà i giorni della rinascita per noi (dedicherò un post apposito nei prossimi giorni)


-Ultimo: l’equilibrio. La natura in questo momento, in questo preciso giorno è in perfetto equilibrio, luce e tenebra coincido e passato questo giorno le ore luminose supereranno quelle di buio permettendo a tutti gli esseri viventi e alla natura di sbocciare e svegliarsi dal letargo; inoltre quest anno in particolare la valenza della dualismo si raddoppia: persino la luna in questo giorno è proprio a metà!

Io e la mia dolce metà abbiamo decorato i nostri altari con fiori, candele dai colori primaverili (rosa, gialle, verdi e blu), uova colorate e vicino alla statua della Dea Gaia abbiamo posizionato alla stessa altezza una candela bianca e una nera a simboleggiare l’equinozio tra luce e tenebra.

Invece, vicino alla Triplice Dea abbiamo lasciato una mela in dono che seppelliremo quando sarà possibile andare per boschi, per cui a Pasqua grazie alla deroga visite parenti (se non cambia).

Notare la candela con scritto proprio Ostara e con il coniglio e la lepre disegnate

Vero la mela non è tra i simboli della Primavera, anzi è più invernale, ma per meri motivi logistici perché non ci fidiamo molto a lasciare un bicchiere di latte nella stanza degli altari, che è anche il mio studio smart-working e temiamo che lasciare del miele in uno scodellino possa attirare insetti.


Apro la parentesi sulla Pasqua! Cosa significa Pasqua? Significa passaggio! La Pasqua ebraica celebra il passaggio dell’angelo della morte che portava via tutti i primogeniti d’Egitto e anche l’ultima e terribile piaga prima della loro migrazione, appunto ulteriore passaggio, nel deserto per 40 anni. La Pasqua cristiana celebra la morte e la resurrezione di Gesù, altro passaggio dalla morte alla vita. Esattamente quello che si vuole celebrare con Ostara e con l’equinozio un passaggio tra l’aridità dell’Inverno allo sbocciare della Primavera in attesa dell’abbondanza dei raccolti. È un passaggio che si compie in noi dopo l’attesa e la purificazione di se, ora si fa questo passaggio e ci si apre al nuovo e al rinnovamento.
Il messaggio più radicato e profondo che sia di una religione o di un’altra ancora vuole trasmettere rinnovamento, resurrezione ad una nuova vita e quindi speranza e apertura verso il futuro, sostanzialmente sbocciare come fiori e vivere nel pieno di noi.

Condivido con voi la mia poesia Ostara contenuta nel mio libro di poesie Magik.

OSTARA

Le campane della Primavera si odono in lontananza
Rinasce la vita
I boccioli si trasformano in fior
Rigenerazione della natura
Secchi prati di foglie cadute si tingon di verde
La Dea di bianco vestita porta sul capo una corona di rose
Nelle sue rosse labbra stringe una parola
Ostara Notte come giorno
Ostara Giorno come notte


Ps: nonostante questa sia la nostra personale celebrazione della Pasqua, festeggiamo anche una sorta di festa di Pasqua (a cui dedicherò appunto il prossimo post), con parenti e amici (tempi di pandemia permettendo), proprio la Domenica in cui si festeggia Pasqua con la “festa” “Luna della rinascita”.

E voi? Sentite questa energia di rinnovamento nell’aria?

Carnevale!

Oggi inizia il periodo di Carnevale!

Esattamente:

Giovedì grasso 11/02/2021

Domenica di Carnevale 14/02/2021 (si combinazione cade proprio a San Valentino)

Martedì grasso (ultimo giorno del periodo carnevalesco) 16/02/2021.

Ma come mai si festeggia questo periodo in maschera, con dolcetti e con abbondanti piatti a base di carne?

La conoscenza comune afferma che il Carnevale sia un periodo di festa e gozzoviglia che precede la Quaresima. La parola Carnevale deriverebbe, infatti, dal latino carnem levare che significa “togliere la carne” sicuramente riferimento al fatto che nel periodo di Quaresima c’era e alcune persone lo osservano ancora oggi, se non per tutto il periodo almeno il Venerdì, l’invito di astenersi dal mangiare carne oltre al fare vari fioretti: ad esempio astenersi dai dolci.
Si festeggiava, per cui, abbuffandosi di carne e altre pietanze appetitose prima della negazione di 40 giorni.

In Italia le varie regioni hanno poi adottato/ inventato ricette e piatti tipici del periodo: dolci fritti, primi elaborati, la carne non manca e le ricette sono solitamente grasse e irresistibili.

Non mi soffermerò sui vari piatti dolci e salati regionali, but stay tuned, penso che entro Martedì posterò qualcosa in merito a cosa mangeremo io e la mia dolce metà o cosa abbiamo mangiato/ cucinato nei vari Carnevale.

Comunque era proprio in questo periodo che si svolgeva la festa romana dei Lupercali, legata ai riti di fecondazione si festeggiava attraverso situazioni grottesche che in effetti ricordano gli scherzi del attuale Carnevale.
La festa dei Lupercali ha origine dalla celebrazione pagana più antica dei Saturnali. Durante i festeggiamenti in onore di Saturno ci si dava alla pazza gioia per favorire un raccolto abbondante e in quei 7 giorni si conducevano per la città carri festosi tirati da animali bizzarramente bardati, il popolo si riuniva in grandi tavolate a cui partecipavano persone di diverse condizioni sociali che si abbuffavano tra lazzi, danze ed oscenità. L’antica figura del re dei Saturnali ha continuato a vivere nella figura del re del Carnevale. Inizialmente era impersonato da un uomo che veniva sacrificato per il bene della collettività, poi sostituito con un fantoccio di paglia, proprio la sera del Martedì grasso veniva bruciato come una specie di vittima designata che morendo purificava la comunità, di modo che si potesse intraprendere un nuovo anno sotto diversi auspici.

Le origini del Carnevale, però, vanno ricercate ancora più indietro, in antichi riti legati al rapporto tra uomo e terra. L’abbandonarsi ad estreme licenze sessuali nella tradizione celtica erano legati a riti propiziatori che prevedevano l’unione dei corpi sulla nuda terra come omaggio alla Madre Terra.

Carnevale rappresenta, quindi, l’unione di varie tradizioni pagane diverse (tra cui gli antichi riti propiziatori del solstizio di Primavera – festa celtica Ostara e la festa di Maggio – Beltane), con la sfrenatezza, l’allegria e il falò del fantoccio dei Lupercali.

Il mese di Febbraio è infatti, un tipico periodo di passaggio, dall’anno vecchio al nuovo, un mese di passaggio dall’Inverno alla Primavera; come già visto nel celebrare la festività celtica di Imbolc dove ci si immerge nella purificazione e si auspica in un anno fecondo e fertile.
Febrarius, infatti, da februare significa proprio purificare.

Ultimo, ma non meno importante l’uso della maschera era legato a varie credenze: si pensava che una risata, anche se non reale e disegnata per cui su una maschera, allontanasse gli spiriti maligni; inoltre con il volto coperto l’uomo, non più legato alla propria umanità, poteva lasciarsi andare ad atti e comportamenti solitamente inusuali o mal tollerati; infine veniva usata per incarnare particolari energie che venivano associate alle divinità o alle forze della natura. Oggi riguarda per lo più colori, carri bizzarri, giochi e divertimento per i più piccoli.

Non tralasciamo la forte valenza psicologica e simbolica. Indossando la maschera possiamo concederci una pausa dalla nostra personalità e comportarci come non ci concediamo nella vita quotidiana.

E voi festeggiate il Carnevale? E se sì, come?

Cena di Imbolc

Oggi è la festa celtica di Imbolc!
Festa che celebra il ritorno della luce che sboccerà in Primavera, ora ci troviamo al culmine della fredda stagione nel punto mediano tra il solstizio d’Inverno e l’equinozio di Primavera.
È in uso mangiare cibi derivati dagli animali: latte e formaggio, ma anche uova, accompagnati da cibi più “poveri” come ad esempio cipolle, polenta o patate; alimenti provvidenziali visto che le scorte iniziano a scarseggiare trovandoci nel cuore dell’Inverno.
Io e la mia dolce metà abbiamo deciso di festeggiare con una polenta concia con gorgonzola e fontina, gustosa e ideale per la festa e una torta della nonna a cucchiaio!

Blessed Imbolc

Domani si festeggia da me! È la festa celtica di Imbolc!
Questa festa celebra il ritorno della luce, sebbene l’Inverno risulti ancora rigido dal punto di vista climatico.
Siamo al culmine della fredda stagione e si festeggia il 1 Febbraio, punto mediano tra il solstizio d’Inverno e l’equinozio di Primavera.
Nonostante non siamo ancora pronti a mettere via i piumoni notiamo che il cielo e l’atmosfera cominciamo a cambiare. Osservando la natura circostante è possibile percepire le avvisaglie della Primavera imminente:
Flebili e timidi cinguettii dai rami, piccoli scoiattolini che mostrano i loro teneri musetti.

Vedi foto scattata dal mio cortile (tenerissima)

Tale festa veniva festeggiata con fuochi e falò che simboleggiavano la luce e al tempo stesso la richiamavano. Oggigiorno in alcune parti del mondo la ricorrenza di accendere fuochi esiste ancora, ma alle nostre latitudini si preferisce celebrare questa fase di passaggio accendendo candele bianche, simbolo di purificazione.

Questa purificazione può riguardare tutti i settori della vita, a partire dall’alimentazione che, rispetto al periodo natalizio, dovrebbe privilegiare cibi leggeri, in grado di depurare l’organismo; benvenute anche le grandi pulizie domestiche!
Tra le usanze c’era quella di spazzare le stanze con una scopa di saggina e spargere sul pavimento sale fino e rosmarino.

Può essere anche il momento più adatto per fare piazza pulita di emozioni, pensieri inutili, controproducenti e limitanti.

E ora veniamo alla festa vera e propria! Per quanto riguarda le decorazioni il bianco dovrebbe farla da padrone, essendo una festa collegata al ritorno della luce, ma è possibile ricorrere anche al rosso (simbolo del sole nascente) e al verde (simbolo della vegetazione).

Sui miei altari ho voluto mettere decorazioni Invernali che ricordassero “l’aridità” e il freddo dell’Inverno, ma non mancano candele bianche, rosse, verdi e dettagli rossi e candidi.

Si possono fare offerte alla natura sotto forma di poesia o storia e offerte di cibo. Quest anno lascerò la mia poesia “Imbolc” contenuta nella mia raccolta poetica “Magik” vicino alla statua della Dea e io e mia moglie stiamo valutando di lasciare anche dei biscotti o qualcosa di simile per tutta la giornata del 1 Febbraio.

La mia poesia:

IMBOLC

Primavera ancor non è
Eppure il suo dolce profumo nell’aria c’è
Delicati fiori aspettano di sbocciare
Sotto quella coltre di neve che il gelido Inverto ha dovuto portare
In questo giorno alla finestra restiamo a guardare
Quale tempo la natura deciderà di donare
Se vento e pioggia batteran sui vetri
Abbracciamo le sciarpe e i cappotti non appendiamo alle pareti
Se il pallido sole decide di far capolino
Molto presto si potrà spegnere il camino
Giorno di Imbolc giorno di Candelora
Alziamo gli occhi al cielo e aspettiamo l’Aurora

Non meno importante, cosa si mangia per celebrare il ritorno alla luce?

Il risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra indica, anche, la lattazione ovina. Riferimento alle pecore che in questo periodo dell’anno producono latte, utilizzato per la preparazione di formaggi, burro e altri alimenti provvidenziali visto che le scorte iniziano a scarseggiare trovandoci al culmine dell’Inverno.
Solitamente si mangiano cibi derivati dagli animali come detto il latte e il formaggio, ma anche le uova, accompagnati da cibi più “poveri” come ad esempio cipolle, polenta o patate.
Io e la mia dolce metà ceneremo con una polenta concia con gorgonzola e fontina, gustosa e ideale per la festa!

Forse faremo anche un dolcetto, stiamo valutando!

Se siete curiosi di vedere la nostra tavola sbirciate la mia pagina Instagram domani sera!

Per concludere esiste una storia, un detto legato a questa festività bellissimo!
I giorni che precedono Imbolc sono detti i giorni della Merla (i giorni più freddi dell’anno) e passati quei giorni, Secondo la tradizione dell’Europa medioevale alpina, nella notte, appunto, tra il 1 e il 2 di Febbraio, l’Orso (in America la marmotta) si risveglia dal suo letargo invernale, ed osserva il cielo. Se lo trova “chiaro” (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l’inverno durerà ancora quaranta giorni. Se invece il cielo è “scuro” (novilunio), allora l’Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l’inizio della Primavera.

Da qui nasce il detto Piemontese sulla Candelora:
“Se l’ors a la Siriola la paia al fa soà, ant l’invern tornom a antrà”

*La Candelora è la festa Cristiana che corrisponde alla festa Celtica Imbolc. Celebra la presentazione di Gesù al Tempio dopo 40 giorni dalla sua nascita, dove Simeone si accorge che è lui la luce della rivelazione. Il nome deriva da “candelorum“, benedizione delle candele, perché in questa speciale occasione vengono benedette le candele che simboleggiano Cristo, inteso come luce che illumina le genti.

Un modo sicuramente diverso per celebrare il risvegliarsi della luce e con intenti e presupposti diversi, ma ho voluto aprire la parentesi sulla festività Cristiana per raccontarvi il detto della Candelora che trovo molto bello!

Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento e se aveste domande sarei lieta di rispondere!

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Ringraziamento nostrano

Il quarto Giovedì di Novembre si festeggia il “Thanksgiving Day” negli USA, festa utilizzata per ringraziare di essere “americani” sostanzialmente, anche se il ringraziamento ha un significato più profondo ed è dedicato al raccolto di cui si potrà godere nei mesi freddi.

Penso che prendersi del tempo per ringraziare, che sia il raccolto, l’essere di una nazione, il passaggio da un periodo ad un altro o semplicemente ringraziare la vita sia bellissimo, specialmente in questo 2020 dove molti hanno ringraziato di essere ancora qui, hanno ringraziato medici e infermieri, hanno detto grazie per non aver visto fallire le loro attività, anche se tanti non hanno altrettanto da ringraziare e sono in preda allo sconforto; stimo che fermarsi e dire grazie sia educativo.

Io e la mia dolce metà abbiamo “inventato” un giorno del ringraziamento nostrano!
Questo penultimo Giovedì di Novembre segna un passaggio, soprattutto con l’inizio della settimana del Black Friday, che è proprio il giorno dopo il Thanksgiving; passaggio dove si saluta la parte autunnale della stagione e dal cambio temperatura direi che si percepisce tantissimo, (almeno qui a Torino), anche se il solstizio d’Inverno sarà il 21 Dicembre, (festa celtica di Yule).
Si dice arrivederci ai colori dell’Autunno per farsi avvolgere dal candido dell’Inverno.
Da noi segna, il momento di mettere via le decorazioni autunnali e tirare fuori quelle natalizie e di Yule.
Diciamo ciao ad Halloween-Samhain e facciamo l’ingresso ufficiale nel “tran tran” dei regali natalizi, della pianificazione di cene, pranzi e brunch con amici e parenti (speriamo, visita la situazione) e si mettono decorazioni brillanti (che tanto adoro). Lo festeggiamo con una cenetta con piatti tipici del Thanksgiving e addobbi a tema.

Giovedì ho passato una giornata in ospedale molto lunga e una cenetta con mia moglie è stata decisamente la coccola migliore.

PS: Noi Celti (concedetemelo intendo: chi segue le tradizioni celtiche), usiamo festeggiare e dare il primo “grazie” per il raccolto nella festa di Lughnasadh, prima festività delle tre che celebrano, appunto, la stagione del raccolto (le altre sono Mabon e Samhain), dove si ringrazia appunto per i primi frutti raccolti e si ricorda il sacrificio del Dio sotto forma di grano nel suo ciclo di morte per dare nutrimento alla popolazione e si festeggia il 1 di Agosto.